martedì 31 luglio 2018

ITALIA Fronte civico antirazzista, ipotesi corteo a settembre


Oggi a Roma prima riunione delle associazioni. Il segretario del Pd Martina prova a scippare l’idea, ma le associazioni: «I partiti si mettano a disposizione»

Daniela Preziosi, Il manifesto
31 luglio 2018


Il messaggio è essenziale, poche parole per dire quello che ormai è chiaro a tutti: «In considerazione dei gravi fatti di razzismo che stanno accadendo nel paese» appuntamento oggi pomeriggio, «per definire i contenuti e l’organizzazione di una grande manifestazione antirazzista e antifascista».
LA CONVOCAZIONE DA IERI gira nella capitale sotto forma di sms, whatsapp, messaggi email. Parte da Casetta rossa, storico spazio sociale e culturale, che ha messo a disposizione i suoi spazi per un incontro (oggi alle 17 e 30) che ha raccolto subito il sì di Arci, Baobab Experience e di altre associazioni impegnate nell’accoglienza e dell’antirazzismo. L’escalation di violenza razzista nel paese, dodici casi denunciati in due mesi; le risposte provocatorie del ministro Salvini, che cita Mussolini e indossa magliette dell’ultradestra, bastano e avanzano per mettere insieme un ampio fronte civico, unendo le diverse realtà. Ma anche le personalità che si stanno muovendo fin qui separatamente: dalle proposte dello scrittore Roberto Saviano alla battaglia culturale del settimanale Espresso di Marco Damilano, alle testimonianze portate in tv da Zoro-Daniele Bianchi. «Davanti alla gravità di questa situazione, è fondamentale la denuncia e la solidarietà, il rafforzamento del sistema di protezione legale delle vittime» scrive Grazia Naletto, presidente di Lunaria e firma del sito Cronachediordinariorazzismo.org, «ma non basta», serve provare a portare in piazza «quella parte siamo convinti grandissima della società italiana che non è disposta ad assistere inerme al far west razzista». «Le istituzioni tutte siano in campo, senza indugio e ambiguità, così come le forze politiche e sociali, senza divisioni e distinguo, siano protagoniste di una reazione pacifica e democratica», dice il vicepresidente del Lazio Smeriglio.
IL PRIMO PROBLEMA PERÒ è non disperdere l’iniziativa nazionale in troppi rivoli. Il 22 settembre infatti è già convocata un’iniziativa convocata a Milano in ricordo di Abdul Guibre, giovane italiano originario del Burkina Faso ucciso dieci anni fa a sprangate per aver rubato un biscotto in un bar.
IL SECONDO PROBLEMA È INIZIARE con il piede giusto. E neanche a dirlo, è il Pd a sbagliare la prima mossa. Il segretario Martina ieri era a Scampia (Napoli) per la seconda delle sue riunioni di segreteria nelle periferie (la prima il 18 luglio nel quartiere di Roma Tor Bella Monaca). Da lì prova a intestarsi l’idea: «Faccio un appello perché tutte le realtà civiche, democratiche e associative si uniscano e rispondano insieme a questo clima d’odio: serve una grande mobilitazione contro questo clima razzista».
Ma se c’è un modo per sabotare un fronte unitario antirazzista è che questo venga convocato dal Pd. A cui molte associazioni non perdonano l’operato del ministro Minniti, indicato – a volte persino dagli esponenti del governo gialloverde – come apripista della guerra contro le Ong e precursore dell’accordo sui lager per migranti in Libia. «La manifestazione dovrà essere civica e plurale, i partiti si mettano a disposizione. C’è un arcipelago civico e di movimento che può aggregare forze ed essere efficace in questa battaglia», avverte Gianluca Peciola, del movimento civico romano.
Meglio sarebbe che il Pd (che per oggi convoca un presidio a Roma a piazza San Silvestro alle 18) ripartisse affrontando le sue contraddizioni. Dopo aver votato sì al senato al decreto che dispone la cessione di 12 motovedette alla Guardia costiera libica, ora il presidente Matteo Orfini chiede un ripensamento alla camera: «Si deve accettare di proseguire nella cessione solo a patto che la Libia dia garanzie concrete sul rispetto dei diritti umani e sull’uso che di quelle motovedette verrà fatto», ha scritto sabato su Avvenire.

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