martedì 31 luglio 2018

LAVORO Cgil: misure contraddittorie nel decreto dignità


Record per i contratti a termine, che superano 3,1 milioni. Scacchetti: "L'occupazione è la vera emergenza. Alla luce del boom del lavoro precario, sono incomprensibili i provvedimenti discussi in Parlamento. Serve la causale dall'inizio, no ai voucher"

Redazione Rassegna sindacale
01 agosto 2018


Record storico per i contratti a termine. È quanto emerge dai dati diffusi oggi (31 luglio) dall'Istat. A giugno il tasso di disoccupazione è cresciuto di due decimi di punto, salendo al 10,9%. Il numero dei disoccupati in Italia risulta così pari a due milioni e 866 mila. Non solo: dopo tre mesi di crescita, il numero degli occupati è calato di 49 mila unità. Prosegue invece la crescita dei lavoratori a termine (+16 mila), che segnano così un nuovo record raggiungendo i 3 milioni 105 mila.
"Ancora una volta i dati dell’Istat ritraggono un paese fragile, in cui l’occupazione resta la vera emergenza. Alla luce del continuo aumento del lavoro a termine, a scapito di quello stabile, risultano incomprensibili e contraddittorie le misure del decreto dignità discusse in queste ore in Parlamento”. La segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta così il report Occupati e disoccupati.
“Nel decreto dignità – spiega la dirigente sindacale – da un lato si punta positivamente alla limitazione dell'utilizzo del tempo determinato, ma senza il coraggio di inserire la causale fin dall'inizio, dall'altro si ripropone la liberalizzazione dei voucher, simbolo di precarizzazione e mancanza di tutele, come soluzione per settori strategici come agricoltura e turismo. Per questo prosegue la nostra mobilitazione e domani dalle ore 9.30 saremo nuovamente in Piazza Montecitorio”.
Di fronte a una evidente vulnerabilità del mercato del lavoro, Scacchetti indica in conclusione alcune strade: “Occorre rilanciare urgentemente sia gli investimenti pubblici e privati che le politiche industriali per favorire occupazione di qualità; serve, inoltre, una riforma fiscale progressiva, che redistribuisca la ricchezza prodotta a favore del lavoro e delle pensioni, consentendo così il sostegno dei consumi e la ripresa della domanda interna”.

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