Momentaneamente bocciate le richieste presentate dai
terremotati del Centro Italia al nuovo esecutivo: pochissime, e minime, le
modifiche apposte dal governo Conte all’ultimo decreto presentato da Gentiloni.
Del reddito di cratere e di una massiccia semplificazione burocratica nessuna
traccia.
Davide Falcioni, Fanpage.it
19
luglio 2018
Nessuna traccia del reddito di cratere, né di
misure che semplifichino la giungla burocratica. Malgrado le promesse della
vigilia, le proteste dei mesi scorsi di Movimento 5 Stelle e Lega e le
pressioni dei comitati dei terremotati il decreto terremoto non cambierà e,
stando a quanto rivelato dal blog specializzato Sibilla Online, rimarrà come
licenziato dal Senato, nella versione presentata dal governo Gentiloni prima
del passaggio di consegne al nuovo esecutivo: "In Commissione Ambiente
della Camera – spiega Sibilla Online – il governo rappresentato da Laura
Castelli, M5S, viceministro dell’Economia, e il relatore Tullio Patassini,
deputato della Lega, hanno bocciato tutti gli emendamenti presentati. Il testo,
ha chiarito la Castelli, arriverà in Aula lunedì così come è uscito dal Senato
e come tale sarà approvato".
Non ci saranno novità sostanziali, o almeno non in
questa fase: prevista solo una sanatoria per le case autocostruite e
considerate abusive e un condono per le difformità gravi nelle abitazioni da
ricostruire, ma si tratta di norme che erano allo studio da mesi e alla cui
stesura hanno partecipato la precedente maggioranza, le opposizioni ma anche
gli enti locali con sindaci e regioni. Di una massiccia semplificazione
burocratica, promessa dal Presidente del Consiglio Conte nella sua prima
uscita, non c'è traccia così come delle tante richieste presentate nei mesi
scorsi dal Coordinamento dei Comitati Terremoto Centro Italia: il reddito di
cratere – ovvero una misura di sostegno economico ai terremotati in difficoltà
– dovrà attendere, così come della "completa defiscalizzazione e
decontribuzione per i due anni successivi all’assunzione con contratto di
lavoro a tempo indeterminato" alle aziende del cratere che assumono un
terremotato. Se ne ridiscuterà probabilmente più avanti, quando saranno più
chiari i margini di manovra nell'ambito del bilancio. Nel frattempo, comunque,
il "governo del cambiamento" non ha sostanzialmente cambiato molto
rispetto alla gestione dei governi Renzi e Gentiloni. Francesco Pastorella,
coordinatore del coordinamento dei Comitati Terremoto Centro Italia, ha
commentato: "Siamo molto delusi, ci aspettavamo un cambio di marcia dopo
le promesse e le rassicurazioni dei mesi scorsi. Invece ci tocca constatare che
nulla di concreto è stato fatto, né sul piano del sostegno economico né per la
semplificazione burocratica. Avevamo chiesto chiaramente che si prendessero
provvedimenti innanzi tutto per sostenere i terremotati rimasti senza lavoro,
ad esempio dando loro la priorità nelle assunzioni nei concorsi pubblici. Una
misura minima, e tra l'altro non onerosa: neppure questa è stata accolta. Se
non ci sarà un cambio di passo non ci resterà che prendere atto che anche
questo governo, come i precedenti, non ha intenzione di ascoltare le nostre
richieste, e comportarci di conseguenza".

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