Roberto
Ciccarelli, Il nanifesto
21 luglio 2018
Il
ministro del lavoro Luigi Di Maio «spera» che non sia necessario mettere la
fiducia per approvare il decreto dignità alla Camera entro la fine della
prossima settimana. L’arrivo del testo in aula ha già subìto uno slittamento di
due giorni – era previsto martedì 24, ora è giovedì 26 – a causa delle
pressioni sul presidente della Camera Fico da parte delle opposizioni che hanno
protestato contro i tempi iper-contingentati imposti dalla maggioranza
giallo-verde. La fiducia alla Camera è data quasi per certa perché il «decreto
dignità» dovrà essere approvato dal Senato entro la pausa estiva nella
settimana precedente Ferragosto dagli emendamenti. Il governo ha bisogno,
urgentemente, di questo provvedimento in vista della manovra in autunno.
Di
Maio ieri ha vincolato la decisione al numero degli emendamenti presentati
dalle opposizioni. Dal parlamento si aspetta «un atteggiamento costruttivo»,
«se cominciano a fare due o tremila emendamenti allora a quel punto inizia
l’ostruzionismo e mi dispiace». Le modifiche «devono essere migliorative». Gli
emendamenti, in realtà sono 890 e saranno votati da martedì prossimo. Dalle
opposizioni arrivano critiche sia alla scelta del decreto, sia sul contingentamento
dei tempi della discussione. Pd e Forza Italia hanno presentato emendamenti per
eliminare l’aggravio contributivo pari a 160 euro (calcolo di Assindatcolf) per
chi assume baby sitter, colf e badanti. Sarebbe questo uno degli effetti
dell’aumento contributivo dello 0,5% per il rinnovo dei contratti a termine. Le
imprese sarebbero esentate, le famiglie no.
Nel
pacchetto di una trentina di modifiche concordate da M5S-Lega c’è una stretta
sui contratti a termine già in corso scatterà solo a ottobre. Si eviterà così
di creare effetti sui contratti che scadono in estate. Riviste anche le norme
sulla somministrazione con l’eliminazione delle causali dai contratti stipulati
dalle agenzie, esclusi gli intervalli tra un contratto e l’altro. Previste multe
per la somministrazione fraudolenta nel calcolo del 20% dei contratti a termine
che una azienda può stipulare rispetto alla sua forza lavoro complessiva.
Esteso alle assunzioni di under 35 nel 2019 e nel 2020 il bonus del 50% dei
contributi che dal prossimo anno sarebbe valido solo per le assunzioni di under
30.

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