Alessia
Tripodi, Il sole 24 ore
20
luglio 2018
Il
ministero del Lavoro «aveva già messo in conto una riduzione dell'occupazione a
tempo determinato per effetto del decreto» dignità e le stime dell’Inps sugli
8mila posti persi sono addirittura «ottimistiche». Così afferma il presidente
dell’Istituto nazionale di previdenza, Tito Boeri, in audizione davanti alle
commissioni Finanze e Lavoro della Camera. E fa sapere di «non prendere in
considerazione le richieste di dimissioni “on line” e le minacce da parte di
chi dovrebbe presiedere alla mia sicurezza personale», né di «accettare l’idea
che l’incarico di presidente dell’Inps debba in tutto e per tutto sposare le
tesi del Governo in carica». Boeri ha quindi spiegato che il ministero del
Lavoro «già prevedeva il calo dei posti» e che i dati sulle stime erano sotto
gli occhi del dicastero «dal 6 luglio».
Il
riferimento è alla polemica con il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio (e alle
tensioni con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini), sulle stime
dell’impatto del decreto dignità sul mercato del lavoro contenute nella
relazione tecnica del provvedimento. «Affermare che le relazioni tecniche
esprimono un giudizio politico, come ha fatto il ministro Di Maio significa
perdere sempre più contatto con la crosta terrestre, mettersi in orbite lontane
dal nostro pianeta», ha detto Boeri, che parla di «esercizio pericoloso»,
perchè «prima o poi bisognerà spiegare ai cittadini quali sono i vincoli di cui
è costellato il mondo reale». «Il governo che mi ha nominato non mi ha mai
chiesto di giurare fedeltà», ha aggiunto il presidente Inps, e «chiedo lo
stesso rispetto per l’Inps», che «ha 120 anni di storia alle spalle».
Salvini:
ma quali minacce, se Boeri vuole far politica si candidi
Alle
dichiarazioni del presidente Inps risponde il ministro dell’Interno, Matteo
Salvini: «Minacce a Boeri? Ma quando mai. Il presidente super-attaccato alla
poltrona dimostra ancora una volta grande fantasia, come quando chiede più
immigrati per pagare le pensioni, o quando difende la legge Fornero». «Se vuole
fare
politica con la sinistra che l’ha nominato - ha aggiunto Salvini - si candidi, altrimenti
lavori per migliorare la qualità dei servizi offerti dall'Inps ai cittadini».
Stime
già sotto occhi del ministero il 6 luglio
Boeri
ha fatto notare che le stime sul calo dei posti - «condotte su dati quasi
interamente forniti dal ministero del Lavoro - erano già sotto gli occhi del
dicastero guidato da Di Maio il 6 luglio, giorno in cui l’Inps ha inviato la
prima relazione tecnica. Relazione che, aggiunge il presidente Inps, è arrivata
al ministero «una settimana prima della trasmissione del provvedimento alla
Presidenza della Repubblica». E che «mentre la ragioneria generale in questo
lasso di tempo ha richiesto chiarimenti all’Inps, che hanno poi portato a una
nuova versione della relazione con stime dell'impatto del provvedimento sulla
spesa per Naspi, analoghe richieste non sono pervenute dal ministero del
Lavoro».
Sorpresa:
con il decreto dignità 8mila occupati in meno l’anno fino al 2028
Il
ministero aveva messo in conto il calo posti
Boeri
spiega che la richiesta di relazione tecnica per il decreto dignità è arrivata
«il 2 luglio» e l'ufficio legislativo del ministero del Lavoro ha richiesto di
«stimare la platea dei lavoratori coinvolti al fine di quantificare il minor
gettito contributivo derivante dalla contrazione del lavoro a tempo
determinato». Il presidente Inps sottolinea che «come si evince il ministero
aveva già messo in conto una riduzione dell'occupazione a tempo determinato per
effetto del decreto». La prima relazione tecnica inviata dall'Inps al ministero
del Lavoro «in data 6 luglio 2018 alle ore 12.23», ha detto Boeri, ha «una
lunghezza di sei pagine e contiene tabelle che offrono un'immediata
rappresentazione delle stime, contiene già i numeri sugli effetti occupazionali
negativi del provvedimento, come confermato dal Ministro Di Maio ieri in
audizione».«Bisogna almeno sfogliarla (la relazione tecnica, ndr) per carpirne
i contenuti...», ha aggiunto il presidente Inps.
“Affermare
che le relazioni tecniche esprimono un giudizio politico, come ha fatto il
ministro Di Maio, significa perdere sempre più contatto con la crosta
terrestre, mettersi in orbite lontane dal nostro pianeta ”
Tito
Boeri, presidente Inps
«Le
stime dell'Inps - ha spiegato Boeri - possono apparire addirittura ottimistiche
se si tiene conto che ai lavori in somministrazione vengono estese tutte le restrizioni
stabilite dal decreto per i contratti a tempo determinato». «In particolare -
fa notare il presidente Inps - è stata introdotta una pausa tra un contratto di
somministrazione ed il successivo e diventerà più difficile prorogare i
contratti oltre i 12 mesi a seguito dell'introduzione delle causali,
attualmente non previste dalla normativa vigente, che fanno riferimento ad
esigenze temporanee estranee all'ordinaria attività, non programmabili,
fattispecie quasi impossibili per giustificare il ricorso alla
somministrazione».
Lascio
se richiesto in sede istituzionale
Boeri
ha ricordato di aver accettato la nomina dopo il parere non vincolante,
positivo, espresso dalle commissioni Lavoro di Camera e Senato. «Se nelle sedi
istituzionali opportune - ha aggiunto - mi venisse chiesto di lasciare il mio
incarico anticipatamente perché ritenuto inadeguato a ricoprirlo, ne trarrei
immediatamente le conseguenze». E, chiedendo «rispetto per l’Inps», sottolinea
come l’istituzione abbia «contribuito a tenere insieme il Paese in anni molto
difficili» e che «obbligare il suo Presidente a schierarsi politicamente (cosa
oggi richiesta paradossalmente proprio da chi mi ha spesso rinfacciato di
politicizzare l'Istituto) significa rendere l'istituzione che ho il grande
onore di presiedere una istituzione che promuove il conflitto anziché la
coesione sociale e svilire le grandi competenze che ha al suo interno». E
conclude: «Non sono perciò in nessun modo disposto ad accettare che questo
avvenga».

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