Rapporto del Fondo
Monetario sull'Eurozona. "Italia maglia nera per la crescita dei
salari". Eurozona bene su Npl ma non basta
Redazione
Huffington Popst
20
luglio 2018
Le
misure fiscali e di spesa ipotizzate dal nuovo governo italiano non sembrano
convincere del tutto il Fondo Monetario Internazionale. Come si legge nel
rapporto articolo IV sull'Eurozona pubblicato dall'istituto di Washington,
"in Italia il nuovo governo preferisce misure fiscali e di spesa che, se
applicate nella loro interezza, provocherebbero una significativa espansione
fiscale, in contrasto con la sostenibilità del debito". Secondo il Fmi,
più in generale, i grandi Paesi con ampio spazio di manovra fiscale
"dovrebbero continuare a ricercare spese addizionali per sostenere il
potenziale", ma "sfortunatamente i piani nazionali di bilancio fanno
troppo poco o vanno nella direzione sbagliata". Inoltre, vari paesi con
alto debito, tra cui Italia, Portogallo e Spagna, "continueranno a fare
aggiustamenti solo marginai quest'anno o non ne faranno per nulla, nonostante
output gap in riduzione o positivi".
Per
l'Italia è prioritario varare riforme per "l'incremento della concorrenza
sui mercati di prodotti e servizi, l'aumento dell'efficienza del settore
pubblico, la riforma del mercato del lavoro e della giustizia civile", si
legge ancora nel rapporto articolo IV sull'Eurozona pubblicato dal Fondo
Monetario Internazionale, in cui il Fmi raccomanda all'Italia di
"assicurare un processo annuale di adozione di leggi a favore della
concorrenza, con emendamenti anche su servizi pubblici locali, trasporti e
servizi professionali e legali", ma anche di "allineare i salari alla
produttività", riducendo le disparità regionali sull'occupazione
"dando chiara priorità a contratti aziendali e introducendo un salario
minimo nelle regioni, potenzialmente differenziato".
L'istituto
raccomanda inoltre di "rafforzare il ruolo delle politiche attive per il
mercato del lavoro e di estendere i nuovi contratti del Jobs Act a tutti i
contratti a tempo indeterminato nel settore privato".
Italia
maglia nera in Europa per la crescita dei salari. Secondo l'ultimo report del
Fmi, tra le maggiori quattro economie dell'Ue a 19, l'Italia ha registrato la
crescita più lenta degli stipendi nel 2017, segnando un incremento di appena lo
0,4%. La crescita più veloce, invece, è stata raggiunta dalla Germania con un
aumento del 2,2%.
Npl,
bene calo ma non basta. Nell'area euro sono stati compiuti
"progressi" sui non performing loan: nel 2017 sono calati di 145
miliardi di euro e 842 miliardi, con "una riduzione di 70 miliardi solo in
Italia". Lo afferma il Fmi nell'Article Iv sull'area euro, sottolineando
che "troppe banche" all'interno di Eurolandia hanno ancora livelli
elevati di Npl. Da qui l'invito ad andare avanti con le riduzioni.
L'addendum
della Bce, anche se meno stringente delle precedenti proposte, e le recenti
iniziative della Commissione Ue sono "passi nella giusta direzione".

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