Redazione,
Cronache di ordinario razzismo
20
luglio 2018
A
fare luce sulla dinamica dell’accaduto saranno i Carabinieri che indagano. Quel
che i genitori denunciano è che Cirasela, la loro bambina di 15 mesi, è stata
ferita alla schiena da un colpo di quelli che si sparano con i fucili ad aria
compressa mentre camminavano in strada martedì scorso. Ora si trova ricoverata
in prognosi riservata presso l’ospedale Bambino Gesù di Roma. Non sarebbe il
primo episodio, ne abbiamo registrati diversi negli ultimi mesi.
Una
seconda cosa che sappiamo è che la bimba potrebbe rimanere paralizzata e che il
danno prodotto dalla ferita è comunque grave.
La
terza cosa che sappiamo, pur non avendo certezze assolute sull’accaduto, è che
se a Roma una famiglia italiana entrasse in ospedale dicendo “mia figlia è
stata ferita da un proiettile di gomma sparato probabilmente da un’auto in
corsa”, si scatenerebbe un pandemonio. Oggi invece i commenti sull’episodio
parlano di “fare chiarezza”, mentre i titoli dei giornali parlano di “giallo” o
riportano la notizia in maniera neutra “bimba rom ferita”. La cosa è singolare
proprio perché negli ultimi mesi altre volte è capitato che persone immigrate
venissero ferite in questo modo. L’ultima è solo della settimana scorsa.
Provate
a immaginare il contrario (l’ipotesi denunciata dai genitori di una bimba
italiana ferita da un proiettile partito da un auto guidata da immigrati) e a
quali sarebbero i titoli dei giornali e i commenti delle istituzioni. Non
avrebbero probabilmente questo tono britannico.
Se
sarà confermata la matrice discriminatoria dell’aggressione, si tratterà di uno
dei fatti di razzismo tra i più gravi e drammatici a cui abbiamo assistito
negli ultimi anni.
E
se non fosse così? Se si trattasse di un episodio di piccola criminalità?
Anche
in quel caso si tratterebbe di una vicenda di gravità inaudita che ci ricorda,
fra l’altro, come legittimare l’uso delle armi e incentivarne il possesso in
casa per difendersi meglio sia sbagliato. Se infatti diventasse facile e
ordinario sparare contro qualcuno per qualsiasi cittadino, chi delinque avrebbe
più possibilità di procurarsi armi e troverebbe ancora più normale usare
violenza e sparare. Anche contro una bimba di 15 mesi.
In
qualsiasi caso, dunque, questa vicenda segnala un problema gigantesco.
Pubblichiamo
dunque di seguito gli stralci di un comunicato diffuso da alcune associazioni
di Rom che denunciano, giustamente, la gravità di quanto successo, esprimendo
la nostra vicinanza a Cirasela e alla sua famiglia, sperando che le sue
condizioni di salute migliorino presto.
Le
associazioni della comunità Rom hanno scritto un appello al Presidente
Mattarella di cui riportiamo stralci qui sotto.
“Martedì
17, a Roma, intorno alle 18 un gruppo di rom stava tornando dal parco giochi di
via Palmiro Togliatti quando contro di loro è stato esploso un colpo con una
pistola ad aria compressa. Il colpo ha ferito alla schiena Cirasela, una bimba
di 15 mesi, che era in braccio alla mamma e ora è all’ospedale: il proiettile
ha leso la piccola colonna vertebrale della bimba che ora rischia di rimanere
paralizzata.
Perché?
Perché
a un essere innocente deve essere distrutta la vita? Perché una famiglia,
povera e indifesa, deve precipitare nella disperazione colpita nel suo bene più
prezioso e unico, i figli? Perché può esistere qualcuno di così vigliacco da
sparare a gente inerme che cammina per strada per far loro del male?
Noi
sappiamo perché.
Noi
sappiamo che dieci anni di campagne di discriminazione e odio contro chi non ha
altra colpa che essere diverso hanno coltivato rancore e rabbia in chi ha
bisogno di trovare un colpevole al proprio disagio, all’insicurezza del
presente, all’incertezza del futuro.
Noi
sappiamo che quest’onda nera sommerge il senso stesso di umanità che ci dovrebbe
distinguere e che solo recuperando questo senso d’umanità non ci saranno più
madri e bimbi abbandonati a morire in mare, immigrati e “zingari” presi di mira
dai vigliacchi in un ormai lungo elenco di violenze piccole e grandi che fanno
vivere nella paura intere comunità.
Ci
rivolgiamo invece a chi rappresenta tutto il popolo italiano, al Presidente
della Repubblica italiana, perché con le sue parole rischiari la coscienza
collettiva restituendole quel senso di umanità che sembra smarrito e garantisca
che l’azione del governo sia coerente con quei principi che la carta dei
diritti universali e la nostra costituzione
hanno sancito dopo che l’umanità è uscita dalla più grande tragedia
provocata dall’odio verso l’altro perché diverso per religione, razza o
opinione politica.”
Alleanza
Romanì, Accademia d’arte romanì, Associazine nazionale Them Romanò onlus,
FederArteRom, Associazione Upre Roma, Associazione Amici di Zefferino,
Associazione Romani Kriss, Associazione Sinti italiani di Prato, Associazione
Nevo Drom, Associazione Rom in Progress, Associazione New Romalen, Associazione
Futurom, Associazione Romni onlus, Associazione Rowni, Associazione Rom e
Romnia Europa, Associazione Sucar Drom, Associazione cittadinanza e minoranze

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