Decreto dignità. Decreto
dignità», accordo M5S-Lega sui buoni-lavoro in agricoltura, turismo e enti
local
Roberto
Ciccarelli, Il
manifesto
21 luglio 2018
Esplode
la contraddizione del «decreto dignità», quello presentato dal ministro del
lavoro Luigi Di Maio come la «Waterloo del precariato»: accanto alla modesta, e
incerta negli effetti, stretta sui contratti a termine, saranno ripristinati i
voucher nei settori dell’agricoltura, del turismo e con ogni probabilità anche
negli enti locali. Sono arrivate le prime conferme di un accordo tra Movimento
5 Stelle e la Lega che presenteranno un emendamento al decreto che prevede una
semplificazione delle procedure, la tracciabilità e il divieto di acquistare i
ticket-lavoro in tabaccheria ma su piattaforma online dove è necessario
comunicarne l’uso prima dell’uso. Potranno essere utilizzati in dieci giorni
anziché nei tre attuali. Norme simili a quelle vigenti prima che il governo
Gentiloni (Pd) decidesse di abolire i voucher per evitare una nuova batosta,
dopo quella del 4 dicembre 2016, dal referendum indetto dalla Cgil.
SUSANNA
CAMUSSO, segretaria generale della Cgil, ha lanciato la mobilitazione contro il
governo populista e sovranista: «Siamo pronti a un nuovo referendum – ha detto
Camusso – Ne abbiamo fatto già uno, ne possiamo fare un altro. Se fosse vero
che i voucher vengono reintrodotti, e il loro uso allargato, bisognerebbe
mettere in discussione se chiamarlo ancora decreto dignità o decreto
liberalizzazione. I voucher sono uno strumento di sfruttamento. Di Maio deve
mettersi d’accordo con se stesso. Siamo pronti a mobilitarci di nuovo. Senza
dubbio. E anche a dire che tra gli annunci e le pratiche di questo Governo c’è
un abisso».
GIAN
MARCO CENTINAIO, ministro dell’agricoltura e la testa d’ariete leghista che ha
riportato, come da «contratto» di governo, i buoni lavoro sul tavolo della
politica, ha attaccato i sindacati: ««Se vogliono rimanere all’età della
pietra, rimangano all’età della pietra – ha detto – I voucher in agricoltura
non sono stati chiesti nè da Centinaio nè da Di Maio, ma dall’agricoltura
stessa, così come i voucher sul turismo sono stati chiesti dal mondo del
turismo. Sono quei settori che stanno dando una riposta ai sindacati. Ho
sentito che la Cgil vuole rifare il referendum, ce ne faremo una ragione».
«SE
RIMANERE all’età della pietra significa difendere il diritto a un lavoro
dignitoso, ben retribuito e contrattualizzato siamo ben felici di non
considerarci moderni – ha replicato a Centinaio la segretaria confederale della
Cgil Tania Scacchetti – «il ministro dovrebbe preoccuparsi se settori strategici
per l’economia del Paese come quello dell’agricoltura e quello del turismo
ritengono che per rilanciare il loro sviluppo sia necessario liberalizzare
l’utilizzo dei voucher e non, piuttosto, programmare investimenti, valorizzare
il made in Italy, formare e qualificare gli addetti, e contrastare irregolarità
e illegalità»
ÑELLE
ULTIME DUE settimane i sindacati hanno inviato numerosi segnali critici al
governo pentaleghista, mentre i settori dell’agroindustria (Flai Cgil, Fai
Cisl, Uila-Uil) hanno confermato la mobilitazione in piazza Montecitorio da
martedì 24 a giovedì 26 quando il «decreto dignità» arriverà in aula alla
Camera. «I voucher in agricoltura – sostengono in una nota congiunta i i
segretari generali di Fai Onofrio Rota, Flai Ivana Galli e Uila Stefano
Mantegazza – esistono già e sono disciplinati con limiti ben definiti. Non
accetteremo di tornare indietro. È «inaccettabile pensare di ridurre la
precarietà con norme ad hoc sul lavoro a tempo determinato e sul lavoro
somministrato e, contemporaneamente, ampliare l’utilizzo dei voucher rispetto a
quanto già previsto dalla normativa, in un settore nel quale il 90%
dell’occupazione è stagionale e a chiamata».
LA
DETERMINAZIONE dei sindacati confederali nell’opposizione ai voucher sta
modificando anche le incertezze nel campo politico a sinistra che sembra essere
stata catturata dal dispositivo populista del governo (la «lotta contro la
precarietà»). Lo ha confermato ieri Roberto Speranza (MdP-Liberi Uguali) «Se
tornano i voucher – ha scritto su twitter – il decreto dignità cambia volto in
peggio. Sarebbe un grande passo indietro dall’obiettivo di voler combattere la
precarietà». Anche dal Pd, alla ricerca di un’identità di opposizione, arrivano
voci contrari a un provvedimento che solo l’anno scorso vedeva il partito su
una posizione non diversa da quella del governo attuale. ««Il Pd sarà a fianco
di Cgil, Cisl e Uil – ha detto ieri la vice-capogruppo del Pd alla Camera
Chiara Gribaudo al termine di un incontro con i sindacati al Nazareno- per protestare
contro la reintroduzione dei voucher in agricoltura».

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