Progetto 20k sulla
manifestazione di sabato 14 luglio a Ventimiglia
Redazione
Melting Pot Europa)
21
luglio 2018
E’
stata una grande giornata di lotta, di festa, di solidarietà.
Forse la più grande e partecipata
manifestazione della storia di Ventimiglia ed una delle più grandi di tutto il
ponente ligure.
Circa
10.000 persone, appartenenti a movimenti, associazioni, gruppi, ma anche
tante/i singole/i, hanno scelto di venire in questa terra di confine, perché
Ventimiglia è un simbolo.
Simbolo del fallimento delle politiche di
accoglienza europea che stanno portando alla chiusura dei confini esterni ed
interni, con la scomparsa del trattato di Schengen.
Simbolo della criminalizzazione delle
migrazioni e della solidarietà attiva: le persone che migrano sono pericolose e
le/gli attiviste/i come le ONG, che le sostengono, sono criminali.
Simbolo della violenza su donne e minori,
rimasti per volontà dell’amministrazione comunale (PD) senza un posto sicuro
dove stare.
Simbolo di una città che in questi anni è
sempre stata più solidale della sua amministrazione.
La
campagna di paura del Sindaco Ioculano ha sortito in parte i suoi effetti: in
corteo erano pochi (anche se non pochissimi) sia i ventimigliesi che i migranti
che stanno a Ventimiglia, molti però stavano alle finestre o a lato strada, o
sull’uscio di casa, a guardare il corteo, incuriositi più che intimoriti.
Non ci stupisce, tre settimane di falsità,
insulti, minacce e terrorismo non potevano non sortire i loro effetti: molti
cittadini di Ventimiglia e migranti avevano paura di cosa sarebbe stata quella
giornata e delle sue possibili ripercussioni.
“Ventimiglia
da domani sarà più sola” dice oggi il sindaco della città: quello delle
ordinanze che vietavano di portare cibo ai migranti, quello che ha sempre
chiesto (ed ottenuto) rastrellamenti etnici nella sua città e deportazioni in
massa nei centri del sud Italia, quello che ha fatto chiudere la chiesa delle
Gianchette, unico luogo di accoglienza dedicata per donne e minori, quello che
ha sparso paura e disinformazione sulla manifestazione del 14 luglio, sperando
di convincere la gente a non partecipare.
No, caro Sindaco, da domani Lei sarà più solo
non la sua città.
Da tutta Europa sono arrivati a Ventimiglia
migliaia persone per dire grazie ai suoi concittadini, per ringraziarli dei
1000 gesti di solidarietà che, in questi 3 anni, hanno saputo creare,
nonostante il loro Sindaco.
La
gente di Ventimiglia ha visto questa moltitudine colorata, ha visto i loro
volti, i loro occhi, le loro parole e speranze, la loro rabbia e la loro gioia.
Ha udito e letto che tutta quella gente non
era venuta per attaccare la città, ma anzi per ringraziarla.
Da domani ogni migrante che arriverà a
Ventimiglia per attraversare la frontiera, come anche ogni volontario, ogni
solidale, ogni uomo o donna che proverà ad aiutarlo saprà di avere dietro di sé
la forza di quelle migliaia di persone.
Perché di fronte alla barbarie che abbiamo
davanti agli occhi non si può più stare zitti: chi tace è complice.
Tutte le persone presenti sabato alla
manifestazione conoscono i responsabili di queste violazioni: le politiche
europee in primis, seguite dalle politiche dei singoli governi e da quelle
locali.
Le politiche di Minniti come quelle di Salvini
e Macron, fino alle scelte di amministratori come il sindaco Ioculano.
Il
14 luglio non voleva essere e non sarà un punto di arrivo, ma di partenza.
Per tutta l’estate a Ventimiglia continuerà,
come ogni anno, la presenza di solidali di tante realtà, il sostegno ai
migranti, l’opera di monitoraggio e denuncia delle violazioni dei diritti
fondamentali.
Invitiamo tutte/i le persone interessate a
contattare il progetto 20k (sulla sua pagina facebook) per eventuali disponibilità
estive.
Da
Ventimiglia esce un grido che può riecheggiare in tutta Italia ed Europa.
Da
settembre occorre ripartire da qui.
Da quella moltitudine che è arrivata sino a
Ventimiglia per unire la sua voce a quella delle/degli altre/i.
Per questo la manifestazione era carica di
riscatto e gioia, per la consapevolezza che quello che accade alle vite delle
migranti ha a che fare con quanto accade nelle nostre.
Siamo convinte/i che dalla giornata del 14 luglio
possano nascere nuove relazioni, che confluiscano in momenti assembleari per
poter affrontare con decisione l’autunno.
Momenti di confronto, scambio, discussione e
azione pratica per costruire assieme processi trasversali e internazionali non
solo sulla questione migratoria, ma anche sui percorsi come il diritto al
reddito di autodeterminazione (o d’esistenza) e la questione climatica.
Tematiche che ovviamente si intrecciano, la
marea di sabato può provare a discuterle nel dettaglio e evidenziarne le
intersezionalità, creando un nuovo, completo e complesso orizzonte, capace di
ricreare maree nelle piazze.
Solo
moltiplicando le giornate come quella di sabato scorso e creando momenti di
incontro e costruzione di alleanze possiamo fermare l’impianto disumano,
razzista e fascista che i Salvini, i Macron, le Merkel, gli Orbàn stanno
progettando.
Le
voci, i corpi, i sorrisi le lacrime di tutte quelle/i che sabato 14 luglio
hanno urlato “Ventimiglia città aperta” sono dentro tutte/i noi e tutte/i
insieme continueremo su questa strada, nonostante la violenza e l’ignoranza di
chi è al governo europeo, nazionale o locale.

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