domenica 30 settembre 2018

MONDO: UCRAINA La fabbrica delle mogli


Nicola Baroni– Gli occhi sulla guerra 
01 Ottobre 2018

Non è turismo sessuale, ma ricerca del vero amore, almeno sulla carta. Ogni anno migliaia di uomini occidentali vanno in Ucraina per incontrare ragazze locali con cui hanno chattato on line, nella speranza di sposarne una. La meta ideale di questo turismo dei cerca moglie è Mykolaïv, una città che conserva i tratti stilistici del periodo sovietico a 130 km a est di Odessa, a cui è collegata con una rete di trasporti pubblici inefficiente, cui sopperiscono autobus privati che partono solo quando sono abbastanza pieni, a discrezione dell’autista.
L’unico richiamo turistico è lo zoo più famoso del Paese, modesto agli occhi degli occidentali che vengono qui per un’altra “attrazione”: “La nostra città è famosa in tutto il mondo e i nostri turisti non vengono per castelli o montagne ma per le nostre donne”, vanta il sito di una delle centinaia di agenzie matrimoniali locali. L’appellativo “città delle mogli” non è una trovata pubblicitaria. Ha origine nel 1789, anno in cui il generale Gregory Potemkin fondò la città per farne un centro di costruzioni navali. Il generale obbligò gli abitanti dei villaggi circostanti a portare le ragazze più belle in città, per far sì che militari, operai e marinai si sposassero e mettessero radici a Mykolaïv. Duecentoventinove anni dopo la città è il centro del business ucraino dei matrimoni. Passeggiando su Tsentralny Avenue, un viale di 6 chilometri che taglia la città, tra caseggiati sovietici in stile brutalista e carri armati trasformati in monumenti pubblici, ci si imbatte in decine di negozi di vestiti da sposa con nomi spesso italiani: Florencia, Milano. A stupire è anche l’uso dell’immagine femminile che a Mykolaïv fanno le attività commerciali per fini pubblicitari: che sia un’assicurazione o un negozio di caccia e pesca, è immancabile il cartonato di una donna a grandezza naturale sulla strada principali


Le agenzie matrimoniali
Un capitolo fondamentale di questo business sono le agenzie di matrimonio per stranieri, che sui siti spiegano: “Le donne ucraine sono sempre state famose per la loro bellezza, il loro aspetto intelligente e le loro menti brillanti. Gli uomini da tutto il mondo sono venuti in Ucraina in cerca della miglior moglie: buona sposa e casalinga”. Campagna marketing sessista, alle educate orecchie occidentali, ma le persone a capo di queste agenzie, quasi sempre donne, non la pensano così: “In Ucraina ci sono molte meno donne che uomini – spiega Ekaterina Zaporozhenko, dell’agenzia Rumba Love Tour -. Il sogno di ogni ragazza ucraina è quello di trovare un fidanzato straniero e lasciare questo paese pieno di problemi. Gli uomini scelgono le donne ucraine perché sono belle, orientate alla famiglia e fedeli. Noi aiutiamo entrambi a trovare il partner giusto”. Le agenzie matrimoniali di Mykolaïv superano il centinaio, a detta degli operatori del settore: tutte presenti on-line ma poco visibili in città, segnalate al massimo da anonime targhette sui portoni. Non è così per Ukraine Brides, che si affaccia sulla strada con cartelli in doppia lingua, rivolti sia a potenziali clienti stranieri di passaggio sia alle donne locali.
 “La metà dei clienti viene da Stati Uniti, Inghilterra, Nuova Zelanda e Australia. Anche Europa e Turchia. Pochi italiani, in questo momento saranno una quindicina”, spiega Anna Mykhaylovskaya, manager dell’agenzia. Per iscriversi basta inserire la propria foto, alcuni dati personali, dichiarare cosa si sta cercando e pagare. A scegliere le ragazze con cui il cliente potrà chattare è l’agenzia, che fornisce anche il traduttore: “Scegliamo le ragazze giuste in base ai gusti e alle richieste del cliente. Lo mettiamo in guardia dal cercare una donna molto più giovane, che potrebbe voler provare diversi uomini prima di scegliere quello adatto”. Le ragazze che si rivolgono a Ukraine Brides devono compilare un modulo e rispondere ad alcune domande con cui l’agenzia verifica che il loro obiettivo è veramente il matrimonio, un metodo per niente infallibile, come ammette Mykhalovskaya: “Capita che alcune ragazze siano più volubili e vogliano divertirsi, ma lo stesso vale per gli uomini”. Ukraine Brides è attiva dal 2009 e oggi conta dieci dipendenti, più di 1500 ragazze e il doppio di clienti. Ma le cose sono cambiate molto in questi anni: “Oggi proliferano i siti di incontro gratuiti o con quote di iscrizioni mensili che permettono di interagire con tutti gli altri iscritti. Ma il nostro è un servizio più individuale, supportato dal personale dell’agenzia e con maggiore privacy. Il nostro cliente medio è il businessman over 40 che non ha tempo per cercarsi la donna e delega a noi il compito”.
Tutto parte con una conversazione on line ma alcuni clienti, dopo aver chattato per diversi mesi con le ragazze, decidono di andare a trovarle di persona: in questo caso l’agenzia organizza anche la permanenza e gli spostamenti nel paese e fornisce il traduttore. Per accedere agli uffici di Ukraine Brides si passa attraverso quello di un’omonima agenzia viaggi: “Siamo la stessa compagnia – spiega Mykhaylovskaya – questo è il dipartimento viaggi, che organizza il soggiorno dei clienti”.
Marito o denaro facile?
Di fronte all’agenzia c’è un negozio di fiori specializzato in matrimoni. La ragazza al banco dice di avere alcune amiche iscritte all’agenzia e di non sapere se vogliano veramente trovare marito, ma il sorriso parla al suo posto. Che tutte queste ragazze abbiano altri fini rispetto a sposarsi con il primo straniero che passa ed espatriare è stato anche il sospetto di Shaun Walker, che nel 2014 ha partecipato a un viaggio di gruppo organizzato da uno di questi siti internazionali di incontri in Ucraina. Walker ha raccontato sul Guardian di essersi trovato con altri 29 uomini soprattutto americani ma anche inglesi e italiani: tutti emotivamente fragili, hanno incontrato diverse ragazze ciascuno, hanno comprato loro regali e pagato cene, prima di tornarsene a casa più soli di prima.
Maryna (nome di fantasia) ha lavorato come traduttrice e scout manager per tre diverse agenzie matrimoniali ucraine e la sua versione è molto diversa da quella ufficiale: le ragazze vendono la loro immagine e i loro dati personali alle agenzie in cambio di soldi e non sono affatto intenzionate a sposarsi con un uomo straniero. A parlare con i clienti in chat sono i traduttori, non le ragazze, che si limiterebbero a passare in agenzia una volta al mese per ritirare i loro soldi e scattare alcune fotografie. L’agenzia mette il profilo della stessa ragazza su diversi siti di chat a pagamento e non detiene nessuna esclusiva sull’uso della sua immagine: “Capita che una ragazza lavori per diverse agenzie e a seconda della politica dell’agenzia compaia su diversi siti, in un caso dichiarando di avere dei figli, nell’altro di non averne, o di abitare in città diverse – spiega Maryna -. Ma capita anche che una ragazza sia già sposata: l’unica richiesta dell’agenzia è che tolga tutte le foto che la ritraggono con un uomo dai suoi profili social perché il cliente pur non avendo accesso diretto ai loro contatti privati potrebbe imbattervisi casualmente”.
 “Se il suo profilo è gestito da un buon traduttore – rivela Maryna – una ragazza può guadagnare anche mille dollari al mese, un buon traduttore ne guadagna fino a 3mila, un manager fino a 5mila. Nell’ultima agenzia per cui ho lavorato, che gestiva il profilo di 40 ragazze, lavoravano 13 persone, tra manager e assistenti. Senza contare un traduttore per ogni ragazza”.
Lara spiega che il sito internazionale a cui si lega l’agenzia trattiene l’80% del guadagno, il restante 20% se lo spartiscono agenzia, traduttore e ragazza. Ma se il cliente decide di andare in Ucraina si apre un capitolo di guadagni extra molto sostanziosa per questi ultimi: “Il traduttore deve incontrare la donna con cui il cliente pensa di aver chattato per mesi e raccontarle tutta la storia d’amore virtuale. Poi si passa all’incontro con il cliente, che include sempre una cena, a cui partecipa anche il traduttore. Di solito ragazza e traduttore si mettono d’accordo con il ristorante per maggiorare il conto della cena, anche duplicarlo, visto che pagherà il cliente”.
Col tempo si sono affinate anche le tecniche per evitare le avances sessuali dei clienti: “Di solito la ragazza dice di essere vergine e di doverci pensare bene, di dover passare più tempo con lui prima di decidere. L’uomo percepisce che nella realtà è molto più fredda di quanto fosse in chat e di solito non vuole incontrarla di nuovo. Ma se il traduttore è molto bravo e la ragazza è d’accordo, ci si inventa che ha avuto recenti problemi in famiglia o cattive esperienze con altri uomini e si potrà andare avanti per diversi giorni con la finzione”.
Maryna non si fa una ragione del perché questi uomini continuino a pagare per chattare, oggi che è possibile farlo gratuitamente nei siti di dating on-line: “Tra i clienti ci sono anche ragazzi. Ho visto un uomo spendere su un sito 30mila dollari in un mese. Molti parlano per anni con una donna, ma solo il 5% è davvero interessato a incontrarla. Lo fanno perché si sentono soli e vogliono parlare con belle ragazze, indipendentemente che siano vere o no. A volte addirittura capiscono che non stanno chattando con queste ragazze ma con qualcun altro al loro posto, ma hanno bisogno di una persona a cui raccontare la loro storia. Per loro è solo un aiuto psicologico”. Con la collaborazione di Anton Yeshchenko.

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