Peppino Caldarola, Striscia rossa
27 agosto 2018
Nella mia ormai lunga vita mi è
capitato spesso di parlare animatamente con persone che non la pensavano come
me, o altrettanto spesso, e sempre animatamente, con persone che stavano dalla
mia stessa parte. Ne uscivo io con un giudizio su di loro, e loro con un
giudizio su di me. Solo raramente però ho provato disprezzo per le persone che
intercettavo sia nella parola detta sia nella parola scritta.
Oggi mi capita di provare
ribrezzo per le parole che ascolto in tv o che leggo sui social dei militanti
della Lega e del Movimento 5 stelle. Parlo di disprezzo verso quel famoso
popolo di fronte al quale dovremmo inchinarci e, per quelli di loro che vengono
dalle nostre fila, prepararci a chiedere scusa. Vorrei usare una espressione
che è stata la loro traccia culturale in questi anni di ascesa del grillismo:
andate affanculo.
Io sono convinto che serva un
processo politico che ricostruisca la sinistra su basi nuove, che veda in campo
il moderatismo costituzionale, che sappia raccogliere il grillismo che si è
reso conto della bassa macelleria in cui si è infilato. Ma in questo momento
non è possibile e non si deve dialogare con leghisti e grillini. Devono sentire
crescere un disprezzo popolare e personale. Pensare, dire e scrivere le cose
che pensano, dicono e scrivono sui migranti e sui meridionali li mettono fuori
da ogni possibilità di dialogo. Non c’è torto dello Stato, non c’è cazzata di
Renzi che giustifichi le cose orrende che siamo leggendo e ascoltando.
E parlo non di persone prive di
alfabetizzazione. No, spesso si tratta di professionisti, di gente di
spettacolo, di colleghi della carta stampata e della tv che apparivano ieri
umani e che oggi sono diventati dei mostri viventi, scheletri che si ribellano.
C’è anche molto opportunismo. Lo
vediamo soprattutto fra i nostri colleghi, soprattutto della tv. Primum vivere,
dicono pensando al contratto da rinnovare, alla carriera da fare,
all’apparizione in video da supplicare. Ma non ci sono solo questi servizievoli
colleghi. Ci sono quelli che ci hanno scassato i cabbasisi in questi anni in
nome della legalità, della onestà, che si sono coperti dietro i nomi di Rita
Borsellino, di Emergency, di Zagrebelsky, del povero Rodotà. Nessuno di loro,
leggere il Fatto, please!, ha un sussulto di umanità, prova pietà per i
disgraziati. Il tema è l’aereo di Renzi, la famiglia di Renzi, domani il figlio
calciatore di Renzi.
Siete voi che siete brutti
dentro. Io credo che questo paese si riprenderà e rifiuterà quella guerra
civile verso cui ci vogliono portare. Avremo momenti duri ma poi la pace
riusciremo a imporla anche ai facinorosi. Ma con un punto chiaro: non si
faranno prigionieri. Chi ha contribuito a creare questa situazione politica
osannando Salvini dovrà essere da noi considerato nemico per sempre.
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