Anche
Cgil, Cisl e Uil aderiscono all'iniziativa lanciata da Libera, Legambiente,
Arci e Anpi. "Indossiamo tutti lo stesso colore, quello di cui sono
vestiti i bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle
spiagge del Mediterraneo"
di Fabrizio Ricci, Rassegna
sindacale
A indossare “una maglietta rossa
per fermare l’emorragia di umanità”, sabato ci saranno anche Cgil, Cisl e Uil.
I tre sindacati confederali hanno infatti deciso di aderire all'appello
lanciato da don Luigi Ciotti, presidente di Libera, insieme a Legambiente, Arci
e Anpi, per sabato 7 luglio, quando, piazze, strade, luoghi di lavoro di tutta
Italia si riempiranno di magliette rosse, lo stesso colore di cui erano vestiti
i tre bambini annegati pochi giorni fa davanti alle coste libiche. Lo stesso
colore di cui era vestito il piccolo Aylan, la cui foto tre anni fa suscitò la
commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Tutti vestiti di rosso, “perché le
madri – ha spiegato don Ciotti lanciando l'appello – scelgono quel colore nella
speranza che, in caso di naufragio, richiami l’attenzione dei soccorritori”.
E in una lettera indirizzata
proprio a don Luigi Ciotti i segretari generali Susanna Camusso, Annamaria
Furlan e Carmelo Barbagallo, invitano i proprio iscritti a indossare una
maglietta rossa "al fine di contrastare l'ondata di insofferenza sociale
che da mesi imperversa nel nostro paese con gravi comportamenti di rigetto e
discriminazione nei confronti delle diversità, e in particolare dei migranti".
Cgil, Cisl e Uil condividono lo spirito e i contenuti di questa iniziativa, con
l'intento di arginare quella che è stata chiamata una vera "emorragia di
umanità".
“L'adesione unitaria dei
sindacati all'iniziativa delle magliette rosse è un segnale importante che
evidenzia la forte volontà di rafforzare un fronte democratico, il più vasto
possibile, per reagire a queste deriva culturale allarmante e porsi in difesa
della democrazia e dei diritti umani”. Ad affermarlo è Giuseppe Massafra,
segretario confederale della Cgil nazionale, secondo il quale l'iniziativa di
sabato 7 luglio va inserita in un percorso di mobilitazione più ampio.
“Dobbiamo essere un fiume in piena, costruendo reti nei territori, andando al
corpo a corpo con le persone, nelle piazze, nei luoghi di lavoro, nelle scuole
e in ogni altro spazio pubblico”, spiega il segretario Cgil.
E tra gli strumenti che il
sindacato in particolare può e deve mettere in campo, secondo Massafra, la
contrattazione sociale ha grande importanza: “Si tratta di cambiare paradigma –
afferma ancora il segretario Cgil – perché, ad esempio, quando davanti alle
graduatorie degli asili nido molte persone se la prendono con gli stranieri che
occupano le prime posizioni è nostro compito far capire che il problema non sono
quelle famiglie, ma l'austerità e le politiche dei tagli al welfare che hanno
ridotto i posti disponibili e che massacrano il welfare. Altrimenti – avverte
Massafra – continuerà questa guerra dei penultimi contro gli ultimi, che non è
una guerra tra popoli, come qualcuno vuole strumentalmente farci credere, ma
una guerra tra poveri”.
Intanto, crescono le adesioni
alla manifestazione delle magliette rosse di sabato 7 luglio. Da Cecilia Strada
di Emergency - che ricorda come “nell'ultima settimana ci sono stati almeno
(almeno) duecento morti nel Mediterraneo”, a Sandro Ruotolo, dai Modena City
Ramblers, al giornalista Fabrizio Gatti, e poi tante associazioni come Libertà
e Giustizia, Amnesty International, Articolo21, le Acli e molte altre.
Anche dentro la Cgil, tra le
categorie, si moltiplicano le adesioni. C'è la Fiom, che, oltre ad aderire alla
mobilitazione di sabato, lancia per lunedì 16 luglio a Lamezia Terme
un'iniziativa pubblica insieme alle Ong che operano nel Mediterraneo. C'è la
Flc Cgil, che sottolinea come “spargere odio razziale sia sbagliato, incivile e
profondamente diseducativo. Il nostro auspicio – scrive il sindacato della
conoscenza - è che dalle scuole e dalle università italiane si tragga una
lezione fondamentale: l'altro è una ricchezza, sempre, ed è un valore
accoglierlo, da qualunque parte del mondo provenga”. Adesione convinta anche
dalla Funzione Pubblica, che nell'aderire alla mobilitazione delle magliette
rosse, ha voluto stigmatizzare l'ultimo intervento del ministro Salvini, con la
circolare inviata a prefetti e presidenti delle Commissioni che pone ulteriori
paletti per il riconoscimento della protezione internazionale. “Una stretta
intollerabile che elimina ogni traccia di umanità nell’azione amministrativa
del rilascio dei permessi di soggiorno per motivi umanitari, burocratizzando
così l’intero processo”, è il commento della Fp Cgil.
Moltissime le adesioni, infine,
dai territori. In particolare, da sottolineare la partecipazione convinta di
Cgil, Cisl e Uil Sicilia all'iniziativa promossa da Libera e dalle altre
associazioni: “Palermo è e deve restare una città accogliente e solidale –
hanno dichiarato i segretari dei tre sindacati siciliani - condividiamo dunque
lo spirito e i contenuti dell’iniziativa e lanciamo un appello alla
partecipazione a tutti i cittadini e ai nostri iscritti, ai quali chiediamo di
pubblicare sui social le foto con le magliette rosse ”.

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