martedì 3 luglio 2018

Stop ai licenziamenti: i lavoratori si riducono l'orario



Accordo innovativo alla Cooperativa Ceramiche di Imola. Esaurita la solidarietà, 300 addetti (su un totale di 1.200) lavoreranno meno per evitare 90 esuberi. Previsti integrazione del reddito e copertura dei contributi previdenziali

Rassegna sindacale

Accordo Innovativo alla Cooperativa Ceramica di Imola. Finiscono gli ammortizzatori sociali ma restano gli esuberi: il sindacato sceglie però la strada della riduzione d'orario, con 300 (su 1.200) lavoratrici e lavoratori coinvolti per evitare 90 licenziamenti. La cooperativa è una delle più antiche e longeve d'Italia e ha stabilimenti ad Imola, Faenza e Casalfiumanese. Grazie all'accordo sottoscritto tra azienda e sindacati per far fronte al venir meno dell’ammortizzatore sociale (essendo terminati i 36 mesi di contratto di solidarietà previsti dalla legge), si prevede una riduzione dell’orario di lavoro, una parziale integrazione del reddito (da 125 euro a un massimo di 240 euro al mese) e una copertura dei contributi per la pensione con un versamento straordinario sul Fondo di previdenza integrativo Foncer pari a quello che l’Inps riconosceva come figurativi durante la solidarietà. Nei prossimi giorni si terranno le assemblee ed il voto dei lavoratori.
Coop Ceramica - una delle maggiori aziende del made in Italy nella produzione di pavimenti e rivestimenti - è stata una delle prime aziende che già nel 2008 ha condiviso con il sindacato l'utilizzo del contratto di solidarietà sull'intera platea dei dipendenti (2.200), con l'obiettivo di evitare i licenziamenti e salvaguardare il patrimonio industriale di un intero territorio. Il settore ceramico, infatti, dal 2008 vive una lunga crisi che ha indotto l’intero distretto a profonde riorganizzazioni e innovazioni con un impatto sui volumi (scesi a 400 milioni di metri quadri) e sugli organici (scesi a 20.000 addetti in Regione) e una forte selezione delle imprese che hanno retto grazie a forti investimenti, a processi di crescita dimensionale (acquisizioni) e ad una politica di qualificazione e di diversificazione di prodotto e dei mercati di riferimento.
"La riforma degli ammortizzatori di tre anni fa, riducendo la durata ed il livello di copertura della cassa integrazione e del contratto di solidarietà, lascia imprese e sindacati senza strumenti per gestire crisi e riorganizzazioni complesse. Servono strumenti che aiutino queste esperienze e sperimentazioni; servono misure che aiutino e sostengano forme di riduzione degli orari e di redistribuzione del lavoro. Governo e Parlamento aiutino chi fa politiche di responsabilità sociale e di difesa e sviluppo dell'occupazione anziché continuare a defiscalizzare e a prendere misure di decontribuzione a pioggia per le imprese anche quando licenziano o promuovono finto welfare aziendale", si legge in una nota della Cgil Emilia Romagna", si legge in una nota di Giordano Giovannini, segretario generale della Filctem Cgil Emilia Romagna.

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