Raquel Paricio, Pressenza
6 aprile 2018
Barcelona Energía, un progetto di
energia pubblica e generata da fonti rinnovabili, è già realtà. La sovranità
energetica e l’indipendenza dall’oligopolio delle compagnie elettriche sono
state tra le grandi sfide realizzate dall’amministrazione di Ada Colau.
Barcellona ora ha la rete elettrica pubblica al 100% più grande del paese. Questo era uno dei
progetti più importanti nel campo dei beni comuni: la lotta per recuperare la
gestione pubblica dei servizi di base.
“L’energia è un bene di prima
necessità, un diritto fondamentale; per
questo c’è bisogno di amministrazioni che garantiscano il servizio pubblico a
tutta la popolazione”, precisa Ada Colau in un video in cui spiega direttamente
ai cittadini il nuovo passo storico compiuto da Barcellona.
Il progetto farà funzionare
l’illuminazione della città, le fontane, i semafori, i centri pubblici, con un
totale di 3.908 punti e più di 19 organismi ed entità municipali. Con questo
cambiamento si calcola di risparmiare 710.000 euro all’anno; per quanto
benvenuto, questo risparmio non è però l’obiettivo principale. Si tratta
piuttosto di dare un esempio per stimolare la generazione di energia locale e
rinnovabile e di controllare la sua gestione a scapito degli oligopoli.
A partire dal 2019 Barcelona
Energía potrà fornire ai cittadini la luce attraverso questa nuova società pubblica, anche se all’inizio questo
servizio potrà essere offerto solo a 20.000 case. Non si punta tanto a ridurre
l’attuale costo della luce, quando a poter agire in totale autonomia in
situazioni di scarsità energetica.
La seconda parte dell’iniziativa
mira a favorire la generazione di energia rinnovabile da parte dei privati, in
modo che i clienti con pannelli fotovoltaici possano vendere l’eccesso di
energia alla società e ottenere così rimborsi sulla fattura. Questo grande
avanzamento a livello di piccoli fornitori di energia costituisce anche un
salto sociale e politico, superando la legge che durante il governo del Partito
Popolare penalizzava con la cosiddetta “tassa sul sole” la vendita di energia
ai piccoli produttori. Il nuovo governo
socialista dovrebbe ora abrogare questa legge.

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