Giorgio Nebbia, Il manifesto
Il fiume è il corpo naturale più
importante di un territorio; nasce da una sorgente in qualche valle e la sua
acqua comincia a scendere verso il mare incontrando ben presto l’acqua di
torrenti o degli affluenti.
Il grande palcoscenico in cui si
svolge l’avventura del fiume è il bacino idrografico, lo spazio limitato dallo
spartiacque delle montagne e colline circostanti e che si conclude, verso il
basso, nel punto di immissione del fiume in un altro bacino o nel mare.
L’acqua del fiume è arricchita da
quella delle piogge, delle nevi e della fusione dei ghiacci; le piogge
disciolgono e trasportano verso il basso i prodotti dell’erosione del terreno e
delle rocce disgregate dal ghiaccio, che in parte si depositano sul fondo del
fiume, in parte vengono trascinati dall’acqua del fiume nel suo cammino.
Le fertili pianure alluvionali
sono state create dal deposito di sostanze solide traportate dal fiume nel
corso di millenni. La natura sa che il flusso dell’acqua varierà nei vari mesi
dell’anno e dispone i depositi lasciati dal fiume nei periodi di magra, in modo
da lasciare libere delle zone, le golene, delimitate da argini sopraelevati, in
cui l’acqua possa espandersi nei periodi di piena.
Dentro il fiume finiscono tutti i
residui e i rifiuti delle attività vitali, naturali e umane,eche si svolgono
dentro il bacino idrografico; prati, foreste, campi coltivati, allevamenti
animali, città, fabbriche.
Le materie immesse nelle falde
sotterranee o nel fiume stesso vengono, più o meno presto, modificate nei loro
caratteri naturali.
Le sostanze inorganiche e
minerali in parte vengono trasformate chimicamente e in parte si depositano,
insolubili, sul fondo del fiume. Le materie organiche delle spoglie dei
vegetali e animali, dei rifiuti urbani e agricoli e di molti processi
industriali, vengono in parte ossidate e mineralizzate e fuoriescono dal fiume
con caratteristiche chimiche mutate.
Il fiume porta quindi al mare la
sua acqua arricchita dalle sostanze, solubili o in sospensione, risultanti
delle trasformazioni dei tantissimi materiali che ha ricevuto, nel suo cammino.
La sabbia che il fiume trasporta in sospensione, si deposita alla foce del
fiume creando le spiagge.
Con abbastanza buona
approssimazione si può dire che anche gran parte delle sostanze immesse
nell’aria ricadono all’interno di ciascun bacino idrografico in quanto lo
spartiacque funziona da barriera per i moti dell’aria.
Un bacino idrografico è
interessato anche a flussi di energia, oltre a quello dell’energia solare; il
calore di rifiuto delle attività umane esistenti al suo interno, riscalda
l’acqua del fiume e l’atmosfera.
Il moto dell’acqua verso il basso
ha inoltre un suo contenuto di energia potenziale: un flusso di acqua di un
metro cubo al secondo che supera un dislivello di un metro ha, dentro di se,
disponibili ogni anno circa 90 mila kilowattore di energia. ll flusso di tutti
i fiumi italiani ha un contenuto energetico potenziale di circa 350 miliardi di
kilowattore all’anno; di questi solo circa 50 miliardi di kilowattore sono
recuperati ogni anno come energia idroelettrica.

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