venerdì 6 luglio 2018

Open Arms finalmente a Barcellona con 60 migranti. E si canta Bella ciao


Ma la Ong denuncia: in quattro giorni ci sono stati 360 morti. "Il governo di Malta non lascia partire le nostre navi, quello italiano non ci lascia entrare". E il Mediterraneo sta diventando un cimitero

globalist
6 luglio 2018

Questa non è carne, queste sono vite. Questo non è un gioco di forza. Questo è un massacro.
L'Europa, Italia in testa, ha affidato alla Guardia Costiera libica la gestione dei flussi via mare. Si tratta, come tutti sappiamo, spesso di personaggi collusi con la tratta di vite umane. O se va bene che non hanno strumenti per intervenire e salvare i migranti.
Per questo da a Open Arms arriva un nuovo attacco a Malta e Italia per la chiusura dei porti alle navi delle ong: appena sbarcati a Barcellona i 60 migranti tratti in salvo il 30 giugno al largo delle coste libiche il fondatore della ong catalana Oscar Camps ha denunciato come il viaggio verso la capitale catalana sia costato "4 giorni e 360 morti".
"Il governo di Malta non lascia partire le nostre navi, quello italiano non ci lascia entrare" ha accusato. Camps ha evitato di lanciare nuovi messaggi polemici a Matteo Salvini "perché è quello che vorrebbe". Ha invitato però il titolare dei trasporti Danilo Toninelli a "disobbedire al ministro degli interni se vuole rispettare il diritto marittimo internazionale". 
La chiusura dei porti di Malta e Italia per la capo missione di Open Arms Anabel Montes ha messo le ong in "una situazione di impotenza. Quando ci sono le nostre navi più gente arriva viva, quando non ci siamo muoiono".
La Open Arms è giunta in mattinata a Barcellona dopo che il premier spagnolo Pedro Sanchez ha accettato lo sbarco dei 60 migranti a bordo. Un ritorno a casa per la nave della ong catalana, accompagnata dal veliero Astral con a bordo 4 eurodeputati fra cui l'italiana Eleonora Forenza. I 60 migranti - 50 uomini, 5 donne e 5 minori, 3 dei quali non accompagnati - sono stati visitati a bordo dai medici spagnoli e poi trasferiti nei centri di accoglienza predisposti dal Govern catalano. Il governo spagnolo ha reso noto che concederà loro un permesso di soggiorno umanitario di 30 giorni, il tempo di chiarire le loro situazioni. Se cioè vogliono andare in altri paesi Ue dove hanno parenti o chiedere di restare in Spagna, dove però potrebbero finire in centri chiusi per poi essere espulsi.
Ma c'è anche la gioia nell'attracco di Open Arms a Barcellona.  Due attivistisalgono sulla  statua gigante di Cristoforo Colombo davanti al Porto e piazzano sul braccio proteso verso il mare, un grande salvagente arancione della Ong catalana. E soprattutto si canta. Si canta la canzone simbolo della Resistenza.

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