Ma
la Ong denuncia: in quattro giorni ci sono stati 360 morti. "Il governo di
Malta non lascia partire le nostre navi, quello italiano non ci lascia
entrare". E il Mediterraneo sta diventando un cimitero
globalist
6 luglio 2018
Questa non è carne, queste sono
vite. Questo non è un gioco di forza. Questo è un massacro.
L'Europa, Italia in testa, ha
affidato alla Guardia Costiera libica la gestione dei flussi via mare. Si
tratta, come tutti sappiamo, spesso di personaggi collusi con la tratta di vite
umane. O se va bene che non hanno strumenti per intervenire e salvare i
migranti.
Per questo da a Open Arms arriva
un nuovo attacco a Malta e Italia per la chiusura dei porti alle navi delle
ong: appena sbarcati a Barcellona i 60 migranti tratti in salvo il 30 giugno al
largo delle coste libiche il fondatore della ong catalana Oscar Camps ha
denunciato come il viaggio verso la capitale catalana sia costato "4
giorni e 360 morti".
"Il governo di Malta non
lascia partire le nostre navi, quello italiano non ci lascia entrare" ha
accusato. Camps ha evitato di lanciare nuovi messaggi polemici a Matteo Salvini
"perché è quello che vorrebbe". Ha invitato però il titolare dei
trasporti Danilo Toninelli a "disobbedire al ministro degli interni se
vuole rispettare il diritto marittimo internazionale".
La chiusura dei porti di Malta e
Italia per la capo missione di Open Arms Anabel Montes ha messo le ong in
"una situazione di impotenza. Quando ci sono le nostre navi più gente
arriva viva, quando non ci siamo muoiono".
La Open Arms è giunta in
mattinata a Barcellona dopo che il premier spagnolo Pedro Sanchez ha accettato
lo sbarco dei 60 migranti a bordo. Un ritorno a casa per la nave della ong
catalana, accompagnata dal veliero Astral con a bordo 4 eurodeputati fra cui
l'italiana Eleonora Forenza. I 60 migranti - 50 uomini, 5 donne e 5 minori, 3
dei quali non accompagnati - sono stati visitati a bordo dai medici spagnoli e
poi trasferiti nei centri di accoglienza predisposti dal Govern catalano. Il
governo spagnolo ha reso noto che concederà loro un permesso di soggiorno
umanitario di 30 giorni, il tempo di chiarire le loro situazioni. Se cioè
vogliono andare in altri paesi Ue dove hanno parenti o chiedere di restare in
Spagna, dove però potrebbero finire in centri chiusi per poi essere espulsi.
Ma c'è anche la gioia
nell'attracco di Open Arms a Barcellona.
Due attivistisalgono sulla statua
gigante di Cristoforo Colombo davanti al Porto e piazzano sul braccio proteso verso
il mare, un grande salvagente arancione della Ong catalana. E soprattutto si
canta. Si canta la canzone simbolo della Resistenza.

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