Cronache di ordinario razzismo
27 giugno 2018
Oggi abbiamo ricevuto a Lunaria
la telefonata di Vincenzo, che vive a Roma ed è sposato con una donna
musulmana. La moglie di Vincenzo porta il velo e ieri è stata insultata in metro
senza che nessuno dei presenti (tranne il marito) reagisse. Vincenzo ci ha
chiamati sapendo bene che in casi come questi, che sono frequentissimi, quando
l’aggressore è ignoto, offende e poi se ne va, è difficile denunciare. Ma ha
voluto segnalare il caso lo stesso per richiamare la nostra attenzione
sull’importanza di fare sensibilizzazione e informazione sulle discriminazioni
su base religiosa. Il velo è divenuto un simbolo di esclusione, dice Vincenzo,
basta portarlo affinché una donna sia esposta a insulti e a stigmatizzazioni.
La moglie vive in Italia da molti anni, ma oggi più spesso che in passato
subisce offese, soprattutto sui mezzi pubblici. E allora accogliamo la
richiesta di Vincenzo e ricordiamo che se è vero che il dibattito pubblico e le
scelte politiche contribuiscono ad alimentare il clima di razzismo che si
respira nel nostro paese, questo non è può diventare un alibi per
deresponsabilizzarci. La condanna sociale di un comportamento discriminatorio è
importantissima e va fatta giorno per giorno. Ciascuno di noi ha una
responsabilità: assistere in silenzio a episodi come questi significa rendersi
complici.
Quando ogni giorno prendiamo
l’autobus o la metro, anche se siamo di corsa, ricordiamocelo.

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