Simona Maggiorelli, Left
I migranti che rischiano la vita
per cercare un futuro altrove, dopo essere fuggiti da miseria, guerra, e
violenze di ogni tipo, sono estremamente vulnerabili. Tanto più lo sono i
bambini migranti, costretti a lasciare gli affetti e ad affrontare, spesso da
soli, un’odissea più grande di loro. Sulla loro pelle si gioca la politica
egoista dell’Europa che non prevede corridoi umanitari, che non adempie alle
ricollocazioni e ai ricongiungimenti familiari. Ancora più crudele è la politica
italiana che vuole chiudere i porti e minaccia di non rispondere agli sos dei
migranti in mare. È disumana la politica del governo a trazione leghista. Lo
abbiamo scritto e continuiamo a ripeterlo. È inaccettabile e fuori dalla
realtà.
Non c’è alcuna invasione in atto
diversamente da quanto ci raccontano. Anzi. Le cifre parlano chiaro: Fra 125
mila e 300 mila italiani vanno all’estero ogni anno a cercare lavoro (fonte
Ocse). Sono invece 16.551 i migranti del mondo sbarcati in Italia nel 2018
(fonte ministero dell’Interno). Fra questi molti sono i minori. C’erano 123
minori soli sull’Aquarius. E non è una eccezione. È disumano chiudere le porte
a bambini che hanno tutto il diritto di crescere circondati da affetto, di
essere ascoltati e amati, di avere coetanei con cui giocare, di andare a
scuola. Non accade così sui barconi della morte, ma non accade così nemmeno a
terra se e quando – nonostante l’ostracismo dei ministri Salvini e Toninelli –
riescono a mettere piede in Italia.
Quale sia il travagliato percorso
che i minori non accompagnati devono affrontare lo raccontano le sconvolgenti
inchieste pubblicate su questo numero di Left. Molti di loro spariscono nel
nulla o finiscono nella tratta e nelle mani della criminalità organizzata. (La
legge Zampa entrata in vigore l’anno scorso, resta nei fatti largamente
disapplicata). Medici, operatori delle Ong, il garante per l’Infanzia e
psichiatri in queste pagine denunciano una situazione drammatica. Le violenze
fisiche e psichiche che i piccoli migranti subiscono determinano ferite
profondissime che possono provocare una vera e propria catastrofe psichica in
soggetti come loro che attraversano una delicata fase di sviluppo, che non si
sanno difendere, che non sono ancora individui adulti e indipendenti. Sono
sensibili, fragili, esposti a tutto e le nostre politiche intervengono per
uccidere in loro ogni speranza.
Questo è nazismo, non ci sono
altre parole. Lucidamente menzognera e criminale è la politica di chi – contro
ogni evidenza documentale – dice che in Libia non ci sono lager per migranti.
Negazionista è chi definisce «taxi del mare» motovedette guidate da torturatori
e schiavisti. E chi chiama «pacchia» lo sfruttamento nei campi e «crociera» il
viaggio di chi è lasciato alla deriva. Nel Mediterraneo dove annegano i
migranti, naufraga così anche l’Europa, ostaggio dei sovranisti del gruppo di
Visegrad e del lucido calcolo di Paesi fintamente europeisti come la Francia di
Macron che chiude ai migranti economici e la Germania che seleziona le entrate
in base a un feroce darwinismo sociale, che lascia fuori chi è più povero e non
ha competenze utili ad aumentare il profitto tedesco.
La sinistra, se c’è, batta un
colpo per dire no a un’Europa che è solo una unione di mercati; denunci con
forza i danni di politiche neoliberiste che antepongono le merci alle persone.
Ma rifiuti anche antistorici nazionalismi e sovranismi: dica no a chi vorrebbe
riportarci in un impraticabile isolamento a colpi di dazi e a chi, con mire
neocolonialiste, punta ad esternalizzare i confini europei creando hotspot ed
enclave militarizzate in Africa. Una alternativa di sinistra a tutto questo
passa attraverso un’opposizione forte e coerente. Nasce da un nuovo
internazionalismo che metta in rete le realtà di sinistra più vive e vitali. Ma
in Italia nasce anche dal non confondersi con il “fronte repubblicano”, che si
annuncia come Union sacrée del centrosinistra che ha già governato facendo
disastri.
Non dimentichiamo infatti che
sono stati i governi Renzi e Gentiloni a rincorrere le destre sul loro terreno,
soffiando sul fuoco della paura, brandendo la parola sicurezza come un’arma,
criminalizzando i migranti. Non dimentichiamo che la legge Minniti-Orlando, con
le politiche securitarie che ne sono seguite, ha aperto la strada alle
politiche xenofobe e crudeli di Salvini-Toninelli. Abbiamo visto più volte in
tv e su altri media il sostenersi a vicenda di Renzi, Minniti e Salvini, il
quale ha fatto più volte apprezzamenti il lavoro di chi lo preceduto affermando
di volerlo portare avanti.
In questa gara a rivendicare il
peggio è comparso anche l’ex ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni
che in tv ha rivendicato di essere stato il primo a pensare concretamente di
chiudere i porti, «ma l’Europa poi ha detto che non si può fare». Non sono bastate
le condanne della Cedu che l’Italia ha collezionato. Incuranti del diritto
umanitario, le politiche attuali vanno perfettamente a braccetto con quelle di
Renzi e Gentiloni.
Come può essere credibile
l’opposizione di chi nel centrosinistra ha preparato il terreno a tutto questo
e ha tentato di manomettere la Costituzione?

Nessun commento:
Posta un commento