Redazione – Jobnews
18 settembre ’18
Un’esplosione in un’abitazione
nel cuore di Napoli provoca un morto e tre feriti; la tragedia è avvenuta nel
dedalo di vicoli dei Quartieri Spagnoli alle spalle di via Toledo. Poco prima
alla porta dell’appartamento di via Don Minzoni aveva bussato l’ufficiale
giudiziario per una notifica di sfratto poi rinviato al 12 ottobre.
Nell’esplosione, avvenuta all’interno dell’appartamento al quarto piano di una
vecchia palazzina, è morta Rita Recchione, di 66 anni, mentre sono rimasti
feriti i suoi due figli, un maschio ed una femmina, di 37 e 34 anni, ed un
ragazzino di 14 anni che stava giocando in strada. Quest’ultimo guarirà in
pochi giorni. E’ stato colpito di striscio da alcuni calcinacci. Più gravi le
condizioni dei due figli della vittima che però non sono in pericolo di vita.
Alla porta dell’abitazione dell’anziana donna, come detto, questa mattina aveva
bussato l’ufficiale giudiziario con l’incarico di notificare un provvedimento
di sfratto che, però, era già stato rinviato al mese prossimo. Il figlio della
donna non ne voleva sapere di lasciare quell’abitazione. Lo aveva detto nel
quartiere nei giorni scorsi. Dopo circa mezz’ora c’è stata una esplosione:
qualcuno ha riferito di aver sentito un forte odore di alcool. E’ stato un
fatto accidentale oppure no? La causa una bombola di gas? Lo stabiliranno le
indagini della polizia e dei vigili del fuoco che sono ancora in corso.
L’esplosione è avvenuta intorno alle 11,30. Il boato è stato fortissimo e
qualcuno nel quartiere ha pensato ad una scossa di terremoto. La famiglia della
vittima era conosciuta nel quartiere. Lei aveva lavorato fino a qualche tempo
fa come badante in casa di un anziano. Poi aveva perso il lavoro: per la donna
era diventato davvero difficile sbarcare il lunario, pagare il fitto di casa e
con regolarità le utenze.
“Non ci giriamo intorno, la morte
di Rita e il dramma della sua famiglia sono una sconfitta per tutti noi! La
loro solitudine è una sconfitta. E’ la disperazione che tante volte ritroviamo
e che solo la pratica della solidarietà dal basso riesce a lenire”, scrive, in
una nota, il movimento “Magnammece O Pesone”, promotore della campagna per il
diritto all’abitare. “L’appello che facciamo a tutte e tutti quelli che vivono
questa condizione è di non restare soli, di chiedere aiuto, di autorganizzarci
per lottare insieme, perché da soli nessuno di noi può molto ma insieme
possiamo resistere. Alle istituzioni possiamo solo gridare con ancora più forza
e più rabbia l’esigenza di un immediato blocco degli sfratti e degli sgomberi”
conclude il movimento.
“Stavo passando proprio nel
vicolo quando all’improvviso ho sentito uno scoppio. Non ho fatto in tempo a
correre che sono stato preso in pieno dalle pietre. Ho pensato di morire”. E’
un miracolato Luigi, ha 14 anni, ed è rimasto ferito dallo scoppio che questa
mattina ai Quartieri Spagnoli ha ucciso una donna. E’ seduto a terra, è senza
maglia e ha un asciugamani sulle spalle: “Ho sentito le urla e ho capito che era
successo qualcosa di grave. Io credevo fosse un terremoto”. Nel vicolo ci sono
macerie e vetri rotti e gli abitanti sono affranti per quanto accaduto. “Non
potevamo immaginare che arrivassero ad un gesto estremo – ha detto Marialuigia
Cancello, una delle abitanti del palazzo – Erano poveri e la mattina scendevano
di casa per racimolare qualcosa di soldi per mettere il piatto a tavola”.
Intanto l’edificio con nove famiglie e 28 persone in totale, è stato sgomberato
in attesa dei rilievi di staticità.

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