Redazione – Rassegna sindacale
18 settembre ’18
“Dietro ad alcune buone
intenzioni c’è un impianto autoritario e pericoloso, incentrato sul controllo
dei dipendenti del pubblico impiego”. Lo afferma la Flc Cgil parlando del
cosiddetto ddl concretezza approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei
ministri. Se da una parte “risolve il paradosso della stabilizzazione dei
precari degli enti di ricerca”, dall’altra, spiega il sindacato, le criticità
contenute nel testo, soprattutto per il mondo della scuola, sono davvero
“preoccupanti”. Intanto, “è singolare che per varare il piano triennale della
concretezza nel pubblico impiego sia necessario coordinarsi con il ministero
dell’Interno. Questo particolare, non secondario, chiarisce fin dall’inizio
l’aspetto ‘poliziesco’ del piano. È poi preoccupante l’interesse al controllo
‘biometrico’ delle presenze, anche se per il personale docente ed educativo si
demanda l’attuazione a un decreto del Miur. Simili interferenze sono lesive
dell’autonomia organizzativa delle scuole, oltre che funzionali a una
propaganda politica, falsa e ingiustificata, che si iscrive dentro l’onda lunga
della denigrazione del lavoro pubblico”.
“Siamo doppiamente preoccupati,
inoltre, perché l’organizzazione del lavoro, dunque anche il ‘controllo’, è
materia contrattuale, e in sede contrattuale deve essere trattata, non può
essere definita per legge. Con questi interventi si riducono gli spazi di contrattazione
delle Rsu che abbiamo conquistato con tanta fatica. Ci sono poi le altre
incongruenze, di ‘concreto’ in questo provvedimento c’è solo la prosecuzione
della persecuzione dei lavoratori pubblici, utilizzando a questo scopo perfino
le prefetture. Si tratta, da parte della ministra Bongiorno, di un
‘brunettismo’ di ritorno”.
Cambiano le legislature e i
governi, “ma resta la linea consueta della polemica contro i fannulloni nelle
pubbliche amministrazioni, da controllare finanche facendo ricorso alle impronte
digitali, una costante permeata da una rappresentazione demagogica
insopportabile. Ci saremmo aspettati, alle porte del rinnovo dei contratti
pubblici, scelte politiche di segno diverso, con l’obiettivo di rilanciare con
investimenti mirati attraverso lo strumento del contratto, la qualità dei
servizi e la qualità del lavoro nelle pubbliche amministrazioni”.

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