Yousef Salman– Redazione Invicta
Palestina
13 settembre 2018
Lettera aperta all’ARCI e agli
organizzatori della marcia della Pace, Perugia-Assisi del 7 ottobre 2018
Non volevo credere i miei occhi
mentre leggevo l’articolo che ha postato il mio amico sardo Franco Uda, oggi
10/9/2018, sul mio profilo di FB, dal titolo:
7 OTTOBRE: UNA MARCIA DI TUTTI E
PER TUTTI.
Leggendo l’articolo, mi invadeva
un fuoco di rabbia, vorrei ancora non crederci, ma purtroppo la rassegnazione
alla sconfitta finale e totale del campo progressista- democratico e di quella
che fu la “sinistra” in questo paese è inevitabile. Ho constatato l’amara
realtà e mi convinco che questo mondo sarà sempre gestito e dominato dalle
forze reazionari, e l’organizzazione e la partecipazione alla “Marcia di tutti”
ne è triste prova.
Pensavo di dare l’adesione delle
Comunità palestinesi d’Italia alla marcia, prima di leggere il testo dell’arci.
Poi ho letto e dico che quella marcia, impostata così, è inutile, spreco di
tempo e di danaro, ai fini della pace, anzi è dannosa e al massimo può servire
alla conquista di qualche poltrona nel mondo degli incarichi politici da far
occupare a qualche “compagno-amico” alle prossime elezioni.
Chi crede nella pace e nelle sue
marce, non può e non deve cambiare rotta una volta eletto al parlamento,
andando a votare i piani della Nato, “le missioni di pace” e le guerre
umanitarie, come facevano i vari Bertinotti, Veltroni e compagnia..
Per noi, cari “pentiti” compagni
ed amici, la Palestina rappresenta l’ago della bilancia, l’unità di misura per
stabilire i criteri circa le questioni di moralità, di serietà, di sincerità e
di credibilità, fra chi lavora seriamente per la pace, la giustizia e la
libertà e chi sfrutta, strumentalizza la sacra parola “pace” usandola come
termine utile per fini totalmente lontani e contrari alla volontà di tutti i
liberi e gli onesti del mondo.
La Palestina è l’unità di misura
e di giudizio su chi è a favore della giustizia, della libertà, delle
risoluzioni ONU e della legalità internazionale e chi crede nella legge della
giungla, della forza, della prepotenza, della violazione e della negazione dei
diritti umani e della pace di tutti nel mondo.
Come fanno l’ARCI e gli
organizzatori della marcia, a parlare di pace, senza dire una parola sulla
Palestina, che è il nocciolo della questione della pace, non solo
nell’incendiato Medioriente, ma nel mondo intero? Parlare di pace nel mondo e
organizzare una marcia “di tutti” senza parlare né condannare i più di 70 anni
di occupazione israeliana e di aggressioni alla martoriata Palestina, senza
citare l’apartheid sionista contro i palestinesi che lo stesso Desmond Tutu,
l’Arcivescovo Sudafricano, dichiarava peggiore dell’apartheid sudafricano è una
farsa.
Ma oltre a tutto ciò, come si fa
a parlare di pace, andando a prendere di petto “i piccoli”, Assad, Al Sisi,
Haftar…ignorando coloro che hanno inventato, creato e causato aggressioni,
invasioni, occupazioni, distruzioni e morte di milioni di esseri umani in Iraq,
in Afganistan, in Siria, in Libia, nello Yemen, in Africa, in Asia, nel
martoriato Venezuela e l’America Latina?
Non parlare del boia Trump e del
sistema imperiale, di Macron, di Netanyahu, delle potenze imperialiste e
colonialiste, responsabili di questa tragica situazione mondiale?
Avremmo voluto vedere, leggere
dichiarazioni contro la Nato, le sue guerre globali e la sua assassina
globalizzazione.
Avremmo voluto leggere parole di
critica circa la sua esistenza e il suo dominio sul mondo.
Avremmo voluto leggere qualcosa
circa la Francia e il suo dominio sull’Africa, sul ruolo che ha l’ esercito
mercenario dei suoi “legionari stranieri” nel rubare e reprimere i popoli
africani per conto dell’Occidente.
E’ possibile che dopo secoli di
colonialismo occidentale e decenni di emergenza immigrazione, non abbiate
ancora capito che finchè l’Occidente continua ad esercitare il suo dominio, il
suo furto delle ricchezze dell’Africa e del terzo mondo, il fenomeno immigratorio
non può che aumentare in quanto risultato naturale della situazione di bestiale
e tragico squilibrio Nord-Sud del mondo!
Finche il 20% della popolazione
continuerà a possedere e consumare l’80% della ricchezza mondiale, mentre l’80%
della popolazione continua a dividersi meno del 20%, questa situazione
continuerà a produrre immigrati, vittime innocenti, muri, e conflitti eterni.
Per tutte queste ragioni noi non
diamo per niente l’adesione della nostra Comunità, non solo, ma invitiamo tutti
i nostri amici e compagni alla non partecipazione e al boicottaggio di questa
marcia-farsa.
Dott. Yousef Salman
Presidente Comunità Palestinese
di Roma e del Lazio
Abbiamo bisogno di ponti e non di
muri

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