Pressenza Redazione Italia
10 settembre 2018
Nella sua pagina Facebook, Baobab
Experience denuncia l’operazione di polizia avvenuta questa mattina a Roma.
“Poco fa, mentre seguivamo le
notizie provenienti dallo sgombero di via Raffaele Costi, 4 blindati, un bus e
sette macchine della Digos, sono arrivate al nostro presidio.
Agenti in tenuta antisommossa
hanno caricato di forza 16 ragazzi sul bus mentre questi erano in fila per
essere visitati dallo staff sanitario di Medici Senza Frontiere.
La polizia ha confermato di
essere alla ricerca dei migranti sbarcati dalla nave Diciotti. I sedici ragazzi ora sono all’ufficio
immigrazione di via Patini insieme ad operatori legali e avvocati che
impediranno l’operazione illegale che si vuole mettere in atto: costringerli a
tornare al centro di Rocca di Papa.
In tutto questo, ancora non si sa
se questi ragazzi erano effettivamente sulla nave, in quanto la polizia ha
costretto a far salire sul bus le prime persone che si è trovata davanti.
Sì: donne, uomini, bambini e
minori non accompagnati migranti della nave Diciotti sono passati in questi
giorni dal campo informale di Baobab Experience.
Non abbiamo niente da nascondere
e, come ci ricorda la Caritas, non stiamo parlando né di fuggitivi né di
ricercati.
Come i migranti della Diciotti e
i tanti salvati in mare, come quelli delle imbarcazioni di fortuna che riescono
ad arrivare sulle nostre coste, ne abbiamo incontrati a decine di migliaia
negli ultimi tre anni.
Sono migranti “in transito”,
l’Italia non è la loro meta, ma una tappa del loro viaggio verso il
ricongiungimento con parenti e la speranza di una vita migliore. Scappano da
guerre, dittature, terrorismo, cambiamenti climatici, fame e povertà; partono a
malincuore, sapendo di dover affrontare un viaggio rischioso, fatto di
violenza, privazioni, torture e spesso morte.
Non abbiamo ritenuto rendere
pubblica la loro sosta al nostro campo per proteggerli. Proteggerli dalle
dittature dalle quali fuggono, proteggerli dai media e dalla narrazione tossica
con la quale spesso viene rappresentata la migrazione, proteggerli dal razzismo
e dalla xenofobia dilaganti alimentate ad arte da chi vuole costruire consenso
su una ingiustificata paura e proteggerli per garantire loro quello di cui ogni
essere umano dovrebbe poter godere: la libertà di movimento.
Le storie, i racconti e gli
sguardi, dei migranti della Diciotti sono uguali a tanti altri che abbiamo già
visto; l’incredulità e la rabbia di fronte ad una legislazione italiana ed
europea non all’altezza e profondamente ingiusta è loro come nostra. Ci
sentiamo, assieme a tante donne e tanti uomini in Italia ed in Europa, loro
complici e, assieme a loro, crediamo che la costruzione di un futuro migliore
per tutte e tutti non possa che passare da atti di solidarietà concreta.
Se una cosa abbiamo imparato in
questi anni è che le persone migranti, costrette ad abbandonare la loro terra e
il loro paese, non chiedono aiuto ma chiedono rispetto.
Riconoscerli come esseri umani e
rispettarli dovrebbe essere un dovere di tutti noi.
In tigrino, la lingua eritrea,
“Buon viaggio” si dice “Selam Mengadì”: è un augurio che abbiamo sentito
migliaia di volte, esattamente vuol dire “che sia un viaggio di pace”. È quello
che auguriamo ai migranti e a tutte/i noi, perché sulla Diciotti c’eravamo
tutti e il viaggio non è finito”.
Fonte: Pressenza International
Press agengy

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