Redazioine economica – La Repubblica
17 Settembre 2018
Torna a salire, a luglio, il
debito pubblico. Secondo quanto informa la Banca d'Italia è aumentato di 18,4
miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.341,7 miliardi e
toccando un nuovo record.
L'aumento, spiega Via Nazionale,
è dovuto all'incremento delle disponibilità liquide del Tesoro (31,6 miliardi,
a 80 miliardi), che ha compensato l'avanzo di cassa delle amministrazioni
pubbliche (15,1 miliardi); scarti e premi all'emissione e rimborso, la
rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione tassi
cambio (totale 1,9 miliardi).
Dai dati di via Nazionale si
evince anche che il debito continua ad aumentare per le Amministrazioni
centrali: 20,4 miliardi in più, mentre quello delle Amministrazioni locali è
diminuito di 2 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché
invariato.
Se le banche italiane hanno fatto
scorta di Btp, dalle tabelle si vede che è proseguita l'uscita degli
investitori stranieri dai titoli di Stato italiani. A giugno, secondo quanto si
ricava dalle tabelle della Banca d'Italia, il controvalore dei titoli in pancia
a soggeti "non residenti" è sceso a 664 miliardi, dai 698 precedenti
e dopo che già a maggio si era registrata diminuzione rispetto ad aprile (722
miliardi). Va però ricordato come una parte dei titoli in mano a non residenti
siano in realtà di proprietà di soggetti italiani che investono attraverso fondi
o gestioni basate all'estero.
Infine, a luglio le entrate
tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 49,4
miliardi, in aumento del 4,8 per cento rispetto allo stesso mese del 2017. Nei
primi sette mesi del 2018 le entrate tributarie sono state pari a 236,5
miliardi, in aumento dell’1,4 per cento rispetto allo stesso periodo dello
scorso anno; "al netto di alcune disomogeneità contabili si può stimare
che la dinamica delle entrate tributarie sia stata più favorevole", dice
Bankitalia.

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