Stefano Crippa - Il manifesto
11 settembre 2018
Un tweet, postato domenica
mattina da Beppe Fiorello, per chiedere spiegazioni circa lo stop alla fiction
su Riace la cui messa in onda era prevista nel palinsesto autunnale di Rai1.
Così l’attore accende i riflettori sulla vicenda: «Non è la prima volta –
scrive – che una mia fiction viene bloccata, anni fa le foibe, il governo di
allora non gradì, poi la storia di Graziella Campagna (la ragazza uccisa dalla
mafia nel 1985, ndr), l’allora ministro della giustizia si indignò, ora Riace
bloccata perché narra una realtà e nessuno/a dei miei colleghi si fa sentire».
Già girata e montata da diversi mesi – Tutto il mondo è paese, diretta da
Giulio Manfredonia per Picomedia, Ibla Film e Rai Fiction, è ispirata al
modello di accoglienza e integrazione della cittadina di Riace e al suo sindaco
Domenico Lucano, che Fortune – in un articolo – ha messo al quarantesimo posto
tra le persone più influenti al mondo. Lucano è tornato proprio in queste
settimane al centro delle cronache per la protesta contro la mancata erogazione
dei fondi per il progetto Sprar per i migranti, a seguito delle ispezioni
amministrative avviate nei mesi scorsi dal Viminale.
Da viale Mazzini è arrivata ieri
mattina la risposta allo «sfogo» di Fiorello attraverso un comunicato in cui
sottolinea come non esista: «Alcun blocco della messa in onda. La fiction è
stata semplicemente sospesa dal palinsesto, in quanto come da tempo è noto, al
sindaco Lucano è stato recapitato un avviso di garanzia da parte della Procura
di Locri per alcuni presunti reati collegati alla gestione del sistema di accoglienza».
«Non appena – prosegue la nota – la magistratura comunicherà le sue decisioni
finali in merito all’indagine, il Servizio Pubblico adotterà i provvedimenti
conseguenti».
Alla Rai risponde direttamente
Lucano che in una dichiarazione all’Ansa spiega: «Quello che posso dire è che
sono assolutamente rispettoso delle decisioni che saranno prese dalla
magistratura. Così come rispetto le decisioni della Rai in merito alla fiction.
Non riesco però a capire quale sia il collegamento tra il programma e l’esito
dell’inchiesta». E aggiunge: «In ogni caso quello che viene da Riace, con la
nostra esperienza di accoglienza realizzata in un paese povero e abbandonato
dell’interno della Calabria che grazie ai migranti è rinato e si è risollevato
dallo spopolamento, è un messaggio di umanità che può essere preso come esempio
da tutti».

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