Redazione - Corriere
della Sera
14 settembre 2018
La Camera dice sì alla fiducia
posta dal governo sul decreto legge Milleproroghe con 329 voti favorevoli, 220
contrari e 4 astenuti. Ventuno i voti in meno rispetto alla fiducia che il
governo Conte incassò lo scorso 6 giugno, quando il premier si presentò a
Montecitorio per la prima volta. Il calcolo considera le assenze, tra quelle giustificate
e quelle no (che saranno verificabili sui tabulati ufficiali della votazione).
Se si considerano invece i voti totali che la maggioranza ha sulla carta,
ovvero 346 (222 deputati del M5S e 124 della Lega), l’esecutivo perde 17 voti.
Si è proceduto quindi all’esame dei 164 ordini del giorno al testo: senza la
loro approvazione e la votazione finale del provvedimento il decreto però non è
ancora legge. Il centrosinistra pratica l’ostruzionismo, per far ritardare il
più possibile il voto finale: gli iscritti a parlare sono 100, e ciascuno ha
diritto a 5 minuti. La Conferenza dei capigruppo della Camera ha deciso di
andare avanti con l’esame del decreto Milleproroghe con la cosiddetta «seduta
fiume», vale a dire senza interruzioni. La decisione verrà ora votata in Aula.
Se sarà approvata la sola illustrazione dei 160 ordini del giorno occuperà
l’Aula per tutta la notte fino alle 10 di domani mattina, quando inizieranno i
voti.
Il Pd: «Cambiamento in peggio»
Ieri l’opposizione è insorta,
lamentando l’illegittimità dell’atto; il Pd ha occupato l’aula per protesta: «È
stato compiuto per la prima volta un atto eversivo». Critiche proseguite anche
oggi: la seduta è stata sospesa dopo che la deputata democratica Chiara Braga è
stata interrotta da un lite tra Paolo Trancassini di Fdi e il sottosegretario
ai rapporti col Parlamento Vincenzo Santangelo, a cui è sfuggita qualche parola
di troppo che ha acceso gli animi. La proroga al 10 marzo 2019 della
possibilità per le famiglie di presentare l’autocertificazione sulla
vaccinazione dei propri figli rappresenta «un agguato alla scienza senza
precedenti» secondo l’ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. «Un pugno in
faccia ai terremotati del centro Italia, evidentemente star dietro agli sciamani
No Vax è più importante» tuona Stefania Pezzopane, ex presidente della
provincia dell’Aquila, «abbandonata come mai era successo prima». «Oggi -
denuncia - è caduta ogni possibilità di salvare anche l’abbattimento del fondo
di solidarietà e quello che prorogava il contributo ai comuni» per affrontare
le conseguenze del sisma, su cui erano stati presentati degli emendamenti
sottoscritti pure da Forza Italia. L’azzurra Mariastella Gelmini parla di
«campagna elettorale permanente, in una ridda di promesse e slogan anche in
concorrenza tra loro».

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