Redazione - Il
manifesto
14 settembre 2018
Al primo voto di fiducia, posto
ieri alla Camera sul decreto Milleproroghe, il governo Conte ha perso 21
consensi rispetto a quelli ottenuti all’insediamento.
Con 329 sì, 220 no e 4 astenuti,
è stato così approvato il decreto che contiene, tra le altre norme, il taglio
di oltre un milione di euro per la riqualificazione delle periferie, il ritorno
dell’autocertificazione per l’obbligo vaccinale (che rimane) necessario per
l’ammissione a scuola dei bambini, la riforma delle intercettazioni telefoniche
e lo slittamento di quella del credito cooperativo.
Ora il testo dovrà tornare in
terza lettura al Senato e dovrà essere convertito in legge entro il 23
settembre.
L’opposizione, che praticherà
ostruzionismo, ha sollevato dubbi di legittimità sul modo in cui è stata posta
la fiducia, decisa il giorno prima della pubblicazione in Gazzetta del testo
del decreto.

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