Redazione Rassegna stampa
05 Settembre 201
05 Settembre 201
“Con la circolare sugli sgomberi
del ministro Salvini si mette a rischio l’attività degli assistenti sociali dei
Comuni e del terzo settore”. A denunciarlo in una nota è la Fp Cgil Nazionale
nell’esprime così “analoghe preoccupazioni a quelle espresse dal Consiglio
nazionale degli Assistenti sociali e anche dall’Anci, sugli effetti della
circolare del Ministero degli Interni del 1° settembre che rischia di deformare
il ruolo professionale degli assistenti sociali, sia pubblici che del privato
sociale”.
Secondo la Fp Cgil, inoltre, “la
circolare scarica esplicitamente tutti i costi economici e sociali delle
politiche assunte da questo governo ‘a salvaguardia della proprietà privata’
sui Comuni e sopratutto sulle lavoratrici e sui lavoratori dei servizi sociali
di questi ultimi, riconoscendo infatti che ‘non possono essere sottovalutate le
difficoltà che gli operatori sociali potranno incontrare nell’esecuzione dei
suddetti accertamenti’. Un modo semplice per dire che si chiede agli assistenti
sociali di stravolgere il proprio compito, dovendo censire il disagio sociale,
non per trovare soluzioni congrue ai bisogni soggettivi ma, ad esempio, per
verificare ‘la condizione di regolarità di accesso e permanenza sul territorio
nazionale’. Una funzione del tutto incompatibile con i principi deontologici
della professione e con lo spirito originario del proprio lavoro,
delegittimandone il ruolo professionale specifico nella relazione con l’utenza
che potrebbe percepirli d’ora in avanti come operatori di pubblica sicurezza
tout court”.
Per la categoria che rappresenta
i lavoratori dei servizi pubblici della Cgil, “si tratta inoltre di procedure
che sicuramente esporrano gli assistenti sociali a gravi rischi sotto il
profilo della salute e della sicurezza, nello svolgimento del proprio ruolo non
più finalizzato alla ricerca di soluzioni al disagio sociale ma ad un mero
accertamento propedeutico all’intervento della forza pubblica. Qualsiasi azione
in tal senso calata dall’alto, che non coinvolga gli enti locali con un’attenta
pianificazione degli interventi sociali da mettere in campo nei contesti
evidenziati dalla circolare in oggetto, rischia di avere conseguenze disastrose
sia per i nuclei famigliari, che potrebbero ritrovarsi senza soluzioni idonee al
problema alloggiativo, sia per i comuni che dovranno successivamente farvi
fronte senza le risorse adeguate”, conclude la Fp Cgil.

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