Redazione- Jobnews quotidiano
11 settembre 2018
Entro l’anno “sicuramente”
arriverà la legge che impone lo stop la domenica e nei giorni festivi delle
aperture agli esercizi e ai centri commerciali: parola del vicepremier e
ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, intenzionato ad
accelerare la stretta sulla liberalizzazione delle aperture e degli orari nel
commercio, introdotta nel 2011 con il decreto ‘Salva Italia’. Plaudono i
sindacati, da sempre schierati contro la deregolamentazione e il conseguente
“far west”. Preoccupata, al contrario, la grande distribuzione organizzata: a
rischio ci sarebbero 40-50mila lavoratori, avverte l’amministratore delegato e
direttore generale di Conad, Francesco Pugliese. Rilancia l’allarme occupazione
il presidente di Federdistribuzione, l’associazione che riunisce le aziende
della distribuzione, Claudio Gradara: un provvedimento di cui “non vediamo la
necessità e l’opportunità” e di cui “non si capisce la tempestività”. Ma Di
Maio va avanti e traccia la cornice dell’intervento legislativo per introdurre
“turnazioni” e limiti “dell’orario, che non sarà più liberalizzato, come fatto
dal governo Monti. Quella liberalizzazione – sottolinea il vicepremier – sta
infatti distruggendo le famiglie italiane. Bisogna ricominciare a disciplinare
orari di apertura e chiusura”.
Maria
Grazia Gabrielli, Filcams Cgil: “indispensabile un confronto per porre un
limite alle aperture incontrollate”
“Intervenire sul decreto Salva
Italia e le liberalizzazioni delle aperture e degli orari nel commercio è una
priorità per la Filcams Cgil che ha più volte avanzato proposte di modifica,
richiesto un incontro con il Ministro del lavoro Di Maio e promosso iniziative,
mobilitazioni e campagne di comunicazione in occasione delle festività”,
dichiara Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil, che
aggiunge: “È indispensabile un confronto per porre un limite alle aperture
incontrollate sia domenicali che festive che in questi anni hanno stravolto il
settore e la vita delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende del
commercio”. “Quello che chiediamo – continua Gabrielli – è la chiusura delle
attività commerciali nei giorni festivi, riconsegnare alle istituzioni locali
la competenza, per poter definire quante e quali domeniche e con quali orari
aprire e stabilire i nuovi insediamenti commerciali”. “È ora necessario
accelerare e concretizzare il percorso per intervenire definitivamente sulla
deregolamentazione. Le condizioni di lavoro degli addetti del settore, infatti,
sono inevitabilmente peggiorate, con turni di lavoro ormai strutturalmente su
365 giorni all’anno e con la sperimentazione dell’orario h24; alle difficoltà
nella conciliazione dei tempi vita e di lavoro – conclude la Filcams Cgil – si
aggiunge peraltro un’indisponibilità sempre più diffusa da parte delle imprese
a contrattare anche il riconoscimento economico per i turni di lavoro
domenicali”.
Grande
distribuzione organizzata: “40mila lavoratori a rischio”. Confcommercio:
“regolamentazione minima e sobria”
Una prospettiva che non piace
affatto alla Gdo: “La grande distribuzione occupa 450 mila dipendenti –
sottolinea Pugliese -. Le domeniche incidono per il 10% e quindi sicuramente
avremo circa 40-50mila tagli. Ora quei 400 mila saranno felici di non lavorare,
i 50 mila non so se lo saranno”. Per l’ad di Conad, la liberalizzazione delle
aperture guarda soprattutto “nell’ottica dei cittadini. Ci sono 19 milioni e
mezzo di persone che vanno a fare la spesa nei negozi la domenica”. Di certo,
sottolinea Gradara, “le aperture domenicali sono un grande successo, hanno dato
un sostegno ai consumi in un momento di grande necessità”. E poi c’è un altro
tema con cui fare i conti, l’e-commerce: mettere limitazioni al commercio
mentre le vendite on-line vanno a gonfie vele sarebbe “un handicap per l’intero
settore”, evidenzia il presidente di Federdistribuzione. Più cauta
Confcommercio, che dice sì al dialogo per “una regolamentazione minima e
sobria” delle chiusure festive: “Ridiscutere con atteggiamento non ideologico
il ruolo della distribuzione è un primo passo importante e condivisibile”.

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