Beppe Pisa - Jobnews quotidiano
14 settembre 2018
14 settembre 2018
I
lavoratori del Gruppo Ilva approvano a larghissima maggioranza con il 93%
l’ipotesi di accordo sottoscritta lo scorso 6 settembre presso il Ministero
dello Sviluppo Economico, tra le organizzazioni sindacali e l’acquirente
Arcelor-Mittal. Lo affermano Fim, Fiom e Uilm in una nota congiunta.
Complessivamente i sì nel gruppo sono stati 8.255 (92,82%), i contrari 596
(6,70%). “Dopo 6 anni dal sequestro dell’area a caldo, 12 decreti salva Ilva e
decine di scioperi, con l’approvazione dell’accordo da parte dei lavoratori, si
chiude una delle vertenze più complesse del nostro Paese – continua la nota –
L’intesa raggiunta complessivamente porta in dote 4,2 miliardi di investimenti
per il rilancio del siderurgico, 1,25 miliardi industriali, 1,15 miliardi
ambientali a cui si sommano 1,2 miliardi sequestrati ai Riva per le bonifiche e
l’ambiente. Risorse ingenti che serviranno a rendere sicuro, sostenibile
ambientalmente e competitivo il sito tarantino, con una AIA l’autorizzazione
integrata ambientale per il sito ionico, tra le più restrittive d’Europa”.
Re David, segretario generale
Fiom Cgil: “accordo dimostra che le multinazionali possono investire nel nostro
Paese conservando le tutele”
“E’ un
risultato straordinario di partecipazione e di consenso. Il 93% dei
metalmeccanici ha convalidato l’ipotesi di accordo siglata con Arcelor-Mittal.
Il risultato di una vertenza lunga e complessa. Il sindacato ha tenuto ferme
condizioni imprescindibili con il sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori:
diritti, salario, occupazione e ambiente. Questo accordo dimostra che le
multinazionali possono investire nel nostro Paese conservando le tutele, a
partire dall’articolo 18, dal mantenimento degli attuali livelli salariali e
garantendo tutta l’occupazione”, dichiara Francesca Re David, segretaria
generale Fiom-Cgil.
Bentivogli, segretario generale
Fim Cisl: “ministro Di Maio impari a conoscere e a rispettare il lavoro del
sindacato”
“Dopo
un risultato così straordinario che dimostra la forza e l’utilità del
sindacato, a leggere il comunicato del Mise cascano le braccia. L’unico gesto
che sa fare il Ministro Di Maio è continuare a mettersi la medaglia al petto di
un accordo che aveva avversato fino a poche ore prima della firma. Abbiamo
incontrato migliaia di lavoratori, 44 assemblee in 8 giorni senza tregua. Ma
per la macchina della propaganda questo lavoro non esiste. Ministro impari a
conoscere e a rispettare il lavoro del sindacato. Una parola ‘grazie’ era il
minimo che potesse fare”, scrive in una nota il segretario generale Fim Cisl
Marco Bentivogli.
Palombella, segretario generale
Uilm Uil: “risultato frutto dell’impostazione dei sindacati”
“È un
risultato storico con cui i lavoratori hanno detto sì al rilancio della
siderurgia italiana”. Così la Uilm
guidata da Rocco Palombella, commenta l’esito del referendum dei
lavoratori che ha dato il verde alla cessione dell’Ilva ad Arcelor Mittal. “I
lavoratori hanno apprezzato il risultato di questo negoziato rispetto alla
proposta che aveva fatto il precedente governo e che non era frutto di una
negoziazione sindacale, ma la conseguenza del contratto di vendita che prevedeva
oltre 4mila esuberi e la discontinuità del rapporto di lavoro, con la messa in
discussione dell’art. 18 e dei trattamenti economici e normativi”, spiega
rivendicando questo risultato che ” invece è il frutto di una nostra
impostazione”. Infatti, “sin dall’inizio – dice la Uilm – abbiamo ribadito che
non avremmo firmato alcun accordo che non prevedesse licenziamenti e il
mantenimento dei diritti acquisiti, oltre al miglioramento significativo del
piano ambientale per Taranto e che non prevedesse divisioni tra le
organizzazioni sindacali”.
La Usb: “soddisfazione per il
consenso, ma davvero soddisfatti quando Arcelor manterrà tutti gli impegni”
L’Unione
Sindacale di Base “esprime soddisfazione per il grande consenso che ha raccolto
l’accordo sottoscritto dopo l’estenuante confronto durato un anno con Arcelor
Mittal”, scrive il sindacato in una nota commentando il sì all’accordo per la
cessione dell’Ilva ad Arcelor Mittal. “Tuttavia saremo davvero soddisfatti solo
quando la multinazionale manterrà gli impegni assunti e saranno così garantiti
ai lavoratori e alla città di Taranto salute, ambiente e occupazione.
Diversamente USB sarà la prima a lottare per un’alternativa produttiva e
ambientale”.
Ecco il comunicato del ministro
Di Maio che si appunta al petto una medaglia che non gli spetta
“Per
Ilva abbiamo ottenuto il miglior risultato possibile nelle peggiori condizioni
possibili. Abbiamo lavorato per migliorare sia il piano ambientale sia quello
occupazionale. Il risultato emerso dalle votazioni dei lavoratori conferma
l’azione di questo governo su una vicenda tanto delicata quanto quella
dell’Ilva”, dichiara il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di
Maio. “La strada resta comunque in salita, tutte le nostre forze sono ora
impiegate nel vigilare attentamente affinché il piano ambientale sia rispettato
al millimetro. Al contempo predisporremo un piano straordinario di rilancio di
Taranto, così da consentirne una vera riconversione economica, perché questa
bellissima città non sia ostaggio di una sola azienda”, ha aggiunto

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