Alessandro Cardulli - JOBnews
05 Settembre 201
05 Settembre 201
Ora l’intento è più chiaro se ce
n’era bisogno. Salvini ovviamente non l’ha detto in maniera esplicita ma la
manovra, a partire dall’aggiornamento del Documento di Economia e Finanza,
scadenza 27 settembre e poi il Bilancio per il 2019, fine ottobre, sarà
l’occasione per mangiarsi l’alleato Di Maio. I sondaggi, se ce ne fosse stato
bisogno, spingono il vicepremier e ministro dell’Interno, che si occupa di
tutto e di tutti, ad accelerare l’operazione. L’occasione del vertice della
Lega sull’economia che si è tenuto al Viminale, messo su in quattro e
quattr’otto, ma non c’era niente di improvvisato, ha delineato a tutto tondo lo
scenario politico dei prossimi mesi. O meglio della intera legislatura. Salvini
è stato chiarissimo. Al termine della riunione
è stato molto parco di parole, cosa che in genere non avviene. Poche
parole, dicevamo, ma molto chiare. Poche parole per non disperdere l’obiettivo
che la Lega si è posta, accelerare, dare una sterzata al programma di governo,
rendere ancora più chiaro che nella alleanza con i Cinque stelle, c’è un capo e
un gregario. Il capo, ovviamente, è lui, il gregario Di Maio.
Numeri, conti, tempi, il cronoprogramma spalmato su tre anni
Salvini ricostruisce la riunione con i
responsabili economici, sottosegretari, vice ministri, esperti, si fa per dire,
affermando: “Abbiamo discusso su numeri, conti e tempi per realizzare nell’arco
della legislatura le nostre proposte per famiglie e imprese: flat-tax, smantellamento della legge Fornero, pace
fiscale (leggi condono, ndr), chiusura
delle liti con Equitalia, meno burocrazia per aziende e partite IVA,
eliminazione delle accise più vecchie sulla benzina, interventi a favore dei
Comuni, grande piano nazionale di manutenzione ordinaria e straordinaria”. C’è
tutto e anche di più. Anzi non tutto, perché la parola Ilva non è mai stata
pronunciata. Il capo leghista dosa le parole. Per la seconda volta, nel giro di
poche ore, elimina dal programma di governo il reddito di cittadinanza, il
fiore all’occhiello, la promessa sulla quale l’altro vicepremier, Di Maio, ha
centrato tutta la campagna elettorale. Non solo. Mentre il pentastellato va
promettendo che da subito prenderà corpo il sostegno a chi non ha lavoro, a chi
è povero. Salvini, non solo non nomina neppure il cavallo di battaglia dei
pentastellati, ma indica una specie di tabella di marcia, un cronoprogramma da
realizzare nell’arco del triennio.
La sfida del capo leghista. Il
governo nasce per durare a lungo
Dice il Salvini “siamo persone
serie e il governo nasce per durare a lungo”. Verrebbe da dire campa cavallo
che l’erba cresce. Il vicepremier non ha fretta, diluisce gli interventi nel
tempo. Poi, magari, dirà che ci hanno
provato ma il destino cinico e baro non ha consentito di dare attuazione alle
promesse elettorali. Magari dando la colpa a quelli che stanno a Bruxelles,
alla Commissione europea. Argomenti da campagna elettorale per mascherare il
vuoto politico di cui danno prova personaggi come Di Maio e Salvini.
Dimenticavamo che esiste anche un presidente del Consiglio che si chiama Conte
che per “problemi personali” buca una riunione del Consiglio dei ministri, da
lui stesso convocato. Imitato dal Di Maio, il quale invece che recarsi a
Palazzo Chigi se ne è andato a Foggia, se non andiamo errati. Oggi Conte ha
convocato un vertice dell’esecutivo per fare il punto sulla questione dei
migranti. Non sappiamo se Salvini si sia presentato, così come Toninelli, il
ministro che obbedendo al capo leghista ha bloccato i porti, il quale era impegnato a riferire alle Commissioni parlamentari
Affari Costituzionali e Bilancio su come vanno, o meglio non vanno proprio, le
cose a Genova. Ne parliamo in altra parte del giornale. Non sappiamo neppure
come sia andato questo “vertice” dell’esecutivo. Loro, i chiacchieroni, sembra
che improvvisamente abbiano perso la parola. Non ci sono notizie, né
dichiarazioni, al momento in cui scriviamo. Poche parole anche al termine della
riunione dei leghisti. Poche ma molto interessanti. Si sta delineando il quadro
programmatico che verrà delineato nella Nota di aggiornamento al Def.
Previsto un nuovo vertice dei
leghisti poi l’incontro con Di Maio e Tria
Mentre il ministro Toninelli,
appunto ministro delle Infrastrutture, rispondeva al Parlamento su come
affrontare l’emergenza Genova, Salvini ribadiva che il capotreno era lui, che
il programma lo dettava lui, che una seconda riunione con i responsabili economici, avrebbe
definitivamente messo a punto il programma di legislatura. L’orientamento,
hanno detto alcuni dei partecipanti alla riunione, è quello di posticipare le
grandi opere e di partire dalle misure urgenti per la manutenzione del
territorio. L’agenzia Dire ha avuto modo di intervistare alcuni dei
partecipanti alla riunione. “Per ogni riforma in cantiere contenuta nel contratto di governo occorrerà capire quali
saranno le risorse sul tavolo”. Un avvertimento, senza mezzi termini rivolto al
Di Maio. La fonte Dire precisa che “quella di oggi è stata una prima riunione
per inquadrare le aree dove intervenire maggiormente. Poi ci sarà un secondo
step per definire proposte, gli obiettivi economici, in vista della prossima
legge di bilancio. Si arriverà così ad un incontro con il Movimento 5 Stelle e
il ministro Tria”. La solita fonte ha fatto presente che “Il ministro Tria
vorrebbe portare il deficit al 2%, io dico che possiamo fare un po’ di più”,
riprendendo quanto affermato ieri da
Salvini. Il vicepremier infatti aveva sostenuto che si poteva “sfiorare”
il 3%, “dolcemente”. Oggi ha detto che “ rispetteremo il 3%”. Aveva anche
affermato che la dolcezza era una caratteristica dei leghisti. Non la pensano così, ne siamo
certi, i 170 migranti che per volontà di
Salvini sono stati tenuti, quali ostaggi, a bordo della Diciotti. E l’elenco
potrebbe essere molto lungo. La parola umanità non trova sede in casa leghista..

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