Pino Salerno - JOBnews
05 Settembre 201
05 Settembre 201
Bagarre nell’Aula della Camera
dei deputati dove il ministro delle Infrastrutture ha illustrato la seconda
informativa sul crollo del ponte Morandi a Genova, dopo quella di lunedì 27
agosto. La bagarre è stata suscitata non solo dall’articolato discorso di
Toninelli, che sugli interventi per Genova e sulla revoca delle concessioni ha
ribadito una serie di posizioni già espresse e note, ma soprattutto sulla sua
denuncia di interventi e “pressioni” per non rendere pubblici i contratti di
concessione. Denuncia che senza nomi e cognomi non serve a nulla. E non è
passata inosservata ai banchi dell’opposizione. “Nonostante le pressioni,
interne ed esterne, che abbiamo subito, abbiamo messo a disposizione della
collettività atti che tanti cittadini nel corso degli anni hanno richiesto
all’Amministrazione, vedendosi sempre sbattere portoni in faccia”. E’ questa la
dichiarazione del ministro Danilo Toninelli, durante l’informativa sul ponte
Morandi, che ha scatenato tensioni in aula alla Camera. Le opposizioni hanno
chiesto al ministro di chiarire le sue affermazioni: “Quali pressioni interne
ed esterne ha ricevuto? Faccia i nomi. Potremmo essere in presenza di un
reato”, ha detto Maurizio Lupi di Ncd. E poi l’ex ministro della Giustizia,
Andrea Orlando, si è rivolto al presidente della Camera, Roberto Fico, per
invitarlo a inviare i verbali della seduta alla magistratura: “Presidente, lei
è tenuto a inviare il verbale della seduta odierna all’autorità giudiziaria
perchè il ministro Toninelli ha diritto di essere tutelato per una condotta
sanzionata dal codice penale”. “I verbali” delle sedute della Camera “sono
pubblici”, è stata la replica di Fico.
Roberto Speranza, LeU: “da
Toninelli toni e argomenti da rissa”. Fiano, Pd: “Toninelli vada in procura”
“Di fronte alla tragedia del
crollo del ponte Morandi di Genova ci saremmo aspettati un atteggiamento
unitario da parte del Ministro Toninelli”. Questo il commento rilasciato dal
coordinatore nazionale di Mdp, deputato di Liberi e Uguali, Roberto Speranza,
conversando in Transatlantico. “Invece – prosegue Speranza -, il ministro dei
Trasporti si è presentato alla Camera tenendo un discorso con toni e argomenti
da rissa, dimostrando una toltale mancanza di senso dello Stato e delle
Istituzioni. L’Italia e Genova avrebbero meritato di piu'”, ha aggiunto
Speranza. Da parte sua, Emanuele Fiano giudica “un fatto gravissimo quello che
Toninelli racconta. Un ministro annuncia candidamente di avere subito indebite
pressioni, annuncia di aver subito un possibile reato. Se fosse vero avrebbe
tutta la nostra solidarietà e il nostro appoggio in una sua conseguente azione
di denuncia penale. La nostra posizione è semplice: il Ministro ha presentato
una denuncia penale? Silenzio”. Inoltre, aggiunge Fiano, “perché il Ministro
non può parlare esplicitamente? Qualcuno potrebbe pensare che il silenzio sia
conseguenza di un ricatto o magari che il Ministro voglia lanciare messaggi
occulti nei confronti di chi avrebbe fatto le pressioni”.
Francesco Paolo Sisto, Forza
Italia, e avvocato: “il pubblico ufficiale è obbligato a presentare denuncia in
caso di reati penali”
“L’articolo 331 del codice di
procedura penale obbliga il pubblico ufficiale, laddove vi siano segnali di
reato, a trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica. Questo è un
obbligo dal quale immagino lei, Presidente, non intenda sottrarsi”. Così il
deputato di Forza Italia e Capogruppo in Commissione Affari Costituzionali,
Francesco Paolo Sisto, intervenendo nell’Aula di Montecitorio sull’ordine dei
lavori nel corso delle comunicazioni del governo sul crollo del ponte Morandi
di Genova. “La pubblicità degli atti- ha aggiunto Sisto- non esime il pubblico
ufficiale che abbia contezza di reati dall’immediata trasmissione degli atti
alla Procura della Repubblica, che potrebbe non averne conoscenza nonostante la
formale pubblicità dei lavori parlamentari. Credo, dunque, che la richiesta di
adempimento all’obbligo di denuncia sia doverosa e che, ove non fosse esaudita,
potrebbero configurarsi responsabilità di tipo omissivo che, mi auguro, nessuno
intenda assumersi. Convinto che in quest’Aula regni il rispetto delle regole,
la invito caldamente a dare seguito a questa richiesta relativa a quanto
incredibilmente affermato dal Ministro Toninelli”.
Sono cinque le risoluzioni
presentate nell’Aula della Camera sulle comunicazioni rese dal ministro delle
Infrastrutture Danilo Toninelli relativamente al crollo del Ponte Morandi. M5S
e Lega hanno presentato un documento unico; gli altri sono di Pd, Fdi, Leu ed
Fi.
Cgil Genova e Liguria: attenzione
a deroghe diritti di chi lavora
“Siamo tutti d’accordo che nella
ricostruzione del Ponte Morandi il fattore tempo è determinante, ma occorre
prestare attenzione perché non potranno essere accettabili logiche derogatorie
che penalizzano i lavoratori degli appalti mettendo a rischio l’esecuzione
delle opere. Pertanto, proprio perché di fronte alla tragedia che ci ha colpito
dobbiamo fare presto e bene, nel rivendicare misure eccezionali e di urgenza,
confermiamo la nostra piena disponibilità ad affrontare con gli strumenti della
contrattazione tutte le difficoltà che questa fase straordinaria ci proporrà”.
Così, in una nota, Ivano Bosco e Federico Vesigna, segretari generali di Cgil
Genova e Liguria. I sindacalisti ricordano che, “in queste settimane seguite al
crollo del Ponte Morandi, l’imperativo per la città di Genova e la regione
Liguria è stato quello di far presto”. “Sin da subito – fanno notare – si è
registrata una reazione positiva di tutta la comunità che è quotidianamente
impegnata a ricercare le soluzioni per garantire il ripristino di condizioni
accettabili di vivibilità, lavoro, mobilità. Il sindacato si è messo
immediatamente a disposizione per agevolare tutti quei processi che possano
contribuire a gestire l’emergenza: dal porto all’edilizia, alle problematiche
legate al credito (mutui), sino ad arrivare agli orari flessibili per tante
aziende private e per il sistema dei servizi del pubblico impiego”.”Quello che
però deve essere chiaro, anche al presidente Toti che oggi torna sulle norme
per superare il Codice appalti, è che da questa tragedia -continuano i sindacalisti-
deve nascere il riscatto di una città che già troppo ha pagato. Il concetto di
superamento delle regole deve essere attentamente esplicitato: il codice
infatti tutela anche le questioni legate alla sicurezza e ai diritti dei
lavoratori e tutela le opere dalle infiltrazioni mafiose. E’ evidente come una
situazione straordinaria imponga una iniziativa straordinaria che deve però
esaurirsi nel rapido affidamento e avvio dei lavori”.
Intanto, sollecitati anche da una
delegazione di sfollati, Comune e Regione chiedono al governo la legge speciale
per Genova
Il consiglio regionale della
Liguria e quello comunale di Genova, riuniti in seduta congiunta oggi
sull’emergenza di ponte Morandi, hanno approvato all’unanimità l’ordine del
giorno contente la richiesta al governo di una legge speciale per Genova. Nel
documento si impegnano il sindaco e il presidente della giunta regionale a
chiedere una legge che snellisca le procedure per l’affidamento dei lavori di
progettazione e di esecuzione delle opere di ricostruzione del viadotto
verificando se ci siano le condizioni per prevedere per il periodo
dell’emergenza, la sospensione del pagamento di mutui, tributi, contributi e
premi, l’indicazione di un Commissario straordinario per la ricostruzione. Tra
i punti da verificare anche se esistano condizioni per prevedere strumenti come
la Zes, Zona economica speciale, che prevedano finanziamenti e misure
specifiche di carattere economico e fiscale, compresi strumenti di integrazione
salariale a favore delle attività economiche coinvolte e l’attivazione di
specifici ammortizzatori sociali. “Ci siamo autoconvocati stamani, nessuno ci
ha invitato al consiglio congiunto. C’era tensione. Ora le cose sono state
chiarite. Abbiamo bisogno delle istituzioni”. Lo dicono gli sfollati dell’area
di ponte Morandi dopo un incontro con il sindaco di Genova Marco Bucci. Stamani
gli sfollati si sono presentati in consiglio regionale, alcuni sono entrati nei
posti per il pubblico, altri sono stati accolti, in un secondo momento, in una
sala munita di schermi per seguire il dibattito. Il sindaco ha promesso
monitoraggio del ponte, garanzie di entrata nelle case e regole per gli
indennizzi. “Il sindaco ci ha dato un percorso che abbiamo condiviso – ha detto
un portavoce del comitato degli ex-abitanti di via Porro, Franco Ravera -. In
settimana ci sarà un monitoraggio strumentale del manufatto per vedere
variazioni strutturali o meno. Qualora gli strumenti facessero rilevare che non
ci sono spostamenti e criticità, pur nella precarietà del manufatto, il sindaco
si accollerebbe l’onere di modificare l’ordinanza sindacale e permetterci in
certe fasce orarie, con accompagnamento dei vigili e con opportune
strumentazioni, come piani elevatori, di entrare nelle case a togliere quanto
possibile”. Ravera ha aggiunto che “prima di un’eventuale demolizione, il
sindaco si impegna a definire parametri di indennizzo per le case che verranno
buttate giù. Le case che ci vengono attribuite adesso sono temporanee, non è il
nostro alloggio. Noi vogliamo ricostruire la nostra casa e la nostra comunità
dove possibile. Oggi non sappiamo nulla”.
E tra il governatore ligure Toti
e il vicepremier Di Maio scoppia la rissa sui soldi agli sfollati
“Gli sfollati sono in balia delle
elemosine di Di Maio perché i soldi che ricevono sono quelli decisi dal
governo, quindi da Di Maio stesso. Se pensa che siano pochi, li aumenti subito,
noi siamo più che d’accordo”. Così il governatore della Liguria e commissario
per l’emergenza di Ponte Morandi, Giovanni Toti, ha risposto alle ultime
dichiarazioni del vice premier Luigi Di Maio, secondo cui gli sfollati
sarebbero stati lasciati in balia dell’elemosina di Autostrade. “Le famiglie
che hanno dovuto abbandonare le loro case -ha ricordato il governatore- stanno
tutte avendo un alloggio pubblico. E a tempo di record, grazie a Comune e
Regione. Mentre di Maio esternava alla stampa -ha sottolineato Toti- il sindaco
ed io eravamo riuniti con gli sfollati, per chiarire tutti i dubbi e le
comprensibili apprensioni. Per aiutare Genova servono meno polemiche e più
fatti concreti. Noi -ha concluso il commissario per l’emergenza- aspettiamo le
leggi che ci consentano di aprire e accelerare cantieri, risarcire cittadini e
imprese e ricostruire il ponte”.

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