Alessandro Cardulli - JOBnews
05 Settembre 201
05 Settembre 201
Ci provano Salvini Matteo e Luigi
Di Maio, detto giggetto, a far credere agli italiani che tutto va per il
meglio, che le promesse elettorali saranno mantenute punto per punto. Il
vicepremier Salvini se la prende con i mercati. Di Maio con le agenzie di
rating. Dice il capo leghista: “Dubbi dei mercati? Saremo compresi dai fatti”.
La lingua italiana non è il suo forte. Voleva dire che i fatti dimostreranno
che manteniamo gli impegni. Ed infatti afferma: “Mi stupisce che non si
apprezzi il fatto che manteniamo gli impegni espressi in campagna elettorale”.
Poi annuncia a proposito del debito e del documento di Economia e Finanza e del
Bilancio: “Io voglio fare spesa utile”. E qui arriva l’ironia: “Spero che
rientri nei canoni europei”. Poi il grande annuncio: “Nella manovra ci sarà un
primo passo e tanti italiani pagheranno meno tasse”. Poi un capolavoro
salviniano: “Ci si può avvicinare al 3%?” si è chiesto. “Lo sfioreremo,
dolcemente, come i leghisti sanno fare, senza superarlo”. Quel “dolcemente” in
bocca ad un leghista è davvero un capolavoro. Chissà a cosa pensa il
vicepremier e capobastone leghista? Sui social qualcuno ricorda una veste
femminile, tutta in trasparenza.
Il ministro degli Interni, mani
sui fianchi, porta un volgare attacco a Maurizio Martina
In contrasto con il Salvini, il
rude, che spesso si mette le mani sui fianchi, prima di iniziare un
comiziaccio. Ricorda un altro che si metteva le mani sui fianchi, gonfiava il
petto, poi salutava col saluto romano tanti anni fa. Non gli andò bene. Anzi.
Oggi quel saluto lo fanno i neofascisti Ma non gli andò proprio bene. E quando
parla degli avversari politici, cosa del tutto legittima, ti fa capire che li
considera nemici, l’offesa è la sua specialità. Sentite come un vicepremier,
ministro degli Interni, parla di un suo avversario politico, il segretario del
Pd. “Secondo me – dice – Martina l’ha scelto Renzi così lui continua a fare
bella figura”. E poi, “io pensavo che la persona più fisicamente triste fosse
Fassino. No – dice – Martina riesce ad andare oltre. Io vedo Martina e mi viene
voglia di dire, hai bisogno di due euro? Posso offrirti un tramezzino”. Di
Maio, più “moderato”, ci tiene a far sapere che ormai ci siamo, reddito di
cittadinanza, il primo obiettivo, e
revisione della Fornero sono cose fatte. Non solo. Mentre Salvini parla
di sfiorare “dolcemente il 3%” lui, il giggetto, pure vicepremier e ministro
dello Sviluppo economico e del Lavoro, parla di sforare il 3% e afferma che
“non possiamo star dietro a un’agenzia di rating e poi pugnalare alle spalle
gli italiani”.
Le parole reddito di cittadinanza
neppure pronunciate dal capo leghista
Anche il Salvini, a dire il vero,
aveva fatto propria questa richiesta, poi ci ha ripensato visto che il ministro
Tria, il responsabile dell’Economia, stava alzando le barricate ed aveva preso
qualche impegno con i Commissari Ue. Lui è rimasto dell’idea dello sforamento,
sostenuto anche, guarda caso, dal sottosegretario alla presidenza del
Consiglio, quello che viene indicato come “la mente” della Lega, Giancarlo
Giorgetti e dal viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia, leghista di
peso. E martedì si riunisce il vertice leghista per decidere quali misure
inserire nella manovra, l’aggiornamento del Def. Lui ha anticipato annunciando
che la riunione dovrà indicare “un cambio di direzione su pensioni, tasse,
accise”. Le parole reddito di cittadinanza neppure pronunciate.
Intanto, il ministro Tria, di
ritorno dalla Cina, ha fatto capire che si dovrebbe stare lontani dal 3% ed al
ministero si dice che stiano preparando il documento indicando il 2%. E Conte?
Pare si sia convinto che quel 3% venga messo da parte. Non parla, forse
ascolterà qualche consiglio del Capo dello Stato che avverte l’isolamento
dell’Italia. Del resto, era stato annunciato che il Consiglio dei ministri, il
primo dopo le vacanze, avrebbe affrontato a conclusione dei lavori, molto
importanti, viste anche le drammatiche notizie che arrivano dalla Libia, i
problemi economici. Tutti i ministri convocati. Ma non sarà così. Il presidente
Conte è assente, rientra a Roma domani. Presiede il vicepresidente Salvini.
Assente anche l’altro vice, il Di Maio, a Foggia per altri impegni. Non c’è
notizia neppure del ministro Tria. La riunione si limita ad esaminare pratiche
ordinarie. Il Salvini già che c’è, trova il modo di far sapere chi è. A proposito
del taser la nuova dotazione per le forze di polizia dichiara: “In prospettiva
mi piacerebbe che fosse presente in tanti ambienti, penso ad esempio ai treni
su cui si viaggia” perché “non può essere un’avventura viaggiare sui treni”,
confermando il “bentornata” alla capotreno di Trenord “che ha chiesto
educatamente – parole del ‘dolce’
Salvini – a due zingari di non rompere le palle”.
La situazione economica
dell’Italia volge al peggio
Tutto questo avviene mentre la
situazione economica del nostro Paese volge al peggio. Addirittura Salvini e Di
Maio invece di guardare alla realtà, mettono sotto accusa le agenzie di rating
che segnalano le difficoltà in cui si dibatte l’Italia. In particolare sul
banco degli imputati è Fitch, che ha osato indicare prospettive negative per
l’economia italiana. Non possiamo farci guidare dallo spread hanno gracchiato
Salvini e Di Maio. Ma quotidiani come il Wall Street Journal titolano “la
politica italiana tiene gli investitori globali sulle spine”. E parlano di una
legge di Bilancio che “mette il debito del Paese in una direzione insostenibile
e amplifica le tensioni con Bruxelles. Il gap tra il debito italiano e quello
tedesco ha raggiunto in agosto il massimo degli ultimi cinque anni”. Se
pensiamo che ci sono stati sottosegretari che hanno brindato al fatto che i
titoli italiani hanno avuto una forte vendita,
ci vengono i brividi. Certo che gli acquisti sono andati bene, ma ciò lo
si deve al fatto che gli interessi sono saliti vertiginosamente. Acquistare era
un affare. Anche oggi lo spread fra i titoli italiani e i bond tedeschi ha
superato quota 290 per poi ripiegare su quota 285 con un rendimento che si
attesta al 3,1%. In un paese in cui la crescita è prevista all’1,2, la flat
tax, il reddito di cittadinanza e la riforma pensionistica aggiungono ulteriori
spese tra il 4,5% e il 7% del Pil, secondo le stime di Ubs, il gruppo bancario
dell’eurozona, banca privata di investimenti.
Calano gli acquisti dei nostri
titoli di Stato da parte della Bce
Da segnalare che ad agosto sono
calati a 3,598 miliardi gli acquisti dei titoli di Stato italiani da parte
della Banca centrale europea, segnando una riduzione dell’11,6% (471 milioni),
rispetto ai 4,069 miliardi di luglio, portando il totale a 356,4 miliardi. In
negativo anche il Pmi, Purchasing managers index, cioè l’indice dei direttori
agli acquisti, figure chiave che hanno il polso della situazione aziendale. Nei
diversi Paesi i direttori agli acquisti hanno una loro associazione
professionale, e attraverso queste associazioni svolgono un sondaggio presso i
propri associati. Questi sondaggi sono molto seguiti perché il campione è molto
esteso e i risultati delle inchieste si sono rivelati affidabili nel tracciare
e anticipare la congiuntura. Per quanto riguarda l’Italia è scesa da 51,5 del
luglio a 50,1 ad agosto toccando i
minimi da 2 anni. In una intervista al Corriere il professor Cottarelli indica
in 50 miliardi il costo della flat tax, 8 miliardi per superare la legge
Fornero, 17 miliardi per il reddito di cittadinanza. Totale 75 miliardi. Dice
Cottarelli: “Se uno mi dice ce ne freghiamo delle agenzie di rating e
aumentiamo il deficit poi mi deve spiegare dove trova chi ci presta i soldi”.

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