Leo Lancari – Il manifesto
7/08/2018
Abolizione della protezione
umanitaria, prolungamento dei tempi di detenzione nei Centri per il rimpatrio e
cancellazione del gratuito patrocinio per i profughi che avranno avuta la
domanda di asilo respinta dalla Cassazione. E ancora, norme più severe per il
riconoscimento della cittadinanza e maggiori finanziamenti per i rimpatri.
Annunciato più volte dal ministro
degli Interni Matteo Salvini, il decreto sicurezza sarebbe ormai in dirittura
di arrivo almeno nella parte che riguarda i migranti, quella a cui tiene
maggiormente il ministro leghista. Le ultime rifiniture ai 15 articoli che
compongono il testo verranno fatte tra oggi e domani da Salvini con il collega
della Giustizia Alfonso Bonafede. Bisogna vedere adesso se il giro di vite
proposto solleverà le proteste dei pentastellati. In caso contrario, nel caso
cioè tutto fili liscio per Salvini magari per la scelta del M5S di affidare
eventuali modifiche al parlamento, il decreto potrebbe vedere la luce già con
il prossimo consiglio dei ministri.
PROTEZIONE UMANITARIA Per il
Viminale ogni anno vengono rilasciati troppi permessi di soggiorno per motivi
umanitari in rapporto alle altre forme di protezione internazionale. Da qui la
decisione di cancellare di fatto l’istituto eliminando la possibilità «per le
Commissioni territoriali e per il Questore di valutar rispettivamente la sussistenza
dei ’gravi motivi di carattere umanitario’ e dei ’seri motivi, in particolare
di carattere umanitario risultanti da obblighi costituzionali o internazionali
dello Stato italiano». Sono previste delle eccezioni: sarà ancora possibile
ottenere la protezione umanitaria in caso di «condizioni di salute di
eccezionale gravità e nelle situazioni contingenti di calamità naturale nel
Paese di origine che impediscono temporaneamente il rientro dello straniero in
condizioni di sicurezza».
STOP AL GRATUITO PATROCINIO
L’obiettivo è quello di ridurre i ricorsi in Cassazione di quanti hanno avuto
respinta la domanda di asilo. Per questo il decreto prevede l’esclusione che il
difensore della parte ammessa al gratuito patrocinio abbia diritto
all’anticipazione di spese ed onorari a carico dell’erario quando
l’impugnazione è dichiarata improcedibile o inammissibile».
RIMPATRI Previsto il
finanziamento di 500 mila euro per il 2018 e di 1,5 milioni di euro l’anno per
il biennio 2019-20 del Fondo destinato ai rimpatri di «coloro che non hanno
titolo di soggiornare nel territorio italiano».
CENTRI PER I RIMPATRI Oggi un
migrante irregolare può essere trattenuto in un centro per i rimpatri al
massimo per 90 giorni, il tempo necessario per ottenere il via libera al
rimpatrio da parte del Paese di origine. Scaduto questo temine deve essere
rilasciato. Il Viminale propone di allungare la detenzione fino a sei mesi e di
creare ulteriori 400 posti da aggiungere agli attuali 880.
A oggi i Cpr aperti sono sei:
Torino, Roma, bari, Brindisi, Caltanissetta e Palazzo San Gervasio (Pz). Almeno
altri quattro dovrebbero essere aperti entro l’anno a Milano, Macomer (Nu),
Modena e Gradisca d’Isonzo (Go).
REATI La protezione
internazionale potrà essere negata o revocata ai profughi condannati con
sentenza definitiva per i seguenti reati: violenza sessuale, produzione,
traffico e detenzione non per uso personale di droga, rapina, estorsione,
violenza o minaccia a pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale,
lesioni personali gravi e gravissime, mutilazione di organi genitali femminili,
furto e furto in abitazione aggravati dal porto di armi o narcotici.
UNITA’ DUBLINO Hanno il compito
di individuare lo Stato Ue competente all’esame delle domande di asilo. Oggi ne
esiste una sola presso il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione
del ministero degli Interni, Per velocizzare le procedure è prevista l’apertura
di altre Unità presso alcune prefetture.
CITTADINANZA Il decreto «incide
sul riconoscimento della cittadinanza jure sanguinis, che attualmente opera
senza limiti di generazione, e che negli ultimi anni ha determinato un
incremento esponenziale di domande». Se il provvedimento passerà senza
modifiche, in futuro la trasmissione della cittadinanza sarà limitata «ai
discendenti in linea diretta di seconda grado che possono documentare lo status
civitatis italiano del loro ascendente».


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