Carlo Lania - Il manifesto
11 settembre 2018
Le politiche sull’immigrazione
del governo giallo verde, ma anche le ripetute aggressioni nei confronti dei
migranti, preoccupano l’Onu che ieri ha annunciato di voler inviare in Italia
«un team di osservatori per verificare l’aumento di atti di violenza e di
razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e Rom».
A PUNTARE IL DITO contro Roma è
il neo Alto commissario Onu per i diritti umani, l’ex presidente del Cile
Michelle Bachelet preoccupata soprattutto per la decisione di Roma di chiudere
i porti alle navi delle ong e per l’aumento di morti nel Mediterraneo. «E
questo anche se il numero degli sbarchi è diminuito», ha sottolineato la
Bachelet aggiungendo che osservatori Onu si recheranno anche in Austria.
L’ex presidente del Cile è
intervenuta ieri a Ginevra aprendo i lavori del Consiglio Onu per i diritti
umani nel quale ha indicato come priorità del suo mandato le condizioni
disperate in cui si trovano a vivere i Rohingya in Birmania, le condanne a
morte comminate dal regime egiziano a 75 esponenti della Fratellanza musulmana
e le emergenze in atto in Venzuela, Cina, Yemen, Nicaragua e Siria. Senza
dimenticare l’«irragionevole» decisione presa dall’amministrazione Trump di
separare i figli del migranti dai genitori al confine con il Messico.
MA È ALL’UNIONE EUROPEA e in
particolare all’Italia che la Bachelet, nominata il 10 agosto scorso a capo
dell’Alto commissariato per i diritti umani, dedica maggiore attenzione. Nel
mirino ci sono le politiche messe in atto per fermare le partenze dei barconi
con i migranti dalla Libia. «L’Unione europea dovrebbe essere incoraggiata a
stabilire un’operazione dedicata alla ricerca e al soccorso umanitario di persone
che attraversano il Mediterraneo e ad assicurare che l’accesso all’asilo e ai
diritti umani venga garantito».
Così invece, stando anche ai
rapporto forniti all’Alto commissariato da numerose organizzazioni non
umanitarie, non avviene. «Il governo italiano ha negato l’accesso a
imbarcazioni di soccorso delle Ong. Questo tipo di atteggiamento politico e
altri sviluppi recenti hanno conseguenze devastanti per molte persone già
vulnerabili», ha aggiunto Bachelet ricordando come «nonostante il numero di migranti
che attraversano il Mediterraneo sia sceso, il tasso di mortalità di quelli che
intraprendono questa pericolosa traversata nei primi sei mesi di quest’anno è
stato ancora più alto di quanto non fosse precedentemente». Secondo l’Oim,
l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, da gennaio sono state 1.104
le vittime solo nel Mediterraneo centrale.
NON È CERTO LA PRIMA VOLTA che
l’Onu interviene per condannare le politiche di contrasto dei migranti. Nel
novembre dello scorso anno fu l’allora Alto commissario per i diritti umani
Zeid Raad Al Hussein a prendere la parola definendo «disumana» la decisione
dell’Ue di affidare alla Guardia costiera libica il compito di bloccare i
migranti e di riportarli nel paese nordafricano.
Allora, però, nonostante fosse
già cominciata la campagna contro le navi delle Ong, i porti italiani erano
ancora aperti e quanti venivano salvati nel Mediterraneo potevano sbarcare e
ricevere assistenza.
Da allora la situazione è
peggiorata, e non solo perché sulla pelle dei migranti è cominciato un assurdo
braccio di ferro tra Roma e Bruxelles. Ma anche per le numerose aggressioni
verificatesi nel corso dell’estate contro cittadini di origine straniera: 14 in
soli due mesi. Tutti fatti che per l’Onu giustificano la messa sotto osservazione
dell’Italia.

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