Paolo Soldini - Striscia
rossa
13 settembre 2018
In Italia c’è un “forte
incremento di atti di violenza e di razzismo contro migranti, persone di
discendenza africana e Rom” e l’Alto Commissario dell’ONU per la tutela dei
diritti umani Michelle Bachelet decide l’invio di ispettori a Roma. Altri
ispettori andranno a Vienna, perché anche in Austria, dopo l’insediamento del
governo formato dai Popolari e dal partito dell’estrema destra xenofoba, sono
andati crescendo episodi di violenza e di discriminazioni gravi contro i
migranti.
Questa è la prima parte della
notizia, quella seria che non ci fa proprio onore, arrivata ieri da New York.
La seconda parte è che il ministro dell’Interno italiano ha risposto da Roma
dichiarando guerra all’ONU, un organismo “prevenuto e disinformato” che “costa
miliardi di euro” per “finanziare sprechi, mangerie e ruberie” e che “vorrebbe
venire a dare lezioni agli italiani e poi ha paesi che praticano tortura e pena
di morte”. Come combatterà il governo italiano la sua guerra contro
l’organizzazione di tutte le nazioni del mondo? Semplice. Smetteremo di versare
“i cento milioni di dollari del nostro contributo”, dice Salvini. Sbagliando i
calcoli giacché a dire il vero il nostro contributo è ben più alto: circa 260
milioni di dollari l’anno. Ma questi sono dettagli.
L’essenziale è che, rinverdendo
l’antico vanto “molti nemici, molto onore”, il ministro e vicepremier promette
di mandare alla fame le Nazioni Unite tutte intere. Dev’essere un vizio: poche
settimane fa, nel pieno dell’infame ricatto sulla pelle dei poveretti della
nave Diciotti, aveva minacciato di tagliare i contributi all’Unione Europea.
Anche in quel caso la quantificazione della ritorsione era stata piuttosto
imprecisa, stavolta in eccesso: 20 miliardi di euro contro i 13 del nostro
contributo alle casse di Bruxelles. Chissà se anche ora, come allora, l’altro compare
della strana coppia che ci governa, l’ineffabile Gigino Di Maio gli
pappagalleggerà dietro.
Per tornare alla parte seria, e
per noi molto triste, della notizia, la decisione di mandare ispezioni a Roma e
a Vienna è stata presa da Michelle Bachelet, figlia di un membro del governo di
Salvador Allende morto per le torture subìte in carcere, lei stessa a lungo
imprigionata sotto la dittatura di Pinochet (in Cile, Di Maio, non in Bolivia)
e poi dal 2004 al febbraio scorso presidente della Repubblica, subito dopo il
suo insediamento a capo dell’Alto Commissariato. La scelta è stata motivata
così, oltre che dalle numerose denunce arrivate a New York su episodi di
violenza razzista in Italia, anche dalle disposizioni impartite dalle autorità
di Roma sul trattamento delle navi che soccorrevano i profughi. Il Governo italiano – ha detto Bachelet – ha
negato l’ingresso di navi di soccorso delle Ong. Questo tipo di atteggiamento
politico e di altri sviluppi recenti hanno conseguenze devastanti per molte
persone già vulnerabili. Anche se il numero dei migranti che attraversano il
Mediterraneo è diminuito, il tasso di mortalità per coloro che compiono la
traversata è risultato nei primi sei mesi dell’anno ancora più elevato rispetto
al passato”.
Sarebbe utile se il governo
italiano, invece di dichiarare guerra all’ONU, rispondesse nel merito a queste
accuse.

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