Federico Pozzi – Redazione Sinistra
11 settembre 2018
Forse molti di voi non sanno chi
sia Will Hunting, è un bel film con Robin Willams e Matt Damon, Damon interpreta Willam Hunting ,ragazzo
geniale cresciuto nei quartieri poveri che si è fatto strada da solo, con
tenacia, Willams lo psicologo Maguire che cerca di aiutarlo, nel film c'è una
scena epica che viene sempre (a mio avviso) mal interpretata come il trionfo
dell'educazione "della strada", contro l'educazione "dei
libri", Will Hunting fa rimanere di merda uno studentello di università
che prendeva per il sedere uno dei suoi amici fraterni, questa scena, è credo
una delle meno capite dell'intera storia del Cinema. Will Hunting infatti non
pesta lo studentello universitario, non usa la sua forza fisica per sopraffarlo,
anzi lo frega sul suo terreno della conoscenza e dell'intelligenza, lo frega
citandogli gli stessi libri che ha letto lui, ma Will Hunting li ha capiti
meglio, li ha approfonditi meglio, lo studentello invece si limita a ripetere a
pappagallo le nozioni dei libri senza un minimo di capacità di critica, non è
il trionfo dell'educazione "della strada" contro quella "dei
libri", ma serve a farci capire il valore dello studio che ha permesso a Will
Hunting di dare una lezione (e con meno spesa) al privilegiato studente
universitario. Se Will Hunting avesse dato un pugno allo studente universitario,
mandandolo steso per terra non sarebbe "geniale" sarebbe solo uno dei
tanti bulletti di periferia, non diverso dai suoi amici e probabilmente avrebbe
fatto scappare la ragazza a cui evidentemente era interessato.
Perché tutta questa premessa ?
Per far capire ,che nonostante
quella scena sia stata presa come paradigma della cultura "della
strada" (o "della vita") che vince sulla cultura dei
"libri", il senso è l'inverso .
Per tornare ad eventi più reali
(e attuali) di quelli descritti nel film dal senatore Mario Pittoni, l'uomo che
dovrebbe "licenziare" la riforma della "buona scuola"
Renziana senza aver mai chiarito quale fosse il suo titolo di studio e aggiunge
con un tocco di arroganza, tipicamente leghista, quanto del nazismo che quello che
c'è da sapere non l'ha appreso da "polverosi libri", insomma come
tanti utenti su facebook o su altri social network, il senatore Pittoni si
presenta come uno dei tanti laureati "all'università della vita" (o
della strada).
Ora chi mi conosce sa benissimo
che io odio cavalcare la questione dei titoli di studio, per me non è da
mettere alla berlina chi ha meno titoli, né mi voglio atteggiare a supremo
giudice, semplicemente perché Tizio o Caio o Sempronio ha "meno titoli",
ho già rilevato in altre occasioni che forse uno dei problemi della cerchia di
noi intellettuali é che ci prendiamo troppo sul serio, siamo troppo convinti
che le nostre opinioni siano oro colato, non ci mettiamo abbastanza in
discussione, diventiamo un ceto autoreferenziale, io sono e rimango leninista.
Lenin aveva affermato, infatti,
che una cuoca deve poter guidare lo stato.
Ho conosciuto molte persone che
si autodefiniscono :"ignoranti" o "analfabete", ma la loro
curiosità, voglia di conoscere, sapere mi ha spinto a migliorarmi, a fare
ricerche più approfondite a pormi anche domande antipatiche o con cui non
volevo confrontarmi.
Quindi quale è il problema delle
dichiarazioni di Pittoni ?
Il problema ovviamente è nel modo
e nel pensiero politico che c'è dietro una dichiarazione come questa. Quando dico che una
cuoca deve guidare uno stato, intendo (esattamente quello che intendeva Lenin)
che lo stato deve essere capace di garantire un tale livello di istruzione e di
conoscenza che un qualsiasi individuo, anche il più umile, possa essere messo
al timone di una cosa complessa come una nazione, non intendo insomma farmi
araldo del "semplicismo", il semplicismo è nemico del pensiero ergo è
nemico della democrazia che è soprattutto conflitto dialettico, ovvero ciò per
cui ritengo sia fatto l'essere umano.
Quando critico gli intellettuali
li critico perché non si mettono mai in discussione pensando di avere in mano
le verità assolute e non distribuiscono di più in giro la loro conoscenza, come
se ne fossero gelosi, insomma la spiegazione "io ne so più di te, quindi
statti zitto e ascoltami" a me non ha mai convinto ne convincerà mai.
D'altra parte non posso certo
sposare chi inneggia ad una fantomatica "università della vita", a
chi denigra il libro, la conoscenza come inutile orpello che è ciò che fecero i
nazisti. Qualcuno avrà sicuramente già fatto notare che tra definire i libri
"polverosi" a bruciarli alla luce delle torce perché
"sgraditi" non c'è unno spazio così ampio, non c'è bisogno di citare
quanto ampiamente la cultura nazista si ispirasse ad una fantomatica
:"Lebens Kulture" (cultura della vita), che stigmatizzava quei "gobbosi studiosi" il cui sapere era
troppo "teorico" e poco "pratico" e che condannava a
morte la disprezzata cultura
"wemariana, socialista, anazionale, aetnica" degli anni venti.
Il senatore Pittoni forse crede
di essere William Hunting, un genio ribelle, ma Willam Hunting non aveva per
niente disprezzato i "polverosi libri", poteva persino permettersi un
pò di spocchia, la spocchia del genio.
Il senatore Pittoni invece evidentemente non è un genio
(lo dicono i fatti, del resto già essersi iscritto alla lega è un indizio che
conferma questa ipotesi) e più che un genio ribelle somiglia ad un banalissimo
idiota, come ce ne sono tanti, che giustifica la sua mancanza di cultura sia
teorica che pratica con un inno alle cose che non ha imparato sui "polverosi
libri" (per altro il sottoscritto si chiede se abbia imparato qualcos'altro
da qualche altra parte, non so magari dalle figurine degli album panini?),
forse invece a quei "polverosi libri" avrebbe fatto meglio a darci un
occhiata specialmente se si vuole occupare di scuola, così, forse avrebbe
evitato di dire le sciocchezze che ci ha propinato.

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