martedì 11 settembre 2018

LA MIA OPINIONE No, egregio senatore Pittoni, non tutti sono Will Hunting.


Federico Pozzi – Redazione Sinistra
11 settembre 2018


Forse molti di voi non sanno chi sia Will Hunting, è un bel film con Robin Willams e  Matt Damon, Damon interpreta Willam Hunting ,ragazzo geniale cresciuto nei quartieri poveri che si è fatto strada da solo, con tenacia, Willams lo psicologo Maguire che cerca di aiutarlo, nel film c'è una scena epica che viene sempre (a mio avviso) mal interpretata come il trionfo dell'educazione "della strada", contro l'educazione "dei libri", Will Hunting fa rimanere di merda uno studentello di università che prendeva per il sedere uno dei suoi amici fraterni, questa scena, è credo una delle meno capite dell'intera storia del Cinema. Will Hunting infatti non pesta lo studentello universitario, non usa la sua forza fisica per sopraffarlo, anzi lo frega sul suo terreno della conoscenza e dell'intelligenza, lo frega citandogli gli stessi libri che ha letto lui, ma Will Hunting li ha capiti meglio, li ha approfonditi meglio, lo studentello invece si limita a ripetere a pappagallo le nozioni dei libri senza un minimo di capacità di critica, non è il trionfo dell'educazione "della strada" contro quella "dei libri", ma serve a farci capire il valore dello studio che ha permesso a Will Hunting di dare una lezione (e con meno spesa) al privilegiato studente universitario. Se Will Hunting avesse dato un pugno allo studente universitario, mandandolo steso per terra non sarebbe "geniale" sarebbe solo uno dei tanti bulletti di periferia, non diverso dai suoi amici e probabilmente avrebbe fatto scappare la ragazza a cui evidentemente era interessato. 
Perché tutta questa premessa ? 
Per far capire ,che nonostante quella scena sia stata presa come paradigma della cultura "della strada" (o "della vita") che vince sulla cultura dei "libri", il senso è l'inverso . 
Per tornare ad eventi più reali (e attuali) di quelli descritti nel film dal senatore Mario Pittoni, l'uomo che dovrebbe "licenziare" la riforma della "buona scuola" Renziana senza aver mai chiarito quale fosse il suo titolo di studio e aggiunge con un tocco di arroganza, tipicamente  leghista, quanto del nazismo che quello che c'è da sapere non l'ha appreso da "polverosi libri", insomma come tanti utenti su facebook o su altri social network, il senatore Pittoni si presenta come uno dei tanti laureati "all'università della vita" (o della strada). 
Ora chi mi conosce sa benissimo che io odio cavalcare la questione dei titoli di studio, per me non è da mettere alla berlina chi ha meno titoli, né mi voglio atteggiare a supremo giudice, semplicemente perché Tizio o Caio o Sempronio ha "meno titoli", ho già rilevato in altre occasioni che forse uno dei problemi della cerchia di noi intellettuali é che ci prendiamo troppo sul serio, siamo troppo convinti che le nostre opinioni siano oro colato, non ci mettiamo abbastanza in discussione, diventiamo un ceto autoreferenziale, io sono e rimango leninista. 
Lenin aveva affermato, infatti, che una cuoca deve poter guidare lo stato. 
Ho conosciuto molte persone che si autodefiniscono :"ignoranti" o "analfabete", ma la loro curiosità, voglia di conoscere, sapere mi ha spinto a migliorarmi, a fare ricerche più approfondite a pormi anche domande antipatiche o con cui non volevo confrontarmi. 
Quindi quale è il problema delle dichiarazioni di Pittoni ? 
Il problema ovviamente è nel modo e nel pensiero politico che c'è dietro una dichiarazione come questa. Quando dico che una cuoca deve guidare uno stato, intendo (esattamente quello che intendeva Lenin) che lo stato deve essere capace di garantire un tale livello di istruzione e di conoscenza che un qualsiasi individuo, anche il più umile, possa essere messo al timone di una cosa complessa come una nazione, non intendo insomma farmi araldo del "semplicismo", il semplicismo è nemico del pensiero ergo è nemico della democrazia che è soprattutto conflitto dialettico, ovvero ciò per cui ritengo sia fatto l'essere umano.
Quando critico gli intellettuali li critico perché non si mettono mai in discussione pensando di avere in mano le verità assolute e non distribuiscono di più in giro la loro conoscenza, come se ne fossero gelosi, insomma la spiegazione "io ne so più di te, quindi statti zitto e ascoltami" a me non ha mai convinto ne convincerà mai.  

D'altra parte non posso certo sposare chi inneggia ad una fantomatica "università della vita", a chi denigra il libro, la conoscenza come inutile orpello che è ciò che fecero i nazisti. Qualcuno avrà sicuramente già fatto notare che tra definire i libri "polverosi" a bruciarli alla luce delle torce perché "sgraditi" non c'è unno spazio così ampio, non c'è bisogno di citare quanto ampiamente la cultura nazista si ispirasse ad una fantomatica :"Lebens Kulture" (cultura della vita), che stigmatizzava quei  "gobbosi studiosi" il cui sapere era troppo "teorico" e poco "pratico" e che condannava a morte  la disprezzata cultura "wemariana, socialista, anazionale, aetnica"  degli anni venti. 
Il senatore Pittoni forse crede di essere William Hunting, un genio ribelle, ma Willam Hunting non aveva per niente disprezzato i "polverosi libri", poteva persino permettersi un pò di spocchia, la spocchia del genio. 
Il senatore  Pittoni invece evidentemente non è un genio (lo dicono i fatti, del resto già essersi iscritto alla lega è un indizio che conferma questa ipotesi) e più che un genio ribelle somiglia ad un banalissimo idiota, come ce ne sono tanti, che giustifica la sua mancanza di cultura sia teorica che pratica con un inno alle cose che non ha imparato sui "polverosi libri" (per altro il sottoscritto si chiede se abbia imparato qualcos'altro da qualche altra parte, non so magari dalle figurine degli album panini?), forse invece a quei "polverosi libri" avrebbe fatto meglio a darci un occhiata specialmente se si vuole occupare di scuola, così, forse avrebbe evitato di dire le sciocchezze che ci ha propinato.

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