Federico Pozzi – Redazione Sinistra
13 settembre 2018
L'Accoglienza
"Indiscriminata". Questo secondo il nostro Attaccapanni Supremo, noto
anche come presidente del consiglio, sarebbe
stato il "reato" commesso dall'Italia nell'accogliere i profughi
della "Diciotti", peccato che questo reato sia stato inventato di
sana pianta dall'"avvocato del popolo". Non esiste infatti in nessun
codice internazionale codesto reatoì, anzi, voglio informare l'egregio che
esistono un sacco di codici che condannano apertamente la discriminazione,
compresa la costituzione su cui avrebbe giurato ma che evidentemente pur
essendo un giurista non ha mai letto .
Non è chiaro quale
discriminazione avrebbe dovuto fare l'Italia sui migranti a bordo della
"Diciotti", magari scegliere quelli meno scuri di pelle? Sparare agli
uomini e salvare le donne e i bambini? Discriminarli per fede ?
Probabilmente Giuseppe Conte si
riferisce ad un argomento che Salvini aveva tirato fuori alcuni mesi fa, ovvero
l'idea che i migranti possano richiedere asilo in mare ,ah ,già ma come si richiede
asilo politico?
Ecco è il momento di parlarvene, così
vi renderete conto quanto stupida e illegale possa essere questa opzione.
Con l'assurda richiesta d'asilo
in mare il ministro Salvini ancora una volta, ci dimostra che più
dell'intelligenza potè l'incompetenza (chiedendo scusa a Dante Alighieri per
l'indegna parafrasi). Il ministro (Obergruppenfhurer) del Viminale dimostra la
sua totale mancanza di conoscenza della materia
che attiene all’immigrazione e gli sfugge l’importanza delle leggi
internazionali che pure il nostro Parlamento ha sottoscritto. La questione
riguarda sempre i salvataggi in mare, eliminate le "scandalose"
O.N.G. che si permettevano persino di salvare le vite in mare spesso con
sprezzo del pericolo sotto il fuoco delle mitragliatrici dei libici (Orrore! E
come si sono permesse? Accusiamole di
salvataggio continuato , nel quadro del già citato complotto demoplutoeccetera)
a Salvini sfuggono accordi banalissimi chiamati : Convenzione di Ginevra (1945)
, Convenzione dei dritti del rifugiato (1950 ,1965 e ancora 1983), Accordo
internazionale del salvataggio in mare (1918 ,sic !) , Carta dei diritti umani
,eccetera, eccetera, eccetera (l'elenco sarebbe ancora lungo). Incurante di
tutto ciò straparla di riportare i migranti in Libia , ma la Libia, come
dichiarato nel rapporto O.N.U. del 2011 e in tutti i successivi rapporti
annuali dell'organizzazione fino a oggi, "non costituisce un paese in cui
sono garantite le minime condizioni di sicurezza e la tutela della vita per il
richiedente asilo, l'avente diritto
all'apolidia o ad altre forme di protezione internazionale.", come per
altro riconfermato nei successivi rapporti U.E. e chiarito da Bruxelles nel
rapporto mensile sulla situazione Nord Africana.
Naturalmente si può sempre
decidere di uscire dall'O.N.U. e da tutte quelle fastidiose convenzioni di
"lacci e lacciuoli" che imbrigliano l'Italia, così dichiarava nel
settembre del 1937 un tizio mascelluto al governo all'epoca, sappiamo come è
andata a finire (non benissimo per l'Italia).
Ma il ministro Salvini pare non
avere (ancora) intenzione di imitare il mascelluto su questa strada, almeno per
il momento, così se ne usce con la "geniale" proposta della richiesta
d'asilo in mare il che vuole dire che il ministro non ha idea di come funzioni
in Italia la richiesta d'asilo (e in generale di come sia nel mondo ).
Vi spiego come NON funziona una
richiesta d'asilo: il migrante si presenta al primo tizio che incontra e
dichiara "ehi tu ! Voglio fare richiesta d'asilo politico ". La
richiesta d'asilo, infatti, è un atto giudiziario che va fatto di fronte ad un
avvocato (possibilmente competente in materia d'immigrazione) possibilmente di
fronte a testimoni ed è necessaria spesso la presenza di un interprete che a
norma di legge deve "garantire al richiedente il massimo della privacy per
evitare ritorsioni contro il richiedente o contro la sua famiglia". Immaginate la scena, la nave ferma in
mare,ondegga lievemente sulle onde da giorni, sopra la gente è ovunque, prevale
una puzza di nafta, vomito, acqua salmastra e forse anche di urina e feci, c’è gente
che strilla e urla, feriti, gente mezzo annegata appena salvata dal mare ,
madri che hanno perso dei figli o stanno per partorire, ,genitori che si
riabbracciano, parenti che si cercano , militari che passano e medici che visitano,
gente che non ha cibo e acqua da giorni. L’immagine è di quelle dantescshe, ora
in questa situazione dovrebbero arrivare gli avvocati e raccogliere le
testimonianze per avviare le richieste d'asilo, posto che fosse facile trovare
avvocati che si occupino della faccenda a titolo gratuito (come molto spesso
fanno gli avvocati che si occupano delle richieste d'asilo perché i migranti,
notoriamente non nuotano nell'oro) come farebbero a "garantire la
necessaria pricacy"? Ci sarebbe bisogno inoltre che gli avvocati si
trascinino dietro gli interpreti e non è detto che basti gente che parla
inglese, magari c'è bisogno di uno specialista che parli shwailii o curdo kurmangi
o lingala, perchè nonostante l'inglese (o il francese) sia la lingua ufficiale
di quasi tutti i paesi africani, molti migranti non conoscono la lingua
"ufficiale" del loro paese e parlano solo quella locale (tanto per
fare un esempio macroscopico, gli eritrei parlano il gaaez ovvero l'amarico con
influssi arabi e shwailii e alcuni
"prestiti" inglesi e italiani). È ovvio che tutto è tanto
credibile quasi quanto un maiale volante, come la proposta di fermare i
migranti su apposite piattaforme in mezzo al mare.
Per altro sarebbe il caso di
informare il ministro Salvini che la richiesta d'asilo politico non è l'unica strada
che i migranti potrebbero voler percorrere:
potrebbero appellarsi alla richiesta di apolidia (nessuna cittadinanza)
o a quella di protezione umanitaria , ognuna di queste tre diverse richieste
(senza contare la protezione sussidiaria che mirerebbe a garantire ai migranti
non coperti da queste macrocategorie di risedere comunque legalmente nel nostro
paese) e che ognuna di queste ipotesi ha
un iter giudiziario diverso e spetta all'avvocato consigliare al migrante, dopo
aver raccolto la "storia della sua vita" (ovvero le motivazioni per
cui fa richiesta e alcune informazioni basilari come per esempio dove e quando
è nato) quale procedura scegliere (ed è ovviamente per questo che si deve
garantire la sua privacy, perchè non tutte le persone amano raccontare i cavoli
loro di fronte ad un pubblico, specie quando si tratta di esperienze forti come
torture o delle accuse che potrebbero fare contro membri dell'autorità del loro
stato o di stati terzi.
Detto ciò è chiaro che Salvini fa
demagogia d’accatto, buona per i suoi adepti notoriamente poco acculturali, ed
è un modo di fare altra violenza nei confronti di soggetti deboli, indifesi e
che di violenza ne hanno già subita molta, ma dimostra lo spregio per la vita
altrui che informa la sua cultura.

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