Redazione Rassegna sindacale
12 settembre 2018
12 settembre 2018
La sicurezza nei luoghi di lavoro
è un’emergenza nazionale e regionale e lo è ancora di più alla luce della
ripresa occupazionale, contrassegnata però da un aumento dei rapporti di lavoro
precari, meno garantiti e più discontinui. La Cgil Marche ha rielaborato i dati
diffusi dal’Inail sui primi sette mesi del 2018 ed ecco il quadro che emerge:
aumenta nelle Marche il numero delle denunce di infortunio, che passano dalle
10.974 dello stesso periodo del 2017 alle 11.039 (+0,6%).
Nell’industria, gli infortuni
aumentano del 4,9%, con una crescita consistente nei settori del Legno (6,9%),
delle costruzioni (+4,9%) e del metalmeccanico (+2,9%). Segnano invece una
diminuzione i settori della chimica, tessile e trasporti.Nell’artigianato si
deve registrare una diminuzione del numero degli infortuni (- 1,3%) con una
situazione generalizzata in tutti i settori. Nel settore terziario, aumentano
le denunce del 4%. Analizzando gli stessi dati a livello territoriale emerge un
aumento considerevole nella provincia di Pesaro Urbino (+4,2%), al secondo
posto Ascoli Piceno (+2,3%), segue Fermo (+1,8%) , pressoché stabile Macerata
in diminuzione del 2,8% Ancona.
Nelle Marche, a pagare le
conseguenze più alte, sono i lavoratori stranieri extracomunitari; infatti, per
loro, le denunce aumentano del 9,8% mentre per i comunitari aumentano dello
0,9% e per gli italiani diminuiscono dello 0,7%.
La fascia d’età dove si registra
il maggior incremento è quella dei 20/24 anni con una crescita preoccupante del
10% e, non a caso, è proprio la fascia d’età dove maggiormente si concentra il
lavoro precario. Aumenta del 7,2% anche nella fascia d’età 60/64, quelli più
colpiti dalla Fornero. Gli infortuni con
esito mortale passano dai 20 dei primi sette mesi del 2017 ai 10 del 2018 con
una diminuzione sia nell’agricoltura che nell’industria e nei servizi.
La provincia che paga il prezzo
più alto sugli infortuni mortali è quella di Macerata con 4 decessi (quasi la
metà del totale regionale). Il 70% degli infortuni mortali della nostra
regione, avvengono nella fascia d’età che va dai 55 ed oltre.
Dichiara Giuseppe Santarelli,
segretario regionale Cgil Marche: “L’aumento degli infortuni continua, come già
avvenuto nel 2017 e questo non è mai accettabile per un Paese civile”. Per
Santarelli, anche “nelle Marche bisogna aumentare la spesa pubblica per la
prevenzione sulla sicurezza sul lavoro che rappresenta il 3,5% del bilancio
della sanità. Anche le imprese, però, devono investire risorse per migliorare
le condizioni lavorative. Risulta fondamentale aumentare i controlli che oggi
vengono effettuati solo nel 5% delle imprese e per questo serve un impegno
straordinario del Governo e della Regione". Santarelli sottolinea che “i
più colpiti dagli infortuni sono i giovanissimi, cioè quelli che subiscono
condizioni di precarietà e di ricatto anche attraverso il Jobs Act, gli
immigrati e i lavoratori più anziani, costretti a restare al lavoro, nelle
mansioni più dure, dopo l’introduzione della Fornero”.

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