Redazione –
Progetto Melting por Europa
7/08/2018
Una breve video intervista a
Veronica Alfonsi che racconta i recenti eventi che hanno coinvolto la ogn
spagnola Open Arms, ora ferma a Barcellona per delle ispezioni, dopo una
missione che è durata 25 giorni.
«In questo momento - afferma la
coordinatrice della sede italiana della ong - non possiamo ripartire e stiamo
aspettando di capire quando avremo il via libera.
Nel Mediterraneo non sono più
presenti navi delle ong, su invito di Sea Watch ci ritroveremo il 13 settembre
a Berlino per trovare delle strategie comuni».
Come ha evidenziato Veronica
Alfonsi, ad oggi, nel Mediterraneo centrale non sono più presenti navi
umanitarie impegnate in operazioni di ricerca e soccorso. Di fatto, questo è il
risultato dell’attacco costante e con tutti i mezzi possibili di un intero arco
politico (da Minniti del PD al governo Lega-5 Stelle) alle organizzazioni
umanitarie, una guerra sporca che ha trovato avallo nelle politiche dell’Unione
europea, come peraltro ha confermato il rapporto di Amnesty International
"Fra il diavolo e il mare profondo. L’Europa abbandona rifugiati e
migranti nel mar Mediterraneo centrale”.
Chiusura dei porti, utilizzo
delle milizie libiche contro le navi umanitarie, false accuse di
favoreggiamento dell’immigrazione clandestina poi smentite: attacchi incrociati
e pesanti violazioni del diritto internazionale che hanno costretto
progressivamente le Ong a ritirarsi pena l’essere bloccate arbitrariamente nei
porti maltesi (come sta tuttora avvedendo alle 3 imbarcazioni tedesche di Sea
Watch, Lifeline e Seefuchs) o in quelli italiani (ricordiamo il caso Iuventa).

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