Redazione – NENA NEWS
21 settembre ’18
Roma,
20 settembre 2018, Nena News – Non c’è tregua per Gaza: stanotte un ragazzo di
soli 15 anni, Mumim Abu Ayeda, è stato ucciso dal fuoco sparato dai soldati
israeliani lungo le linee di demarcazione tra la Striscia e Israele. Era in
corso una nuova manifestazione, in “notturna”, della Grande Marcia del Ritorno,
dimenticata dai media internazionali ma tuttora viva.
Iniziata
il 30 marzo scorso, in occasione della Giornata della Terra, avrebbe dovuto
concludersi il 15 maggio, 70esimo anniversario della Nakba. Così non è stato:
dopo il massacro del 14 maggio, con quasi 70 manifestanti disarmati uccisi dai
tiratori scelti israeliani, la Marcia – organizzata da comitati popolari locali
– è proseguita.
Ieri
una nuova protesta a est di Rafah, estremo sud della Striscia, e di nuovo il
fuoco: Mumim è stato colpito alla testa, fa sapere il ministero della Salute di
Gaza. Continua a salire il numero di vittime palestinesi: oltre 184 morti dal
30 marzo e 17mila feriti. Tra loro anche giornalisti, paramedici e bambini.
Due
giorni fa, martedì, due giovani palestinesi di Khan Younis – Naji Abuasi, 18
anni, e Alaa Abuasi di 21 – erano stati uccisi in un raid israeliano mentre si
trovavano vicino alla barriera tra Gaza e Israele: secondo l’esercito, stavano
lasciando un oggetto non identificato e Tel Aviv ha ordinato il raid. Pochi
giorni prima un 16enne, Suheib Abu Kashif, era morto per le ferite riportate il
3 agosto. E venerdì scorso sono stati tre i palestinesi uccisi dall’esercito
israeliano, accanto a 248 feriti: tra loro un bambino di soli 12 anni, Shadi
Abdleaziz Abdulal, colpito a est di Jabalia, nel nord della Striscia. Nena News

Nessun commento:
Posta un commento