Sara Riboldi – ischool
09/08/2018
Dispersione scolastica in calo ma
resta il divario tra Nord e Sud e soprattutto con il resto d’Europa. Questo è
il quadro che emerge confrontando i dati europei con il rapporto curato
dall’Ufficio Statistica e Studi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università
e della Ricerca e reso noto in merito all’anno scolastico 2015-2016 e nel
passaggio all’anno scolastico 2016-2017.
Abbandono scolastico: i dati
Il fenomeno della dispersione
scolastica è un tema su cui al giorno d’oggi bisogna prestare la massima
attenzione. Sono tante le ragioni che portano molti studenti ad abbandonare la
scuola, è necessaria una stretta sinergia tra le istituzioni per provare ad
arginare il fenomeno. In Italia è possibile quantificare la dispersione
scolastica a livello nazionale a partire dai dati dell’Anagrafe Nazionale degli
Studenti, che tiene monitorati i percorsi dei ragazzi. Sia per quanto riguarda
la scuola secondaria di primo grado sia per quella di secondo grado ci sono dei
punti fermi.
Secondo i dati, del 1.710.004
alunni frequentanti all’inizio dell’anno scolastico 2015/2016 la scuola
secondaria di I grado, 10.591 alunni hanno interrotto la frequenza scolastica
senza valida motivazione prima del termine delle attività didattiche. Di questi
però 3.513 (il 33,2%) sono rientrati nel sistema scolastico nell’anno
2016/2017, iscrivendosi a settembre. Di
conseguenza l’abbandono nel corso dell’anno scolastico 2015/2016 è stato pari a
7.078 alunni (lo 0,3%). Per quanto riguarda l’abbandono complessivo (cioè il
totale degli abbandoni in corso d’anno e quelli nel passaggio tra un anno e
l’altro) sono 14.258 gli alunni che complessivamente hanno abbandonato la
scuola secondaria di primo grado tra il 2015 e il 2017.
Passando alla scuola secondaria
di secondo grado, di oltre 2.613.000 alunni frequentanti all’inizio dell’anno
scolastico 2015/2016, 53.916 alunni hanno interrotto la frequenza scolastica
senza valida motivazione prima del termine delle attività didattiche. Di
questi, ben 40.780 hanno abbandonato in modo definitivo e solo 13.136 (il
24,4%) è rientrato nel sistema scolastico nell’anno 2016-2017. L’abbandono
complessivo su due anni risulta pari al 4,3% (112.240 studenti).
Al Sud le percentuali più alte
Se si volesse stilare una
classifica regionale, le Regioni con una maggiore dispersione scolastica alle
medie sono la Sicilia (1,3%), la Calabria, la Campania e il Lazio (1%). La
percentuale più bassa si registra in Emilia Romagna e nelle Marche (0,5%). Per quanto riguarda la scuola secondaria di
secondo grado, la Sardegna è al primo posto per quanto riguarda la dispersione
scolastica (5,5%), seguita dalla Campania (5,1%) e dalla Sicilia (5%). L’Umbria
è la regione con la più bassa percentuale di dispersione per le scuole
‘superiori’ (2,9%).
Chi lascia la scuola
Per quanto riguarda la
nazionalità, i dati evidenziano come la dispersione scolastica colpisca di più
i cittadini stranieri rispetto a quelli italiani: nella scuola secondaria di
primo grado, il 3,3% contro lo 0,6%. Il discorso vale anche per le scuole
superiori: la percentuale di alunni stranieri che hanno abbandonato il sistema
scolastico è pari all’11,6% contro il 3,8% riportato dagli alunni con
cittadinanza italiana. Analizzato per genere, il fenomeno della dispersione
scolastica sembra incidere in modo leggermente differente sulla popolazione
studentesca maschile rispetto a quella femminile: l’abbandono complessivo per i
soli alunni maschi nella scuola secondaria di primo grado è stato, nel periodo
considerato, pari allo 0,9% mentre per le femmine allo 0,7%. Nelle scuole
superiori il divario è netto: per la componente maschile l’abbandono
complessivo è stato pari al 5,1%, contro il 3,4% delle studentesse.
Nei licei gli studenti
abbandonano meno
Ci sono differenze anche per
quanto riguarda l’abbandono scolastico per la tipologia delle scuole di secondo
grado. L’abbandono complessivo più contenuto si è registrato per i licei che
hanno presentato mediamente una percentuale del 2,1%. Per gli istituti tecnici
la percentuale è stata del 4,8% e per gli istituti professionali dell’8,7%. La
percentuale di abbandono più elevata è relativa ai percorsi IeFP (corsi di
Istruzione e formazione professionale realizzati in regime di sussidiarietà
presso le scuole), con un abbandono complessivo del 9,5%. Tra i licei spicca il
tasso di dispersione complessivo del liceo artistico, con il 4,8%. Lo seguono
il liceo di scienze umane (3%) e quello musicale (2,6%). Il liceo linguistico ha
una percentuale di abbandono complessivo pari al 2,1%, il liceo scientifico –
scienze applicate ha una percentuale pari all’1,7% e il liceo scientifico puro
pari all’1,4%. Sorprende un po’ il dato del liceo classico, che registra la
percentuale di abbandono minore in assoluto (1,1%).
L’Italia resta fra le peggiori
d’Europa
Se si confronta l’anno scolastico
2013-2014 con il 2015-2016 si nota un calo del fenomeno della dispersione
scolastica in tutti i passaggi. Per quanto riguarda la scuola secondaria di primo
grado si passa dall’1,8% del 2013-2014 allo 0,83% del 2015-2016. Per quanto
riguarda la scuola secondaria di secondo grado nel 2015-2016 risulta pari al
4,31% contro il 4,40% del 2013-2014.
Un miglioramento che però non
risolve ancora la situazione, soprattutto se si considera il resto d’Europa. I
paesi dell’UE si sono impegnati a ridurre la media degli abbandoni scolastici a
meno del 10% entro il 2020. Secondo il monitoraggio europeo Early leavers from
education and training 2016, l’Italia si assesta sul 13,8% (al pari con la
Bulgaria e Malta). In una situazione peggiore rispetto all’Italia ci sono solo
la Spagna (19%) la Romania (18,5%) e il Portogallo (14%). Un dato sconfortante.
Vero è che nel 2006, come sottolinea il rapporto del MIUR, l’Italia era al
20,8%: la sua posizione è migliorata ed è più vicina al 10% richiesto, ma resta
comunque un divario altissimo con il resto d’Europa.

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