Alessandro Cardulli – Jobnews.it
08/08/2018
I miliardi come fossero
bruscolini. Nei vertici che si susseguono e nelle interviste ai giornali in particolare i due vicepremier, Salvini e
Di Maio, affrontano la manovra economica come se fossimo nel paese di bengodi.
Ogni giorno dai palazzi del governo, dai vertici, viene descritta una manovra,
l’aggiustamento al documento di Economia e Finanza e poi il Bilancio sul quale
sarà la Commissione Ue a darci il voto, arrivano numeri, miliardi necessari per
dare concretezza alle promesse che la Lega con Salvini e il M5S con Di Maio
hanno fatto agli italiani con il contratto siglato dalle due forze politiche e
che è stato alla base del programma elettorale. Le ultime notizie ci fanno
sapere che la manovra sarà di 30 miliardi, che dieci potrebbero essere
investiti per il reddito di cittadinanza, ma i pentastellati parlano di circa
16, 17, la carta vincente dei pentastellati, e che otto miliardi sono necessari
per superare la legge Fornero, leggi pensioni che con la flat tax sono due
punti irrinunciabili per il Salvini Matteo. Come e dove trovare la copertura?
La pace fiscale, tradotto un condono in grande stile, dovrebbe portare nelle
casse dello Stato un bel mucchietto di miliardi, ma stante le previsioni degli
uffici si parla al massimo di 3
miliardi. Infine, ma questo è il problema principale, occorrono circa 12
miliardi per sterilizzare l’Iva.
Dati Istat: il Pil decelera,
calano le vendite al dettaglio, non utilizziamo i fondi Ue
È in questa situazione che il
ministro dell’Economia Giovanni Tria si è presentato a Vienna, alla riunione
informale dell’Eurogruppo, promettendo di “lavorare per non superare lì1,6% di
rapporto deficit –Pil” annunciando che “la maggioranza è compatta nel non voler
forzare i vincoli europei”. Sia Juncker che il Commissario per gli Affari
economici, Moscovici, e il vice presidente della Commissione, Dombrovskis,
hanno fatto buon viso a cattiva sorte, come si dice, visti anche gli ultimi
dati sulla situazione economica dell’Italia.
L’Istat rende noto che il Pil nel secondo trimestre decelera, registra solo
un +0,2 mentre nel trimestre precedente aveva registrato un +0,3. Sempre Istat
evidenza un indicatore importante come le vendite al dettaglio che nel mese di
luglio hanno registrato un -0,1 in valore e -0,2 in volume. Ancora un
significativo indicatore che riguarda la capacità di spesa e fa chiedere al
nostro paese una sempre maggiore flessibilità segna un dato estremamente
negativo. Siamo infatti ad un utilizzo dei fondi europei che raggiunge solo il
54%, poco più della metà di quanto potremmo spendere. La media degli altri
paesi è di circa il 62 %.
Moscovici: se vuoi investire in
Italia ci vuole meno debito
Davvero difficile il compito di
Tria all’Ecofin informale di Vienna. “Ai ministri economici della Ue – dice – ripeterò quello che ho
sempre detto e che sarà fatto. Le riforme verranno portate avanti nell’ambito
dell’equilibrio dei conti pubblici. Lo dimostreremo con il Def a fine mese”. Ma
sia Moscovici che Dombrovskis sono stati molto chiari nei primi incontri avuti
con Tria: “L’Italia deve ridurre il deficit”. In particolare Moscovici
intervistato dai giornalisti ha detto: “Voglio credere che realismo e
pragmatismo si affermeranno. L’Italia deve avere un bilancio che consenta di
ridurre il suo debito pubblico perché se vuoi investire in Italia ci vuole meno
debito e più capacità d’investimento e per questo continuo a chiedere finanze
pubbliche serie. Sono contro l’austerità ma austerità è una cosa, mancanza di
serietà un’altra”. Il commissario ha proseguito sottolineando che “l’Italia
deve ridurre il deficit strutturale come fanno gli altri paesi della zona
euro”, anche perché ha già “beneficiato di tutta la flessibilità. Ma le regole,
che non sono stupide perché permettono di ridurre il debito pubblico, sono
fatte per tutti”. Dopo l’incontro con il ministro italiano, Dombrovskis ha
parlato di “incontro molto buono” e, via Twitter ha proseguito: “Abbiamo una
visione condivisa della situazione economica e degli obiettivi del prossimo
bilancio, di portare il debito su un cammino discendente e di perseguire un
miglioramento del deficit strutturale dell’Italia”.

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