Haidar Eid – Invicta Palestina
12 settembre 2018
A metà maggio, il Comitato
internazionale della Croce Rossa (CICR) ha avvertito dell’imminente collasso
della Striscia di Gaza affermando, in una fosca dichiarazione, che: “La
scarsità di energia e la grave carenza di carburante a Gaza hanno danneggiato
tutti gli aspetti della vita nella Striscia …”
La dichiarazione ha avvisato
dell’‘incombente crisi’ nei settori della sanità pubblica e dell’ambiente a
causa della mancanza di energia.
Nel settembre del 2015, l’ONU
avvertì che Gaza potrebbe essere “inabitabile” entro il 2020. All’epoca, la
relazione disse chiaramente che il PIL di Gaza era sceso del 15% nel 2014 e che
la disoccupazione aveva raggiunto il massimo storico del 44%, con il 72% delle
famiglie minacciato dall’insicurezza alimentare! La relazione concludeva che la
regressione dello sviluppo di Gaza era stata accelerata dall’attacco israeliano
del 2014.
Alcuni anni prima, media
israeliani avevano rivelato che l’esercito israeliano aveva calcolato il numero
di calorie che i residenti di Gaza avrebbero dovuto consumare per la sola
sopravvivenza, evitando la malnutrizione.
E anni prima ancora, Dov
Weissglass, consulente del Primo Ministro israeliano, aveva riassunto la
politica israeliana nei confronti della zona più densamente popolata sulla
terra: “L’idea è quella di mettere i palestinesi a dieta, ma di non farli
morire di fame.”
Decenni di demonizzazione dei
palestinesi, in generale, e degli abitanti di Gaza, in particolare, hanno
portato alla loro disumanizzazione e alla proliferazione di stereotipi e
generalizzazioni sul loro conto come ad esempio: “sono deboli, malati,
pericolosi, fondamentalisti, terroristi, brutti, neri, arretrati, poveri,
incivili … ecc. Il pluridecennale lento genocidio inflitto loro e la loro morte
incrementale, di conseguenza, NON viene registrato dalla coscienza del mondo!
Per quanto l’Apartheid di Israele
cerchi di normalizzare questo “genocidio incrementale” e prenda ogni misura
possibile per giustificarlo, il mondo deve opporsi a tutto questo tenendo conto
dell’appello fatto dal BDS palestinese alla società civile. Sappiamo bene che
negare deliberatamente il cibo o i mezzi per coltivare il cibo o l’accesso al
cibo in qualsiasi forma è ancora un’altra strategia dell’occupazione,
colonizzazione e apartheid israeliano in Palestina e, quindi, dovrebbe essere
visto come un’anomalia, addirittura un pogrom!
Ma ciò che a Gaza non possiamo
capire è: Perché si permette che accada?!
Su Haidar Eid
Haidar Eid è professore associato
di letteratura postcoloniale e postmoderna all’Università al-Aqsa di Gaza. Ha
scritto molto sul conflitto arabo-israeliano, compresi articoli pubblicati su
Znet, Electronic Intifada, Palestine Chronicle e Open Democracy. Ha pubblicato
articoli su studi culturali e letteratura su numerose riviste, tra cui Nebula,
Journal of American Studies in Turchia, Cultural Logic e Journal of Comparative
Literature.
Traduzione Simonetta Lambertini – invictapalestina.org
fonte: http://mondoweiss.net/2017/05/gaza-horror-siege/?utm_source=Mondoweiss+List

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