Mario Pierro – Il manifesto
19 settembre ’18
19 settembre ’18
Sul fronte fiscale il progetto in
discussione nelle trattative confuse tra la maggioranza giallo-verde e il
ministro dell’economia Giovanni Tria è introdurre una «flat tax» per le partite
Iva, a partire da quelle che godono di un regime a forfait al 15% con ricavi
fino a 30 mila euro e per le altre categorie con ricavi fino a 50 mila euro.
L’obiettivo è estendere la platea ad autonomi, Snc, Sas e Srl che optano per il
regime di trasparenza con ricavi fino a 65 mila euro. Dai 65 mila ai 100 mila
euro si pagherebbe un 5% addizionale. Le start up e le attività avviate da
under35 godrebbero di uno sconto al 5%. Il costo è di circa 1,7 miliardi.
PER LA CNA l’ampliamento del
regime forfettario delle partite Iva potrebbe comportare un risparmio da un
minimo di 800-1000 euro fino a un massimo di quasi 15mila euro. I maggiori
beneficiari di questo sconto fiscali dovrebbero essere i professionisti che
vedranno salire il requisito dei ricavi per tutti a 65mila euro. Con tassazione
al 20% tra 65mila e 100mila euro. Risparmierà 2.241 euro chi ha ricavi fino a
35mila euro (oggi per questa categoria la soglia massima è 30mila euro) e
12.638 per chi ha raggiunge i 100mila euro.
TRA LE CATEGORIE che trarrebbero
maggior vantaggio, secondo le simulazioni della Cna, ci sarebbero anche
rappresentanti e ambulanti (rispettivamente tra i 856 e 9.356 euro di minori
tasse e tra 898 e 7.538 euro). Tra le altre categorie già oggi interessate, con
redditività del 40%, commercianti all’ingrosso e negozianti, ma anche chi ha
una bancarella di street food, arriverebbe al massimo a 2.085 euro di risparmio
con 65mila euro di ricavi. Ci sarebbe anche un’altra categoria, quella degli
edili e delle attività immobiliari, che potrebbe guadagnare ancora di più ma è
difficile che chi ha ricavi oltre i 25mila euro (il limite attuale) non abbia
anche qualche dipendente. Al regime può accedere solo chi non abbia sostenuto
più di 5mila euro di spese per il personale o 20mila euro di costi complessivi
per i beni strumentali.
ARMANDO SIRI (Lega) sostiene che
la «flat tax» sarà per tutte le partite Iva, le società di persone. L’Ires sarà
abbassata al 15% «per tutte le società di capitali che investiranno in
assunzioni, in beni strumentali e riporteranno, nel caso sono all’estero, la
produzione in Italia. Dal prossimo esercizio partiremo anche per i dipendenti».
Secondo Chiara Gribaudo, deputata e responsabile Lavoro del Partito
democratico, l’aumento a 100 mila euro del regime forfettario rappresenta
«l’alibi perfetto per i datori di lavoro per chiedere ai dipendenti di aprire
finte partite Iva, e poi lavorare in realtà in azienda e in regime di
mono-committenza»

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