14 settembre 2018
L’8 agosto ha fatto scalo nel
porto di Livorno la Liberty Passion (Passione per la Libertà) e il 2 settembre
la Liberty Promise (Promessa di Libertà), che saranno seguite il 9 ottobre
dalla Liberty Pride (Orgoglio di Libertà). Le tre navi ritorneranno quindi a
Livorno, in successione, il 10 novembre, il 15 dicembre e il 12 gennaio.
Sono enormi navi Ro/Ro, lunghe
200 metri e con 12 ponti, capaci ciascuna di trasportare 6500 automobili. Non
trasportano però automobili, ma carrarmati.
Fanno parte di una flotta
statunitense di 63 navi appartenenti a compagnie private che, per conto del
Pentagono, trasportano in continuazione armi in un circuito mondiale tra i porti
statunitensi, mediterranei, mediorientali e asiatici.
Il principale scalo mediterraneo
è Livorno, perché il suo porto è collegato alla limitrofa base statunitense di
Camp Darby. Quale sia l’importanza della base lo ha ricordato il colonnello
Erik Berdy, comandante della guarnigione in Italia dello Us Army, in una
recente visita al quotidiano «La Nazione» di Firenze. La base logistica,
situata tra Pisa e Livorno, costituisce il più grande arsenale Usa fuori dalla
madrepatria.
Il colonnello non ha specificato
quale sia il contenuto dei 125 bunker di Camp Darby. Esso può essere stimato in
oltre un milione di proiettili di artiglieria, bombe per aerei e missili, cui
si aggiungono migliaia di carrarmati, veicoli e altri materiali militari.
Non si può escludere che nella
base vi siano state, vi siano o possano esservi in futuro anche bombe nucleari.
Camp Darby – ha sottolineato il
colonnello – svolge un ruolo chiave, rifornendo le forze terrestri e aree
statunitensi in tempi molto più brevi di quanto occorrerebbe se venissero
rifornite direttamente dagli Usa. La base ha fornito la maggior parte delle
armi per le guerre contro l’Iraq, la Jugoslavia, la Libia e l’Afghanistan.
Dal marzo 2017, con le grandi
navi che mensilmente fanno scalo a Livorno, le armi di Camp Darby vengono
trasportate in continuazione nei porti di Aqaba in Giordania, Gedda in Arabia
Saudita e altri scali mediorientali per essere usate dalle forze statunitensi e
alleate nelle guerre in Siria, Iraq e Yemen. Nel suo viaggio inaugurale la
Liberty Passion ha sbarcato ad Aqaba, nell’aprile 2017, 250 veicoli militari e
altri materiali.
Tra le armi che ogni mese vengono
trasportate via mare da Camp Darby a Gedda, vi sono certamente anche bombe Usa
per aereo che l’aviazione saudita impiega (come risulta da prove fotografiche)
per fare strage di civili nello Yemen.
Vi sono inoltre seri indizi che,
nel collegamento mensile tra Livorno e Gedda, le grandi navi trasportino anche
bombe per aereo fornite dalla Rwm Italia di Domusnovas (Sardegna) all’Arabia
Saudita per la guerra nello Yemen.
In seguito all’accresciuto
transito di armi da Camp Darby, non basta più il collegamento via canale e via
strada della base col porto di Livorno e l’aeroporto di Pisa. È stata quindi
decisa una massiccia riorganizzazione delle infrastrutture (confermata dal
colonnello Berdy), comprendente una nuova ferrovia.
Il piano comporta l’abbattimento
di 1000 alberi in un’area protetta, ma è già stato approvato dalle autorità
italiane. Tutto questo non basta.
Il presidente del Consiglio
regionale toscano Giani (Pd), ricevendo il colonnello Berdy, si è impegnato a
promuovere «l’integrazione tra la base militare Usa di Camp Darby e la comunità
circostante».
Posizione sostanzialmente
condivisa dal sindaco di Pisa Conti (Lega) e da quello di Livorno Nogarin
(M5S). Quest’ultimo, ricevendo il colonnello Berdy e poi l’ambasciatore Usa
Eisenberg, ha issato sul Comune la bandiera a stelle e strisce.
(il manifesto, 11 settembre 2018)
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