Matteo Carnieletto - Gli occhi della guerra
14 settembre 2018
Dopo anni di guerra, carestia e
colera, ora si scopre che gli Emirati Arabi Uniti avrebbero il controllo di due
prigioni in Yemen dove sarebbero detenuti personaggi di “alto profilo” e
semplici cittadini che, dopo una serie di interrogatori, verrebbero deportati
all’estero per essere sentiti dagli investigatori della Cia. La denuncia
arriva, attraverso due report, da Human Rights Watch. Secondo quanto fa sapere
l’organizzazione per i diritti umani, le forze di sicurezza emiratine
arresterebbero non solo ribelli, ma anche cittadini yemeniti qualsiasi per poi
deportarli in Eritrea. Gli stessi ufficiali americani hanno confermato, secondo
quanto scrive Lorenzo Forlani su Agi , “che le forze statunitensi hanno preso
parte agli interrogatori di centinaia di prigionieri prelevati dalle carceri di
proprietà emiratina in Yemen ed Eritrea”.
Come è noto, gli Emirati Arabi
Uniti fanno parte della coalizione guidata dai sauditi che dal 2015 bombarda lo
Yemen. Secondo quanto riferisce Human Rights Watch, le persone deportate
sarebbero almeno 49, di cui 4 bambini che sarebbero “stati arrestati o fatti
sparire deliberatamente”.
Nel mirino di Human Rights Watch
non ci sono solamente gli Emirati, ma anche le truppe yemenite sostenute dalla
coalizione araba che, almeno sulla carta, avrebbero il compito di combattere lo
Stato islamico e che troppo spesso si
occupano di detenere, rapire e torturare decine di persone durante le operazioni
di sicurezza. Come spiega Sarah Leah Whitson, direttrice della sezione Medio
Oriente dell’associazione: “Non si
combatte al Qaeda o l’Isis facendo sparire dozzine di giovani, aumentando
costantemente il numero delle famiglie che reclamano la sparizione dei figli.
Gli Emirati e i loro partner dovrebbero mettere i diritti dei detenuti al
centro delle loro campagne, se sono interessati alla stabilità di lungo termine
dello Yemen“.

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