Redazione Rassegna stampa
05 Settembre 201
05 Settembre 201
“La copertura dei parchi minerali
prosegue con regolarità, nonostante qualche ritardo rispetto al cronoprogramma
previsto”. A dirlo è la Fiom Cgil di Taranto, dopo la visita di oggi (martedì 4
settembre) nell'area di cantiere dove si sta realizzando una delle più
rilevanti opere di risanamento ambientale dell'Ilva: la copertura dei due
grandi parchi minerali, ossia delle aree all'aperto dove vengono stoccate le
materie prime per produrre l'acciaio. Un intervento di circa 300 milioni,
affidato dai commissari Ilva alla società Cimolai, ma a carico finanziariamente
del nuovo investitore Arcelor Mittal, che dovrebbe concludersi nei primi mesi
del 2020. “Nel corso del sopralluogo sono state illustrate da Ilva in
amministrazione straordinaria e dalla ditta Cimolai, affidataria dei lavori, le
attività propedeutiche e lo stato di avanzamento della realizzazione delle
opere, attualmente sono in corso le fasi fondazionali profonde e di assiemaggio
delle strutture metalliche della prima struttura”, spiega la Fiom: “L' azienda
ha chiarito i punti riguardanti le richieste effettuate dalla Fiom Cgil in
merito ai depositi temporanei e alla caratterizzazione del suolo, della falda
superficiale e di quella profonda”.
La Fiom rileva che “la
caratterizzazione del suolo ha evidenziato tre hot spot (parco 1, parco 3 e
parco 5) in cui sono stati riscontrati valori superiori a quelli previsti dalla
normativa vigente per i quali è stata effettuata complessivamente una rimozione
di suolo per una profondità di due metri e una superficie di 1.100 metri”.
Nello specifico, evidenzia il sindacato dei metalmeccanici Cgil, “su due dei
tre hot spot, Arpa Puglia, dopo specifiche verifiche analitiche, ha autorizzato
la rimozione del suolo ove vi erano stati i superamenti rilevati”. Rispetto al
tema delle falde e limitatamente a quella superficiale “è in corso una messa in
sicurezza di emergenza, operativa 24 ore al giorno, attraverso un sistema di 11
pompe di emungimento, invio a un impianto di trattamento acque e successivo
scarico delle stesse. Nessun superamento dei valori previsti per legge è stato
invece riscontrato nelle attività di caratterizzazione effettuate per la falda
profonda”.
La Fiom tarantina ha inoltre
richiesto “un sopralluogo operativo sul cantiere con i rappresentanti dei
lavoratori per la sicurezza per verificare il rispetto di quanto previsto dalla
normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro da effettuare
nei prossimi giorni, oltre a dettagliate informazioni sulle ditte che operano
nel cantiere anche in relazione ai profili contrattuali adottati per
scongiurare possibili dumping contrattuali”. La Fiom Cgil conclude dichiarando
che è “fondamentale continuare a seguire l'evoluzione dello stato di attuazione
delle prescrizioni Aia affinché si proceda verso un serio processo di
risanamento ambientale che tuteli l'ambiente e il territorio”.

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