Pino Salerno - Jobnews
quotidiano
13 settembre 2018
Il Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella ha voluto lanciare un messaggio alla classe politica: si
rispettino le leggi e l’indipendenza della magistratura. I pm, d’altra parte,
ha detto ancora Mattarella, devono seguire le leggi e le regole e non gli
orientamenti elettorali o politici. Ma tutti i cittadini, anche quelli
investiti di funzioni pubbliche, devono rispettare la legge. Si tratta di
parole che puntano a consolidare i principi fondamentali dello Stato di
diritto. E se il Presidente ha sentito il bisogno di farlo proprio in occasione
dell’intervento per i 100 anni dalla nascita di Oscar Luigi Scalfaro, vuol dire
che il conflitto istituzionale tra parte del governo e magistratura aveva
registrato punte inaccettabili. Non a caso, dunque, Mattarella usa queste frasi
per ricordare Scalfaro: “Durante il suo settennato al Quirinale, che ha
attraversato una stagione complessa, ricca di avvenimenti e rivolgimenti
interni e internazionali Scalfaro si trovò spesso a dover tentare di dirimere
contrasti, accuse, polemiche accese tra settori politici e la magistratura. Nel
suo magistero presidenziale, il rispetto vicendevole tra i poteri dello Stato
rappresentava, insieme, dovere istituzionale e condizione essenziale di buon
funzionamento dello Stato. E’ buona regola, del resto, che i poteri statali non
si atteggino ad ambienti rivali e contrapposti ma collaborino lealmente al
servizio dell’interesse generale”.
Alle parole del capo dello Stato
ha replicato, a stretto giro, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che, da
giorni critica i pm che lo hanno indagato per la vicenda della nave Diciotti,
oltre agli attacchi mossi nelle settimane scorse per il sequestro ai fondi
della Lega. “Il presidente Mattarella oggi ha ricordato che ‘nessuno è al di
sopra della legge’: ha ragione”, ha twittato il segretario leghista,
evidentemente sentendosi chiamato in causa. “Per questo, io, rispettando la
legge, la Costituzione e l’impegno preso con gli italiani, ho chiuso e chiuderò
i porti a scafisti e trafficanti di esseri umani”, ha sostenuto. “Indagatemi e
processatemi, io vado avanti. Porti chiusi e cuori aperti”. Come si vede, il
vicepremier replica con provocazioni forti, e abbastanza sconnesse, alle parole
del presidente della Repubblica, che pure non lo aveva chiamato in causa
direttamente. In realtà, le frasi di Salvini testimoniano, nei fatti, che
Mattarella ha avuto ragione: il conflitto istituzionale coglie ormai tutte le
istituzioni dello Stato di diritto, e non è un buon segno, poiché è scatenato
con scientifica strategia. E le reazioni del mondo politico democratico e di
sinistra alle parole di Salvini sono state dure.
Fratoianni, leader di Sinistra
italiana: “arrivata l’ora che l’opposizione sociale e civile si faccia sentire”
“Il Capo dello Stato è costretto
a ricordare ancora una volta i fondamentali della nostra democrazia: nessun
cittadino è al di sopra della legge e della Costituzione. E i giudici sono
liberi e indipendenti nel rispetto della Costituzione. Il ministro Salvini
replicandogli con la solita protervia dimostra di non voler capire, proprio nel
giorno in cui il nemico dell’Italia e amico della Lega, il fascista Orban viene
condannato per il suo disprezzo verso i valori della democrazia”, afferma il
segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. “E’ arrivata
l’ora che nel nostro Paese – conclude Fratoianni – l’opposizione sociale e
civile si faccia sentire con ancora più forza e determinazione, per non
ripetere la triste deriva dell’Ungheria”.
Verini, deputato del Pd:
“arroganza e menefreghismo dei valori costituzionali da parte di Salvini”
“Le parole del Presidente della
Repubblica che ha ricordato come la legge sia uguale per tutti e i giudici
rispondano alla Costituzione sono esemplari. Salvini replica a queste parole
con la consueta arroganza e menefreghismo per i valori che fondano la Carta
Costituzionale”, scrive in una nota il deputato Walter Verini, responsabile giustizia
del Partito Democratico. “Ogni giorno Salvini – aggiunge – si conferma come
ministro della guerra: contro le persone disperate, contro l’Europa, contro i
Paesi del Mediterraneo, contro l’Onu, contro la Costituzione. E l’Italia –
conclude il deputato Dem – con gente come lui è ogni giorno più debole e
isolata”.
Intanto, al Senato informativa di
Conte, e subito dopo lo show dei senatori leghisti in piazza: “Nessuno tocchi
Salvini”
Sulla vicenda della nave
Diciotti, inoltre, bloccata per giorni nel porto di Catania, con 177 migranti a
bordo, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha riferito in mattinata al
Senato, sostenendo che le operazioni di sbarco sarebbe dovute spettare a Malta
e che l’intervento dell’Italia è stato fondamentale per “salvare molte vite
umane”. Al termine dell’informativa di Conte, il gruppo della Lega al Senato ha
inscenato un flash mob in piazza san Luigi dei francesi, sotto Palazzo Madama.
Il gruppo dei senatori ‘lumbard’, con indosso t-shirt col volto del segretario
leghista e gli slogan ‘Io sto con Salvini’ e ‘Nessuno tocchi Salvini’, ha
voluto così manifestare la propria “solidarietà” al leader leghista. “Non
abbiamo mai parlato di complotto dei magistrati, ci fa solo specie una azione
così importante” da parte dei pm, “per un ministro dell’Interno che sta facendo
il suo dovere”, ha affermato il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano
Romeo. “Abbiamo deciso di non fare questa manifestazione in aula per rispetto
delle istituzioni ma vogliamo in ogni modo dimostrare la nostra solidarietà a
Salvini”, ha proseguito.
Nel dibattito al Senato,
interventi molto duri di Pietro Grasso, Leu, e di Roberta Pinotti, Pd, contro
il presidente del Consiglio Conte
Nel corso del dibattito che ha
seguito l’informativa di Conte, tra le critiche più dure alla gestione della
vicenda da parte del governo, quelle di Pietro Grasso e di Roberta Pinotti.
“L’Italia è uno Stato di diritto: lei come uomo di legge e come presidente del
Consiglio dovrebbe saperlo e ricordarlo ai suoi colleghi di governo”, ha
ammonito il senatore di Liberi e uguali ed ex presidente del Senato, rivolto a
Conte. “Nei lunghi giorni in cui si è consumato il caso della nave Diciotti la
sua voce non si è sentita, se non per ribadire sempre un solo concetto:
‘condivido quanto sta facendo il ministro Salvini’, salvo poi lasciar trapelare
le perplessità attraverso spifferi e retroscena. Questo non la solleva dalle
responsabilità, anzi, evidenzia la sua debolezza”. “Ha permesso che la
propaganda di Salvini prevalesse sul diritto internazionale”, ha continuato.
“Lei ha permesso al suo ministro dell’Interno di delegittimare in diretta
Facebook un altro potere dello Stato, il cui unico ‘errore’ è stato quello di
fare il proprio lavoro, come prescrive la Costituzione e come prevedono quelle
Leggi che il Parlamento ha approvato”. Durante i giorni della vicenda della
nave Diciotti “in Italia è stato sospeso il diritto”, ha poi sostenuto Pinotti.
“Non c’era nessuna motivazione di emergenza, di ordine pubblico per creare
questa situazione”, ha affermato l’ex ministro dem della Difesa.

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