Federico Pozzi, redazione Sinistra
6/08/2018
Si parla di riaìnazionalizzare le
autostrade , dopo la tragedia del ponte Morandi di Genova, ci si è resi conto,
che forse, la follia liberista degli anni 80/90, quando tutti (Lega Nord
compresa anche se finge di esserselo dimenticato) si erano innamorati del
vangelo globale del neoliberismo, la sacra bibbia dei Regan e delle Tacher,
nonostante tutto questa ricetta o meglio questa religione (poiché tal è)
continua ad essere propugnata a tutti e nella stessa maniera benché i
fallimenti (per esempio in Congo o più vicino a noi in Grecia) siano sotto
tutti gli occhi di tutti.
Ma non importa in fondo ci
vollero 1500 anni per arrivare a qualcuno che dicesse che forse santa romana
madre chiesa cattolica non aveva tutte le verità e le risposte in tasca chi sa
quanti ce ne vorranno per i manovratori della chiesa del neoliberismo economico
per ammettere che forse questo sistema economico è una stronzata. Per questo non credo alla propagandata
"nazionalizzazione" delle autostrade, non importa tanto a chi hanno
dato i soldi i Benetton (per inciso li hanno sparsi su tutti i competitori
perché questo fanno le aziende innaffiano a poggia di soldi il ceto politico
nella speranza di garantirsi contratti e affari, l'hanno sempre fatto), ne
quanto sia legittimo il ritorno delle autostrade sotto controllo statale (per
inciso privatizzarle fu una stronzata, come il 99,9 % delle privatizzazioni
selvagge di quegli anni), non saranno nazionalizzate, esattamente come non è
stata nazionalizzata la banca centrale ungherese nonostante la propaganda del
regime di Orban abbia ben contrabbandato questa bufavola,
Il M5S costantemente impegnato in
un operazione di marketing propagandistico (perdente) per giustificare la sua
esistenza come oggetto politico (forse più a se stesso che agli altri), ha
lanciato quindi quest'ennesima cannonata, peccato che la palla sia di stoppa.
Quanto a Salvini che a parole si dice favorevole è probabilmente circondato da
innumerevoli padroni e padroncini del nord, squali che sbavano per mettere le
mani sulla ricca concessione delle autostrade. Intendiamoci non voglio dire che
sia impossibile ripubblicizzare le autostrade, come non è impossibile
ripubblicizzare i quattro quarti delle cose che sono state privatizzate
nell'ubriacatura collettiva di "privato è bello, privato è meglio".
Dico solo che certamente non lo farà questo governo parafascista (non ancora del
tutto completamente fascista, per quello dovremo aspettare la prossima tornata
elettorale quando Salvini scaricherà a mare il corpo morto del M5S), se c'è una
cosa che il fascismo ha imparato è a rispettare i desideri del padronato, l'animo
fondamentalmente servile di ogni fascista non è in discussione, il "nazionalismo" del fascismo si
riversa costantemente contro i più deboli e gli esclusi, ma mai contro l'alt, contro
il padronato . Il tutto si risolverà con molte belle parole e tante chiacchere
ma nessun risultato concreto, forse la concessione autostradale sarà tolta ai
Benetton (è possibile, sebbene non probabilissimo), ma sicuramente non per
essere restituita allo stato, molto più probabilmente per regalarla ad un altro
padrone, possibilmente uno che sia più in linea con i principi governativi
(basta con gli united color of Benetton insomma).
Ma ammettiamo per amore della
discussione, per assurdo, per possibilità infintesimale (circa lo 0,0000001 per
mille) che la concessione autostradale sia ridata allo stato, ebbene persino in
questo caso io non crederei che la concessione sia stata effettivamente
"ridata" allo stato. Sembro San Tommaso? E' forse la mia ideologia
che non mi consente di abbracciare con fiducia il tricolor e il governo del
cambiamento? In una parola:" Sì". Ma non mancano nemmeno le prove
concrete a favore del mio pensiero che se non sono prove a carico del governo
del così detto "cambiamento" sulla vicenda autostrade, sono
sicuramente prove fortemente indiziarie
. L'Esempio di come il problema della nazionalizzazione ,della
statalizzazione ,della ripubblicizzazione degli enti possa venire
"fatta" ma in realtà abilmente aggirata potrebbe fornirlo la
vicenda della così detta "ripubblicizzazione" dell'acqua
, ufficialmente votata in un referendum
e quindi entrata :"a regime" nell'anno di grazia 2011 , in teoria
tutti i comuni e gli enti locali hanno dopo disperate battaglie legali contro
l'esito referendario "ripubblicizzato" l'acqua, in realtà, fatta
salvo la città di Napoli sopratutto grazie al suo sindaco, in tutte le altre città
tutto è rimasto come prima, nominalmente gli enti pubblici dispongono del pacchetto
azionario maggioritario, pertanto in teoria decidono o dovrebbero farlo, all'atto
pratico chi decide sono gli speculatori privati che pur mantenendo la minoranza
delle azioni (spesso per un soffio tipo 49,9 % delle azioni) rimangono i veri
manovratori.
A Roma è stata eletta una sindaca
a "cinque stelle" proprio nella speranza che una maggioranza a
"cinque stelle" si decidesse ad attuare la mancata ripubblicizzazione
dell'acqua, cioé a togliere il profitto dalla distribuzione dell'acqua, di
fatto non solo l'acqua non è stata pubblicizzata, ma lo stesso coordinamento
romano dell'acqua pubblica (C.R.A.P.) e
il forum nazionale per l'acqua pubblica sono stati sgomberati dalla loro sede, i
"nasoni" le fontanelle storiche di Roma assurte a simbolo stesso del
referendum sono stati chiusi e spesso smantellati a decine e forse persino a
centinaia, la rete di distribuzione è rimasta la stessa di quarant'anni fa,
creando l'estate del 2017 il pericolo di
rubinetti "a secco" (scusa utilizzata per rimuovere i
"nasoni") e per risolvere il
problema della captazione dal lago di Bracciano si sta pensando di prelevare
l'acqua dall'inquinatissimo Tevere "depurarla" e darla da bere a
100000 romani (senza naturalmente dire chi saranno questi 100000
"fortunati", anche se il sottoscritto pensa di sapere a chi toccherà
anche questa volta il carciofo nel sedere: abitanti di Tor Bella Monaca, Torre
Maura, eccetera eccetera, non certo chi come me ha la fortuna di abitare in
zone residenziali considerate di pregio), quest'elenco di fatti è per sottolineare
il fatto che naturalmente, a decidere
sull'acqua ufficialmente "pubblica" sono rimasti i soliti noti:
Caltagirone, l'azienda israeliana Merkot (quella che asseta la striscia di Gaza
per intenderci) e altri soggetti altrettanto poco raccomandabili. Questo
dovrebbe fornire una delle prove indiziarie
sul fatto che anche se per
assurdo le autostrade venissero nominalmente "nazionalizzate" (ma io
non ci credo) a decidere rimarrebbe la logica del profitto, a decidere
rimarrebbero padroni, padroncini e speculatori
cambiare tutto per non cambiare niente insomma, si tratterebbe di una nazionalizzazione "a la carte"
con il trucco, buona per fare propaganda ma inutile e forse persino dannosa ai
fini della sicurezza di noi cittadini.
Alla fine con queste false
nazionalizzazioni che servono ancora e sempre gli interessi del padronato, si
potrebbe tornare a credere come negli anni 80/90 che "privato è bello, privato
è meglio". E chissà che alla fine (ma qui sto facendo, evidentemente,
della dietrologia) che questo non sia il vero obiettivo dei vari governi Orban,
Salvini e via schiaffeggiando?

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