venerdì 7 settembre 2018

ITALIA Ventisette anni di "pacchia"


Federico Pozzi, Redazione Sinistra
8 Settembre 2018


Era sui trentun anni e non si era nemmeno accorto del tempo che era passato, per parafrasare Paolo Pietrangeli, io ho cominciato la mia battaglia contro il razzismo ventisette anni fa correva l'anno 1991 , la prima occupazione "migrante" (che allora chiamavamo ancora, sbagliando: "immigrati”) a Roma nel sito della Pantanella stava per essere sgomberata. 
Ho già raccontato una volta quello che successe quel giorno, il disegno che mi regalò una bambina albanese, che oggi è una giovane mamma, la poesia che ci dedicò un migrante, anche lui albanese. Da quel momento sono diventato antirazzista, ma probabilemente in maniera inconsapevole, lo ero già prima, perché come dice la mia zia preferita, io sono uno di quei figli  "fatti in provetta", nutriti a "pane ed antirazzismo" fin dalla più tenera infanzia, gli amici dei miei genitori vi diranno che le mie prime parole intellegibili sono state: "permesso di soggiorno", ma non ditelo a mia madre che si incazza.
Sono ventisette anni che faccio antirazzismo  e non mi ricordo un solo giorno della "pacchia" citata dal ministro dell'Interno Salvini. Non era una pacchia negli anni 90, quando "gli albanesi sono tutti ladri" e Mohammed Khan detto "Sher" moriva congelato su una panchina nei pressi della stazione Ostiense, dopo più di vent'anni in Italia e una vita passata a farsi un culo come una capanna ai magazzini generali, lui laureato in scienze filosofiche. 
Non era una pacchia negli anni 0 del nuovo millennio, quando il problema erano i :"furti in villa"  ad opera degli immigrati e Enver Saçki, albanese veniva massacrato di botte e poi ripeturamente stuprato con un ramo presso via Tiburtina, aveva solo diciotto anni, mentre i ragazzi per "divertirsi" davano fuoco al sacco delle sue merci.
E non è stata sicuramente una pacchia negli anni 10, quando assurdamente le O.N.G. sono state accusate di essere "complici" degli scafisti, mentre si "scopriva "(sorpesa ,sorpesa !) che i complici erano coloro che blaterano di sicurezza ogni due per tre per giustificare finanziamenti astronomici a noti dittatori e tagliagole (Erdogan e il generale Haftar ,tanto per dire due nomi non a caso). 
Ora il ministro Salvini m'assicura che quello che ho visto in questi ventisette anni (e mi sono limitato altrimenti questo elenco sarebbe lungo mille e più pagine) erano una pacchia. 
Non metto in dubbio le parole del neoministro, solo rilevo che l'unica cosa a cui questi ventisette anni possono essere definiti :"una pacchia"  è la "soluzione finale" (o "trattamento speciale" ) dei nazisti, in ventisette anni ho sentito sempre ripetermi le stesse cose che i razzisti hanno sempre ripetuto dalla notte dei tempi : che i migranti sono privilegiati, che non vengono puniti, che ci sono troppi buonisti (per informazione ,non contatemi tra di loro io sono cattivissimo ma a differenza di chi ripete a pappardella la favola del "buonismo" decido io con chi esserlo, non me lo faccio imporre da altri.), che i migranti "hanno tutto", che rubano, spacciano, si drogano, si prostituiscono (come se queste cose gli italiani appartenenti alla Volksghemaineschaft non le avessero mai fatte ).  
Adesso francamente mi sono anche un pò rotto i coglioni di sentirle queste idiozie, per ventisette anni ho continuato a fare il mio lavoro di militante antirazzista, senza "rompere i coglioni" a nessuno (fatti salvo i razzisti). 
Adesso mi sono rotto i coglioni, il tempo è finito, la pazienza pure, i coglioni me li avete rotti voi, cari italianucci dei miei stivali, m'avete sfracassato gli zebedei con le vostre posizioni filorazziste o comunque complici della vulgata  per un senso o per l'altro, m'avete veramente sfracassato la minchia, non posso più tollerarvi o almeno non posso più tollerare la maggioranza di voi, siete riusciti nell'eroica impresa di farmi diventare intollerante alle vostre cagate, alle vostre mezze giustificazioni, alle vostre autoassoluzioni per cui la colpa è sempre di qualcun altro, possibilmente più debole e con meno diritti e tutele di voi. 
Siete pregati (per citare Swift) di tenervi a distanza dalla mia persona o come il prossimo (suppongo) eroe nazionale Traini, potrei decidere che siete implicitamente complici del sistema e farvi fuori, ho invocato un Nat Turner per venire a farvi la festa? Beh ho perso la pazienza di aspettare anche Nat Turner, passo ad essere direttamente il John Brown della situazione . (P.S. - per informazione . Ho sempre sostenuto e sostengo ancora che la questione derimente per decidere se si è i destra o di sinistra sia il razzismo, il razzismo è la macrocategoria entro cui sono racchiuse tutte le sue forme: sessismo, omofobia ecc…  per esempio)
Non si può essere di sinistra e razzisti, come non si può essere di sinistra e "non sono razzista ma". 
Fate pace con il cervello o siete di sinistra o siete razzisti, le due cose insieme non possono coesistere e non potete nemmeno scegliere di non scegliere, chi non sceglie implicitamente è già parte di chi non dice di no ed è perciò un complice.  (P.P.S. Sì sono ideologico  e me ne vanto).

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