Federico Pozzi, Redazione Sinistra
8 Settembre 2018
Era sui trentun anni e non si era
nemmeno accorto del tempo che era passato, per parafrasare Paolo Pietrangeli,
io ho cominciato la mia battaglia contro il razzismo ventisette anni fa correva
l'anno 1991 , la prima occupazione "migrante" (che allora chiamavamo
ancora, sbagliando: "immigrati”) a Roma nel sito della Pantanella stava
per essere sgomberata.
Ho già raccontato una volta quello
che successe quel giorno, il disegno che mi regalò una bambina albanese, che
oggi è una giovane mamma, la poesia che ci dedicò un migrante, anche lui
albanese. Da quel momento sono diventato antirazzista, ma probabilemente in
maniera inconsapevole, lo ero già prima, perché come dice la mia zia preferita,
io sono uno di quei figli "fatti in
provetta", nutriti a "pane ed antirazzismo" fin dalla più tenera
infanzia, gli amici dei miei genitori vi diranno che le mie prime parole
intellegibili sono state: "permesso di soggiorno", ma non ditelo a
mia madre che si incazza.
Sono ventisette anni che faccio
antirazzismo e non mi ricordo un solo
giorno della "pacchia" citata dal ministro dell'Interno Salvini. Non
era una pacchia negli anni 90, quando "gli albanesi sono tutti ladri"
e Mohammed Khan detto "Sher" moriva congelato su una panchina nei
pressi della stazione Ostiense, dopo più di vent'anni in Italia e una vita
passata a farsi un culo come una capanna ai magazzini generali, lui laureato in
scienze filosofiche.
Non era una pacchia negli anni 0 del
nuovo millennio, quando il problema erano i :"furti in villa" ad opera degli immigrati e Enver Saçki, albanese
veniva massacrato di botte e poi ripeturamente stuprato con un ramo presso via
Tiburtina, aveva solo diciotto anni, mentre i ragazzi per
"divertirsi" davano fuoco al sacco delle sue merci.
E non è stata sicuramente una
pacchia negli anni 10, quando assurdamente le O.N.G. sono state accusate di
essere "complici" degli scafisti, mentre si "scopriva
"(sorpesa ,sorpesa !) che i complici erano coloro che blaterano di
sicurezza ogni due per tre per giustificare finanziamenti astronomici a noti
dittatori e tagliagole (Erdogan e il generale Haftar ,tanto per dire due nomi
non a caso).
Ora il ministro Salvini m'assicura
che quello che ho visto in questi ventisette anni (e mi sono limitato
altrimenti questo elenco sarebbe lungo mille e più pagine) erano una pacchia.
Non metto in dubbio le parole del
neoministro, solo rilevo che l'unica cosa a cui questi ventisette anni possono
essere definiti :"una pacchia"
è la "soluzione finale" (o "trattamento speciale" )
dei nazisti, in ventisette anni ho sentito sempre ripetermi le stesse cose che
i razzisti hanno sempre ripetuto dalla notte dei tempi : che i migranti sono
privilegiati, che non vengono puniti, che ci sono troppi buonisti (per
informazione ,non contatemi tra di loro io sono cattivissimo ma a differenza di
chi ripete a pappardella la favola del "buonismo" decido io con chi
esserlo, non me lo faccio imporre da altri.), che i migranti "hanno
tutto", che rubano, spacciano, si drogano, si prostituiscono (come se
queste cose gli italiani appartenenti alla Volksghemaineschaft non le avessero
mai fatte ).
Adesso francamente mi sono anche
un pò rotto i coglioni di sentirle queste idiozie, per ventisette anni ho
continuato a fare il mio lavoro di militante antirazzista, senza "rompere
i coglioni" a nessuno (fatti salvo i razzisti).
Adesso mi sono rotto i coglioni,
il tempo è finito, la pazienza pure, i coglioni me li avete rotti voi, cari
italianucci dei miei stivali, m'avete sfracassato gli zebedei con le vostre
posizioni filorazziste o comunque complici della vulgata per un senso o per l'altro, m'avete veramente
sfracassato la minchia, non posso più tollerarvi o almeno non posso più tollerare
la maggioranza di voi, siete riusciti nell'eroica impresa di farmi diventare intollerante
alle vostre cagate, alle vostre mezze giustificazioni, alle vostre
autoassoluzioni per cui la colpa è sempre di qualcun altro, possibilmente più
debole e con meno diritti e tutele di voi.
Siete pregati (per citare Swift)
di tenervi a distanza dalla mia persona o come il prossimo (suppongo) eroe
nazionale Traini, potrei decidere che siete implicitamente complici del sistema
e farvi fuori, ho invocato un Nat Turner per venire a farvi la festa? Beh ho
perso la pazienza di aspettare anche Nat Turner, passo ad essere direttamente
il John Brown della situazione . (P.S. - per informazione . Ho sempre sostenuto
e sostengo ancora che la questione derimente per decidere se si è i destra o di
sinistra sia il razzismo, il razzismo è la macrocategoria entro cui sono
racchiuse tutte le sue forme: sessismo, omofobia ecc… per esempio)
Non si può essere di sinistra e
razzisti, come non si può essere di sinistra e "non sono razzista
ma".
Fate pace con il cervello o siete
di sinistra o siete razzisti, le due cose insieme non possono coesistere e non
potete nemmeno scegliere di non scegliere, chi non sceglie implicitamente è già
parte di chi non dice di no ed è perciò un complice. (P.P.S. Sì sono ideologico e me ne vanto).

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